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Blitz in consiglio provinciale e nervi a fior di pelle: "17 mila disoccupati e voi pensate ai vostri vitalizi", Rossi: "Adesso arrangiatevi". Intervengono le forze di polizia

I lavori del consiglio provinciale sono stati interrotti dai manifestanti. Grande nervosismo in aula, anche per la presenza delle telecamere del programma televisivo di La7 "La Gabbia"

Di Luca Andreazza e Donatello Baldo - 04 aprile 2017 - 11:13

TRENTO. "17 mila disoccupati e voi pensate ai vostri vitalizi" e "Modello Whirlpool tutti a casa senza lavoro", il Sindacato di base multicategoriale guidato da Fulvio Flammini e alcuni esponenti del Centro Sociale Bruno hanno occupato il Consiglio provinciale, inducendo il presidente Bruno Dorigatti a sospendere la seduta consiliare.

Sul posto gli agenti della polizia e della Digos per riportare l'ordine in aula. 

 

Nel mirino il governatore Ugo Rossi, il presidente del consiglio Bruno Dorigatti e l'assessore Alessandro Olivi che hanno dato vita a un confronto a tratti duro con i manifestanti. 

 

Mentre Olivi non ha proferito verbo, un visibilmente nervoso Rossi ha proposto un vivace confronto verbale con Fulvio Flammini: "Sono stati fatti gli incontri e sono state stanziate i soldi, abbiamo deciso in giunta come utilizzarli e ci stiamo organizzando. Chiediamo un attimo di pazienza".

 

 

L'attenzione dei dimostranti si è quindi spostata su Dorigatti, bollato come incoerente per i trascorsi in Cgil: "I problemi dei lavoratori vengono completamente ignorati", dicono i manifestanti. Nervi a fior di pelle anche per l'ex sindacalista che risponde "Propaganda". 

 

Presente anche la troupe del programma televisivo targato La7 della 'Gabbia': gli operatori hanno provato a intervistare Bruno Dorigatti in merito ai vitalizi, ma il presidente del consiglio dopo aver abbozzato una replica, si è trincerato, decidendo di non rispondere.

 

 

Tempi e modi sbagliati, questo lascia intuire il presidente Rossi, non rispondendo al giornalista della 'Gabbia' e prima di lasciare l'aula con le parole "Adesso arrangiatevi".

 

 

 

Dorigatti, subito dopo la protesta, ha convocato i capigruppo per la valutazione di quanto successo. Nel pomeriggio dalla presidenza è stato diramato un comunicato:

"Il grave episodio verificatosi stamane durante i lavori dell’Assemblea legislativa provinciale, con l’irruzione di un gruppo di manifestanti nell’Aula consiliare, rappresenta una forma di attacco alle Istituzioni che va stigmatizzata al di là di ogni considerazione".

 

"Pur comprendendo la delicatezza dei temi dell’occupazione e la strategica centralità delle questioni del lavoro, simili modalità di protesta infatti sono del tutto estranee al civile confronto e rappresentano il tentativo di sostituire la democrazia e le sue regole, con la forza delle imposizioni brutali e prive di ogni capacità di sereno dialogo. Queste manifestazioni sono, senza dubbio, sintomi del diffondersi di un rancore che pare attraversare tutta la società e rispetto al quale la politica e le Istituzioni debbono ulteriormente interrogarsi, al fine di eliminare le disuguaglianze sociali".

 

"A ben vedere è quello che, in questi ultimi anni, abbiamo sempre cercato di fare, instaurando un dialogo aperto con tutte le Rappresentanze sociali e dei lavoratori, con la precisa volontà di dare risposte effettive ai problemi che via via si pongono e su tale strada intendiamo proseguire, consapevoli del dramma del lavoro e delle povertà, impegnandoci ancor più nella ricerca di soluzioni in tempi rapidi".

 

"Se è chiara quindi la necessità di affrontare i grandi nodi della disoccupazione, è altrettanto indispensabile però isolare queste scorrette espressioni, nella consapevolezza che tali metodi antidemocratici, indeboliscono le Istituzioni, a prescindere da chi le rappresenta “pro tempore” e recano un danno evidente a quel dibattito democratico e plurale, al quale deve informarsi tutta l’attività politica, ivi compresa quella del libero dissenso".

 

Questo invece il comunicato del Sindacato di base Multicategoriale:

"Una cinquantina di disoccupati ex Whirlpool, organizzati in Comitato assieme al Sindacato di base Multicategoriale, presenti anche alcuni attivisti del Centro Sociale Bruno, si sono presentati in consiglio provinciale per protestare contro l'assessore Olivi e la Giunta per il disinteresse dimostrato finora sulla chiusura dello stabilimento di Spini di Gardolo e sulla sorte degli oltre 300 disoccupati ex Whirlpool ed indotto".

 

"Oramai da mesi gli ex operai Whirlpool denunciano il loro stato di disagio, rimanendo inascoltati. Tutto quanto fatto finora dal governo locale e dal suo assessore al lavoro si riduce ad una modifica di bilancio per il corrente anno (trattasi di uno stanziamento di 500mila euro, peraltro su emendamento presentato da un partito di opposizione, FORZA TRENTINO), provocata dalle continue proteste del Comitato ex dipendenti Whirlpool nel mese di dicembre".

 

"Lo scorso 17 marzo 2017 il Sindacato di base Multicategoriale aveva richiesto formalmente un incontro all'assessore al lavoro Alessandro Olivi allo scopo di presentargli un progetto (v. allegato) per la ricollocazione di parte dei disoccupati in produzione. Nella lettera trasmessa al politico, si dichiarava espressamente che 'la mancata convocazione verrà intesa come invito a presentarsi spontaneamente presso la S.V. Ill.ma nei modi e con le modalità che saranno stabilite dai richiedenti'".

 

"Il successivo 22 marzo 2017, l'assessore rispondeva che "non appena l'Esecutivo avrà varato l'atto di indirizzo [sullo stanziamento dei 500mila euro] sarà mia cura organizzare l'incontro da Voi richiesto in modo da poter illustrare nel concreto le azioni proposte". Completamente ignorato il progetto del Comitato e di SBM, come ha sempre fatto l'assessore Alessandro Olivi da buon politicante di mestiere qual è".

 

"Questa mattina è esplosa la rabbia degli ex Whirlpool che si sono presentati in consiglio provinciale, distribuendo due volantini (v. allegati) e consegnando alla giunta ed ai consiglieri provinciali presenti una copia del progetto di loro ricollocazione nel ciclo produttivo".

 

Il presidente del Consiglio Provinciale Bruno Dorigatti ha deciso di sospendere immediatamente i lavori e chiamare la polizia per reprimere la protesta di chi è senza lavoro e senza più ammortizzatori sociali. L'assessore Olivi, completamente silente seppur più volte interpellato dai manifestanti, si è nascosto dietro il suo scranno".

 

Dopo questa protesta, lo stesso sindacato annuncia nuove azioni: "Un nuovo appuntamento è fissato per lunedì 10 aprile 2017 davanti ai cancelli della Ex Whirlpool, ora Vetri Speciali, dove sarà presente il ministro del lavoro Giuliano Poletti".

 

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