Contenuto sponsorizzato
Bolzano
25 marzo | 08:11

Il prezzo conta più della qualità: l’indagine che smonta il mito del turista "etico"

Gli esperti concordano: la regionalità non può essere l'unico asso nella manica per battere la concorrenza

Il prezzo conta più della qualità: l’indagine che smonta il mito del turista "etico"

BOLZANO.  Esiste un’immagine quasi poetica del turista moderno, dipinto come un instancabile ricercatore di radici e sapori autentici, pronto a scalare le valli pur di trovare quel prodotto a chilometro zero che racchiuda perfettamente l’anima del territorio. 

 

Però , quando si passa dal sogno della vacanza alla realtà della prenotazione, l’entusiasmo per il "local” deve fare i conti con il portafoglio. 

 

L’analisi flash condotta dall'Istituto di ricerca economica (IRE) della Camera di commercio di Bolzano e pubblicata a marzo 2026 mette infatti in luce un pragmatismo che lascia poco spazio al romanticismo: nella scelta dell’hotel in Alto Adige, a dettare legge è quasi esclusivamente il conto.

 

Lo studio, basato su un sondaggio rappresentativo effettuato nell'estate del 2025 su oltre 2.000 potenziali ospiti tedeschi e italiani, dimostra che il prezzo rimane il criterio sovrano, pesando per circa il 50% sull'intera decisione finale.

 

In questo scenario, l’origine regionale degli alimenti serviti finisce per scivolare al quarto posto della classifica delle priorità, con un'incidenza che non supera l'8% o il 9% della scelta complessiva, piazzandosi ben dietro a fattori come la tipologia della camera e le recensioni dei clienti.

 

C’è una discrepanza quasi ironica tra ciò che i turisti dichiarano e come poi effettivamente spendono i loro soldi.

 

A livello teorico, quasi la totalità degli intervistati - con punte del 97% tra gli italiani- concorda sul fatto che acquistare prodotti locali sostenga l'economia della regione e che questi alimenti abbiano semplicemente un sapore migliore.

 

Eppure, questa predisposizione emotiva svanisce nel momento in cui bisogna pagare un sovrapprezzo: la disponibilità a sborsare qualcosa in più non esiste per i generici "prodotti tipici", ma scatta solo se le pietanze sono chiaramente contrassegnate come "provenienti da fattorie" o di origine contadina.

 

Anche in questo caso, però, l’extra è decisamente contenuto: gli ospiti tedeschi sono disposti a pagare al massimo 7,90 euro in più per un pernottamento di due persone, mentre gli italiani si fermano a un più timido sovrapprezzo di 5,10 euro.

 

Un dato interessante emerge nel confronto tra i mercati: sebbene entrambi i gruppi cerchino informazioni e degustazioni, i turisti italiani dimostrano un interesse molto più marcato per l'esperienza diretta, con il 61% che desidera visitare personalmente i produttori alimentari, contro un modesto 26% dei tedeschi.

 

Per il settore alberghiero altoatesino, il messaggio dell'IRE è chiaro e privo di fronzoli: la regionalità non può essere l'unico asso nella manica per vincere la concorrenza, poiché viene ormai percepita meno come una caratteristica distintiva e più come un requisito fondamentale di qualità.

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Società
| 24 settembre | 20:00
L'appello inviato a Il Dolomiti è quello di Rachel Skeoch, nipote del soldato James Hammond Cooper, scomparso quando lei aveva appena due [...]
Montagna
| 24 settembre | 20:40
L'assessore Roberto Failoni a il Dolomiti: "Crediamo con convinzione anche nelle palestre di sci, le piccole stazioni di interesse locale dove [...]
altra montagna
| 24 settembre | 19:00
Sulle pendici del Gran Sasso, tra i territori di Pietracamela e Prati di Tivo, la guida alpina Pasquale Iannetti è un volto noto: per molti anni [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato