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Trento
06 marzo | 19:00

Il fascino delle Strade Bianche, con Pogacar a caccia del record. Moreno Moser: "Nel 2013 non mi resi conto del peso della vittoria. Vivo l'attesa come corressi ancora"

L'unico italiano capace di vincere una delle classiche più iconiche e prestigiose al mondo è stato, tredici anni fa, il trentino Moreno Moser, oggi apprezzato commentatore tecnico per Eurosport, che quel giorno - il 2 marzo 2013 - compì un'impresa semplicemente sensazionale. "Correvo con quell'ingenuità e quella spregiudicatezza di un giovane che era al suo secondo anno di professionismo, che aveva già fatto risultati importanti. Dopo la gara ero certamente contento, ma pensavo già alla Tirreno - Adriatico. Adesso quella vittoria ha certamente un altro "sapore" rispetto a quello che provai allora"

Il fascino delle Strade Bianche, con Pogacar a caccia del record

SIENA. Leggi l'albo d'oro e ti viene "la pelle d'oca". Per tre volte compare il nome di "sua maestà" Tadej Pogacar, che proprio un anno fa ha eguagliato il primato detenuto da Fabian Cancellara. E non è finita, perché ci sono anche van der Poel, Van Aert, Alaphilippe, Pidcock e Gilbert.

 

E gli italiani? Solamente un azzurro, nella storia, ha trionfato alle "Strade Bianche", una delle classiche più iconiche e prestigiose al mondo: dopo le classiche monumento c'è la corsa toscana, la gara che si corre sugli sterrati toscani e si chiude in piazza del Campo a Siena, dopo una salita finale che è entrata già nella storia del ciclismo.

 

L'unico italiano capace di trionfare in una delle piazze più belle dell'intera Penisola è stato, tredici anni fa, il trentino Moreno Moser, oggi apprezzato commentatore tecnico per Eurosport, che quel giorno - il 2 marzo 2013 - compì un'impresa semplicemente sensazionale.

 

Domani, sabato 7, Tadej Pogacar andrà a caccia del suo quarto sigillo in cinque anni, per stabilire un altro primato della sua epopea e l'attesa è già febbrile, non solamente a Siena, non in Toscana, non in tutta Italia, ma nel mondo, perché le Strade Bianche sono diventate, con il passare degli anni, una gara di livello e interesse planetario.

 

"E' così - racconta Moser a Il Dolomiti -: stiamo parlando di una classica unica per i suoi sterrati che, in alcuni tratti, vengono affrontati a 70/80 all'ora. E' seguitissima in ogni angolo del pianeta e, con il passare degli anni, complice l'ingresso nel nel World Tour, sta assumendo un valore sempre maggiore. Non a caso, infatti, tutti i campionissimi vi partecipano. Pogacar, ad esempio, quest'anno non farà tantissime gare, ma alle Strade Bianche ci sarà eccome. Non vedo l'ora che venga il momento della partenza, sono emozionato quasi dovessi partecipare. Tanti ex corridori, una volta smesso, vivono le gare con un certo distacco, io non ci riesco proprio. Mi aspetto un grande spettacolo anche se, obiettivamente, salvo imprevisti, la corsa ha già un padrone. Per me la stagione inizia domani e... che gioia, era ora!".

 

Tadei Pogacar, ovviamente.

"Solamente Del Toro può mettere i bastoni tra le ruote allo sloveno. E, mi auguro, se dovessero arrivare assieme nel finale, che non facciano "conti", ma se diano "di santa ragione" sulla salita che porta al traguardo. D'altronde nessuno dei due deve null'altro e, dunque, se saranno assieme, spero ci sia bagarre sino alla fine. Pogacar è il favorito numero uno per distacco: mi aspetto una corsa durissima sin dall'inizio, con la squadra davanti a lavorare per scremare il gruppo e per ridurre il pericolo di cadute. Poi ci penserà lui e ritengo impossibile che qualcuno possa fare una "sparata" perché, siccome ci ha abituato a partire da lontanissimo, vorrebbe dire attaccarlo praticamente subito dopo il via".

