"Usare l'italiano e non il tedesco significa compiere una violenza culturale", la rabbia degli Schützen: "Sul sito olimpico vanno usati i nomi storici nei modi corretti"
Il Südtiroler Schützenbund non risparmia le critiche verso il sito web ufficiale dei Giochi olympics.com: "L'italianizzazione dei nomi dei luoghi c'è persino nella versione in lingua tedesca e inglese, un punto bassissimo e sconcertante"

BOLZANO. Non è certo la prima volta (e con tutta probabilità neanche l'ultima) che il Südtiroler Schützenbund si scaglia con rabbia e indignazione contro l'appuntamento olimpico, e soprattutto contro la comunicazione dei Giochi considerata spesso superficiale in una terra con una storia unica e preziosa come l'Alto Adige.
Questa volta l'associazione altoatesina ha reagito, con toni durissimi, "alla rappresentazione dei nomi dei luoghi sudtirolesi sul sito ufficiale olimpico olympics.com".
Dove in effetti il centro biathlon che ospiterà le gare olimpiche a febbraio viene chiamato 'Anterselva' oppure 'Anterselva Biathlon Arena': "Viene definito così - evidenziano gli Schützen - persino nella versione del sito in lingua tedesca e in inglese: una prassi che finora era nota soprattutto in ambienti nazionalisti italiani".
In questo modo, si legge, una prospettiva esclusivamente italiana su un territorio storicamente cresciuto e di lingua tedesca viene diffusa a livello internazionale. "E per giunta nell’ambito dei Giochi Olimpici, che dovrebbero rappresentare diversità, rispetto e sensibilità culturale. "Si tratta di un punto bassissimo dal punto di vista della politica culturale quando persino nella versione tedesca di una piattaforma ufficiale olimpica vengono negati i nomi storici dei luoghi del nostro territorio", dichiara il comandante provinciale Christoph Schmid. "Qui non si informa in modo neutrale, ma si trasmette un’interpretazione nazional-statale che non ha nulla a che fare con la storia dell'Alto Adige".
Il Südtiroler Schützenbund sottolinea che "proprio nel mondo anglofono i nomi originari tedeschi e ladini della regione alpina sono storicamente molto ben documentati. I pionieri del turismo alpino nel XIX secolo – in particolare alpinisti e scrittori di viaggio britannici – utilizzavano naturalmente i nomi di luoghi e montagne allora in uso. I successivi nomi artificiali - aggiungono - introdotti da Ettore Tolomei durante il fascismo all’epoca non avevano alcun ruolo".
"Chi oggi vende Antholz a livello internazionale come 'Anterselva', senza fornire alcun contesto storico, compie una riscrittura successiva della storia, una violenza culturale sotto la copertura olimpica", aggiunge Schmid.
Il Südtiroler Schützenbund invita quindi i responsabili di olympics.com a "utilizzare i nomi storici dei luoghi in modo corretto ed equivalente, a mostrare sensibilità linguistica nei confronti delle minoranze e a rinunciare in particolare nella copertura in lingua tedesca e inglese a prese di posizione ideologicamente unilaterali".
"I Giochi Olimpici - conclude Schmid - non devono diventare una tribuna per la falsificazione nazionale della storia".













