Sottopasso di via Canestrini, l'opera d'arte divide. Tomasi: “Disorienta e rischia di mettere in difficoltà ipovedenti e anziani”
“Con quali criteri è stato assegnato l'incarico? Si conoscevano le modalità di realizzazione del progetto e sono state tenute in considerazione le difficoltà visive degli utilizzatori del sottopasso" chiede il consigliere Renato Tomasi. Disappunto è stato espresso anche da qualche assessore della Giunta comunale

TRENTO. La nuova opera d'arte realizzata nel sottopasso di via Canestrini non piace a tutti.
Inaugurata nella giornata di ieri con la presenza dell’autore, l'artista Esther Stocker, è frutto della collaborazione tra Mart, Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto, Galleria Civica e Comune di Trento. Un intervento che ha cambiato aspetto alle pareti del sottopasso, rivisitate con linee geometriche in bianco e nero “capaci di far vivere a chi attraversa quello spazio una vera e propria esperienza artistica” ha spiegato in una nota il Comune ma anche “pensate come collegamento tra i luoghi e anche tra le persone”.
Sul risultato, oltre ai giudizi positivi arrivati anche ovviamente dal sindaco Franco Ianeselli, non sono mancate critiche. Disappunto è stato espresso addirittura da qualche componente della Giunta comunale e il consigliere comunale Renato Tomasi sull'argomento ha presentato una domanda di attualità.

“Quello che salta all'occhio, di questa opera – spiega Tomasi - ovviamente a parere mio, è l'aspetto cromatico che disorienta le persone che si immettono nel sottopasso, e il pensiero corre a quelle persone con qualche difficoltà visiva, ipovedenti e persone anziane con qualche problematica nel vedere”. Per il consigliere sarebbe stato opportuno contattare una delle tante realtà del campo dell'ipovisione per qualche consiglio o valutazione sui lavori che si volevano fare.
Tomasi chiede quindi “Con quali criteri sia stato assegnato l'incarico, se si conoscevano le modalità di realizzazione del progetto, se si sono tenute in considerazione le difficoltà visive degli utilizzatori del sottopasso, e se si sapeva che sarebbero state cancellate tutte le opere di graffiti fatte da giovani writer, opere fatte con la regia delle politiche giovanili del Comune di Trento”.