 

Senta, torniamo al 2 marzo 2013.

"Nel ciclismo di oggi sarebbe impensabile solamente correre. Mi ero operato al setto nasale e avevo iniziato ad andare in bici un mese e mezzo prima. Avevo corso solamente una gara, il Donoratico, era la mia seconda uscita ed ero lì come gregario di Peter Sagan. Mi sentivo comunque molto bene e, nella riunione tecnica pre gara, abbiamo stabilito che, avrei attaccato: Peter sarebbe stato ovviamente controllatissimo e, una mia avanscoperta, gli avrebbe permesso di non tirare, restare a ruota, per poi partire nel momento giusto. Attaccai a 18 chilometri dall'arrivo, raggiungendo chi era in fuga dalla mattina, Sagan fu superlativo e rispose a tantissimi tentativi di Cancellara, restandogli incollato. Se quel giorno ho vinto tanto tanto merito è suo".

 

E poi, sullo strappo finale?

"Arrivammo alla salita con pochissimi secondi di margine sul gruppo dei "big" - non più di cinque, sei - e dietro si fermarono. A quel punto, senza più voltarmi indietro, senza "sparare", ma salendo forte, staccai tutti quelli che erano con me e tirai fino in cima, al traguardo. Secondo arrivò Sagan, quarto Cancellara e quelli che erano in fuga con me vennero risucchiati e, credo, finirono fuori dai venti".

 

Si rese conto subito di "ciò che aveva fatto"?

"Sinceramente no, lo diedi un po' per scontato. Correvo con quell'ingenuità e quella spregiudicatezza di un giovane che era al suo secondo anno di professionismo, che aveva già fatto risultati importanti. Dopo la gara ero certamente contento, ma pensavo già alla Tirreno - Adriatico, che sarebbe iniziata pochi giorni dopo e mi dicevo: "se ho vinto vuol dire che sto bene e, dunque, posso fare un buon risultato anche alla Tirreno - Adriatico". Devo dire che, con il passare degli anni, mi sono realmente reso conto della portata di quella vittoria e oggi riesco a darle il giusto peso. Adesso ha certamente un altro "sapore" rispetto a quello che provai allora. E, rispetto ad oggi, che le gare hanno un dominatore assoluto, c'era decisamente più incertezza e almeno una quindicina di corridori che potevano ambire alla vittoria. Insomma, al via di quell'edizione delle Strade Bianche, oltre a Sagan e Cancellara, c'erano Van Avermaet, Valverde e Cunego, tanto per citarne solamente alcuni".

 

van der Poel non ci sarà, qualche altro potenziale protagonista oltre al "re" sloveno e Del Toro?

"van der Poel, secondo me, non è in formissima e i campioni di tale calibro partecipano solo se "sentono" di avere tutte le carte in regola per vincere o provarci sino alla fine. Ripeto: secondo me Pogacar non è favorito, ma strafavorito. Altri corridori? Vediamo come sta Pidcock e poi sono curioso di vedere all'opera il giovanissimo francese Paul Seixas, che a 19 anni è già un fenomeno e, probabilmente, in salita è secondo solamente allo sloveno. E' alla sua prima Strade Bianche, avrebbe davanti ancora anni da Under e, dunque, sarà interessante capire come si comporterà".

 

Quest'anno Pogacar farà poche gare, puntando "solo" a vincere.

"E, l'ho già detto diverse volte, per me quest'anno trionferà alla Sanremo, con un gran numero sulla Cipressa, dove ha fatto il record in allenamento. Io mi aspetto che trionfi, per la prima volta, sul traguardo di via Roma. Intanto, però, godiamoci le Strade Bianche".

 

Se la godrà davanti alla tv?

"No, no, scenderò a Siena e sarò sul traguardo. Me la godrò dallo smartphone e domenica parteciperò alla Granfondo per respirare, nuovamente, quella meravigliosa aria delle Strade Bianche".

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