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Trento
26 agosto | 19:04

Orsi, raccolta dell'umido solo al mattino presto? Un cittadino: "Così è un disagio, si sposti verso le 10". L'Enpa: "Il problema vero è la mancanza di prevenzione"

L’ordinanza che vieta di lasciare l’umido all’esterno durante la notte per non attirare gli orsi fa discutere i residenti del Bondone. Un cittadino propone di spostare la raccolta in tarda mattinata, mentre l’Enpa: "Più bidoni anti-orso, stop al foraggiamento vicino ai centri abitati e maggiore informazione per residenti e turisti. La vera soluzione sta nella prevenzione concreta" 

Orsi, raccolta dell'umido solo al mattino presto?
di Viola Bazzanella

BONDONE. L'ordinanza del Sindaco di Trento impone di esporre i bidoncini dell'umido soltanto la mattina del giorno di raccolta per evitare che, restando fuori tutta la notte, possano attirare gli orsi. Questa misura però ha scatenato diverse polemiche tra i residenti

 

Proprio per questo motivo un lettore che vive sul Bondone ha scritto a Il Dolomiti per raccontare il suo punto di vista e quello di molti altri cittadini.

 

“Ho sentito dai vari telegiornali locali della polemica relativa all’ordinanza. Si dovranno esporre i bidoncini dell'umido solamente la mattina dei giorni in cui avviene tale raccolta per evitare che, se esposti tutta la notte, possano attirare gli orsi. Ci si lamenta giustamente del fatto che si debba puntare la sveglia per esporre i bidoni alle 6.30 - 7.00 del mattino (a seconda delle zone) - scrive il cittadino -. Io credo che la soluzione di questo "non-problema" sia molto semplicemente di posticipare l'orario di raccolta dei rifiuti nelle aree interessate in tarda mattinata (ad esempio 10.00-10.30) anziché al primo mattino. Questo consente a chi abita in tali zone a esporre i bidoni dell'umido in orari congrui al proprio riposo e contemporaneamente a evitare di lasciare tali rifiuti durante la notte per non attirare non solo eventuali orsi, ma anche altri animali (volpi, cani randagi, ecc.). Basta questa piccola modifica da parte della organizzazione della raccolta rifiuti per risolvere un non-problema". 

                                                                                                                     

Una segnalazione concreta, che si inserisce dentro ad un dibattito più grande, quello sulla convivenza tra residenti del Bondone e orsi, tornato un problema attuale nelle ultime settimane. 

 

Sono passati più di 25 anni da quando gli orsi sono stati reintrodotti in Trentino, ma ogni volta che sui social compare un video con un orso avvistato sul Bondone, magari anche da lontano, scoppia l'allarme.  Reazione alla quale, anche dopo tutti questi anni di distanza, non si riesce a dare una spiegazione.     

                                                                        

Con parole più dure, a dirlo è anche l’Enpa, in particolare la sezione di Rovereto, in un comunicato firmato dalla presidente Ivana Sandri, che parla di "un'onda di paura e odio manovrata da gruppi e gruppuscoli”.

 

Infatti secondo l'associazione, il problema non sono gli orsi in sé, ma la mancanza di prevenzione vera. L'Enpa fa notare che sul Monte Bondone "ne sono stati installati per ora solo 30" di bidoni anti-orso, lasciando intere zone ancora senza protezione dopo un quarto di secolo dalla reintroduzione. 

 

E questo, dopo 25 anni, sembra assurdo, ma la carenza di bidoni non è l'unico problema: c'è anche la questione del foraggiamento. Le mangiatoie per gli ungulati si trovano spesso vicino alle strade e al limitare dei centri abitati e finiscono per attirare pure gli orsi. 

 

Insomma la situazione di pericolo la si crea lasciando cibo e poi dando la colpa all’orso. La conclusione è netta: la paura verso gli orsi è un sentimento umano comune e naturale, ma va affrontato con gli strumenti giusti, non da chi, come denuncia l’Enpa, "ne sfrutta le paure esclusivamente a proprio vantaggio”.

 

La vera soluzione sta nella prevenzione concreta: più bidoni anti-orso, niente foraggiamento e "incontri informativi e formativi per gli abitanti e per i turisti perché la conoscenza è la base imprescindibile per superare la paura" conclude l'associazione. 

 

 

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