Ddl caregiver, la delusione degli esperti: "Così com'è strutturato è un'offesa. E' stata riconosciuta l'esistenza della figura, ma 400 euro al mese sono elemosina"
Prevista una "retribuzione" che, solo per i più "fortunati", sarà di 1,10 euro all'ora. E solo per chi ha un Isee fino ai 15mila euro

BOLZANO/ROMA. Ci sono voluti dieci anni e alla fine il risultato non è esattamente quello che ci si aspettava. Dopo 30 proposte di legge è stato infatti portato in Consiglio dei ministri un disegno che finalmente riconosce il ruolo, e le difficoltà, di un caregiver familiare.
Un disegno di legge che però, come sottolineano gli esperti, "pare quasi un'offesa" per chi ogni ora, di ogni giorno, di ogni settimana, si occupa della cura di un famigliare anziano, malato o disabile.
Sette milioni di persone in Italia, 13mila in Alto Adige che dedicano la loro esistenza all'assistenza. E che ora, se saranno fortunati, si vedranno riconosciuti al massimo 400 euro al mese.
“Grazie per aver preso in considerazione il problema, per essersi resi conto dell'esistenza di questa categoria. Ma non basta. Non basta in alcun modo. Ed è anche troppo tardi”.
A parlare è Urlich Seitz, Direttore del Centro Servizi Volontariato (CSV) Alto Adige e Referente fiduciario del Sindaco per le realtà delle persone con disabilità – studio ed abbattimento delle barriere architettoniche. Impegnato da sempre nel sociale, Seitz guarda al ddl, ai suoi numeri e alle sue cifre e commenta in un solo modo: “Questa è elemosina”.
E il motivo è chiaro, se si guarda il ddl nel dettaglio.
Il testo distingue tre tipologie di caregiver conviventi in base alle ore settimanali di assistenza: chi svolge un carico pari o superiore a 91 ore, chi presta dalle 30 alle 90 ore e chi si colloca tra 10 e 29 ore. È prevista anche la figura del caregiver non convivente, a condizione che assicuri almeno 30 ore settimanali di assistenza.
Il contributo massimo di 400 euro verrà garantito esclusivamente ai familiari conviventi che svolgono almeno 91 ore settimanali. Tredici ore al giorno, 364 ore a mese.
Sarà inoltre necessario un Isee inferiore ai 15mila euro all'anno e un reddito annuo di 3.000 euro. E attenzione: l'entità esatta del contributo dipenderà dal numero di domande che verranno presentate nel momento in cui sarà individuata la platea di destinatari e sarà compatibile con le ulteriori misure di sostegno previste per i caregiver familiari a livello regionale.
In sostanza, solo i caregiver più "fortunati" potranno ricevere i famosi 400 euro al mese. Un euro e dieci centesimi all'ora. Per gli altri ci sarà meno. Per molti ci sarà il nulla.
Ecco perché chi conosce questo mondo parla di elemosina. “Si tratta proprio di questo”, prosegue Seitz, analizzando a fondo il problema. “Una persona che assiste un famigliare non sceglie di fare il caregiver, ma è obbligato. Il sistema sanitario fa tantissimo, e dobbiamo ringraziare per questo. Ma non basta. I professionisti costano, e volte sono introvabili. Quindi, spesso e volentieri, i parenti non hanno alcuna scelta. Potrebbero averla se, come in altri Paesi europei, venisse garantita la sicurezza previdenziale e finanziaria. Faccio il caregiver, se ho un'entrata fissa che mi permette di vivere come se facessi un altro lavoro qualsiasi – prosegue Seitz – in quest'ottica, cosa se ne dovrebbe fare una persona di 400 euro? Non bastano. Non c'è altro da dire”.
Seitz sottolinea un altro aspetto che secondo lui è fondamentale, e lo fa guardando al prossimo futuro quando “il sistema pubblico non riuscirà più a reggere i carichi perché la popolazione invecchia sempre di più e in prospettiva ci saranno sempre più famigliari – caregiver. E' un trend che non si invertirà. Anzi, il periodo di assistenza è raddoppiato: nel 2016 erano 5 anni, ora sono 10. Quindi a un famigliare che lascia il suo lavoro per assistere chi ha bisogno, magari per i successivi 10 anni, vengono proposti 400 euro? Ogni aiuto è un aiuto, ma questo ddl, così com'è strutturato, è un 'offesa”, conclude Seitz.
"Non posso dire di essere felicissima - ha ammesso in effetti la ministra per le disabilità Alessandra Locatelli - ma sono contenta che si metta un primo tassello molto importante per la vita di tante persone e di tante famiglie". Non a caso, Locatelli si è augurata che sia "durante l'iter parlamentare" ed "anche in futuro", quella soglia si possa "innalzare e migliorare". "Sono però soddisfatta perché ora mettiamo un punto fermo dal quale non si torna più indietro, dal quale poter proseguire e migliorare da qui e per il futuro proposte e misure. Finalmente disponiamo di risorse certe, stanziate in Legge di Bilancio: 257 milioni di euro, l'unica copertura certa che sia mai stata individuata per dare seguito a una risposta concreta di riconoscimento", conclude Locatelli.


















