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Cannabis terapeutica, dopo il nostro articolo qualcosa si muove. E Baratter presenta la mozione

Le farmacie hanno contattato il disabile di cui abbiamo raccontato la storia: la disponibilità è garantita per qualche giorno. Mentre il consigliere provinciale discuterà la sua proposta nel prossimo Consiglio. Manca però l'accenno alla coltivazione: nella prima stesura si ipotizzava di coinvolgere l'Istituto Mach

Di Donatello Baldo - 22 maggio 2018 - 06:01

TRENTO. Sul fronte della cannabis terapeutica, tema che ilDolomiti ha trattato più volte, sono da segnalare due notizie importanti. Una relativa all'effetto che ha avuto il nostro articolo sulla carenza di preparati nelle farmacie trentine e un'altra che riguarda la proposta di mozione presentata dal consigliere provinciale Lorenzo Baratter, sempre sulla necessità di garantire l'accesso ai prodotti a base di thc dei pazienti della provincia.

 

Nei giorni scorsi avevamo scritto di un disabile che, pur in possesso della ricetta medica rilasciata da specialisti dell'Azienda per i Servizi sanitari, non riesce a procurarsi i prodotti perché le farmacie trentine non ne hanno a disposizione. Un 'disservizio' che va a ledere il diritto alla salute.

 

Successivamente alla pubblicazione dell'articolo alcune farmacie hanno contattato il paziente per comunicargli l'arrivo dei preparati e la disponibilità di alcune scorte. Qualcosa si è quindi mosso, anche se non abbastanza: la necessità di assunzione del principio attivo, nelle quantità stabilite dalla posologia determinata dallo specialista, è infatti quotidiana, senza soluzione di continuità.

 

Il disabile che soffre di una patologia molto dolorosa, e che usa la cannabis terapeutica per lenire la sofferenza, riuscirà a proseguire la terapia per qualche giorno ma il problema si ripresenterà a breve: gli approvvigionamenti sono difficili e intermittenti. Un problema che incide pesantemente sulla qualità della vita dei malati.

 

Per affrontare la situazione con un ragionamento di lungo respiro, il consigliere Baratter ha presentato sul tema una mozione che risulta all'ordine del giorno del prossimo Consiglio provinciale. "Prendendo direttamente spunto da una lettera pubblica inviata recentemente all’assessore alla salute Luca Zeni da parte dell’avvocato Fabio Valcanover, si vuole sottoporre una riflessione sull’uso a livello terapeutico della cannabis".

 

Alla Giunta si chiede di "valutare iniziative che possano essere poste in essere per garantire la presenza nelle strutture pubbliche dei farmaci a base di cannabis e per sollecitare le farmacie ospedaliere, private e della rete delle farmacie comunali all'approvvigionamento degli stessi preparati".

 

Si chiede anche di "valutare se non si ritiene utile, come Provincia, monitorare periodicamente la presenza e la disponibilità dei farmaci a base di cannabis sul territorio provinciale, e rendere pubblici i dati raccolti".

 

In una prima versione si faceva riferimento anche alla coltivazione della cannabis per uso terapeutico. Il consigliere aveva infatti inserito tra i punti della mozione anche la valutazione dell'ipotesi che l'Istituto E. Mach potesse sperimentare la coltivazione dei prodotti.

 

Il punto è stato eliminato per poter far convergere sulla mozione una larga maggioranza: un accenno alla coltivazione avrebbe reso più difficile l'approvazione del testo. Sulla cannabis, sia pure ad uso terapeutico, c'è infatti ancora una notevole resistenza, e nemmeno le prospettive economiche e strategiche di una coltivazione in loco riescono, per ora, a scalfire il pregiudizio

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