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Bolzano
12 gennaio | 10:20

VIDEO. In 600 in piazza per chiedere una risposta definitiva: i dipendenti delle Acciaierie Valbruna sfilano nuovamente per le vie della città

Il lungo corteo dei lavoratori delle Acciaierie Valbruna, partito alle 10 dai cancelli di via Volta, sta percorrendo le arterie principali della città per giungere sotto i palazzi della Provincia in piazza Magnago. Oltre seicento i partecipanti, bandiere dei sindacati Fim, Fiom e Uilm e striscioni. Tutti chiedono a gran voce una sola cosa: la fine dell’incertezza che grava su uno dei siti industriali più strategici del territorio

In 600 in piazza per chiedere una risposta definitiva: i dipendenti delle Acciaierie Valbruna sfilano nuovamente per le vie

BOLZANO. E' una mattinata di passione e di lotta quella di oggi - lunedì 12 gennaio - a Bolzano.

 

Il lungo corteo dei lavoratori delle Acciaierie Valbruna, partito alle 10 dai cancelli di via Volta, sta percorrendo le arterie principali della città per giungere sotto i palazzi della Provincia in piazza Magnago. Sono oltre seicento i partecipanti, bandiere dei sindacati Fim, Fiom e Uilm e striscioni.

 

Tutti chiedono a gran voce una sola cosa: la fine dell’incertezza che grava su uno dei siti industriali più strategici del territorio.

Accanto ai 580 dipendenti dello stabilimento bolzanino, sfilano oggi anche i colleghi arrivati da Vicenza, sede della casa madre, e una nutrita delegazione dell’Aluminium Bozen.

 

La manifestazione si svolge a pochi giorni dalla gara per la concessione del sito di via Volta: la scadenza di giovedì si risolverà, con ogni probabilità, con un nulla di fatto. Il presupposto vincolante del sopralluogo tecnico non è stato infatti soddisfatto dal Gruppo Valbruna. La proprietà, la famiglia Amenduni, dopo un’iniziale adesione, ha scelto di sfilarsi una volta appurata l'assenza di altri pretendenti.

 

Questa mossa conferma la linea di ferma opposizione degli industriali vicentini verso un bando da 150 milioni di euro giudicato irricevibile. 

 

Gli Amenduni rivendicano ora il diritto all’acquisto dell’area, spostando il confronto sul piano dei possibili scenari post-gara: la Provincia dovrà infatti scegliere tra l'emissione di un nuovo bando, l'avvio di una trattativa privata o la cessione definitiva del sito industriale.

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