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Castel Belasi di Campodenno conteso. L'associazione: "Inagibile solo per i nostri eventi", il sindaco ribatte: "A breve parte il cantiere, dal prossimo anno sarà sicuro e fruibile"

L'associazione Aliseo di Campodenno per voce della presidente accusa l'amministrazione comunale di aver 'boicottato' i suoi eventi, ma il primo cittadino Daniele Biada risponde: "Situazione fatta presente per e-mail, telefono e durante la riunione, agito correttamente"

Castel Belasi
Di Luca Andreazza - 18 May 2017 - 22:39

TRENTO. "La sfiducia che a volte provano i cittadini verso le istituzioni locali è giustificata: la nostra associazione si è vista respingere la richiesta di svolgere al castello le nostre iniziative", attacca Antonia Saccomanno, presidente dell'associazione culturale Aliseo di Campodenno. "Ho fatto presente - ribatte il primo cittadino Daniele Biada - in diverse occasioni l'impossibilità per quest'anno di poter svolgere eventi in quella location. L'amministrazione ha agito correttamente, informando tempestivamente l'associazione e proponendo altre soluzioni". Al centro del contendere il suggestivo Castel Belasi.

 

Le manifestazioni dell'Associazione si sarebbero dovute tenere il 27 maggio e il 24 giugno in collaborazione con il gruppo musicale Aires e il gruppo teatrale 'Gropi d'Anaunia', che avrebbe messo in scena lo spettacolo dell'Inquisizione in Valle di Non nel 1600. "Il sindaco - dice Saccomanno - ci aveva dato la disponibilità della 'corte' del Castello, tanto che mi ero spesa per far inserire gli eventi nella programmazione estiva dell'Apt".

 

Ma la richiesta sarebbe stata respinta a causa dell'inagibilità del castello: "Nulla di male - aggiunge la presidente - se non fosse che nel frattempo altre due associazioni hanno ricevuto il benestare per utilizzarlo nei giorni dal 19 al 21 maggio e quindi il 10 e 11 giugno. Abbiamo quindi inoltrato un'ulteriore richiesta, ma è stata respinta sempre per il medesimo motivo: il castello non è agibile, ma forse solo per la nostra associazione".

 

Accuse rispedite al mittente dal sindaco di Campodenno: "Attualmente - spiega - sono in corso gli ultimi rilievi per avviare i lavori dell'ultimo lotto: interventi importanti per mettere in completa sicurezza il maniero, ottenere l'agibilità e poter così fruire in pianta stabile del castello dall'anno prossimo, trovando un titolare di gestione".

 

"Ma il castello sembra inagibile solo per la nostra associazione - rilancia Saccomanno - naturalmente il Comune può fare tutte le valutazioni che reputa opportune, se non ritiene i nostri spettacoli all'altezza del luogo. La rabbia però è tanta perché gli altri usufruiscono del castello e non siamo costretti a rinunciare alle nostre manifestazioni. Per questo mi scuso con le altre realtà che abbiamo coinvolto in questo progetto".

 

Quindi sembra che in quel di Campodenno quest'anno si tengono solo alcuni eventi, mentre altri sono stati, per così dire, 'tagliati'?: "Non è proprio così - ribatte Biada - queste associazioni hanno richiesto l'utilizzo in Comune oltre un anno fa e hanno ottenuto l'autorizzazione della polizia amministrativa già all'inizio del 2017. Sono eventi che coinvolgono tantissime associazioni a fini solidaristici, mentre nel caso di Aliseo gli attori si sarebbero mossi di notte all'interno delle sale, un'attività non sicura. L'anno scorso sono stati garantiti 120 giorni di iniziative, nonostante le limitazioni di accesso molto stringenti e la responsabilità in capo al sottoscritto".

 

La presidente si appella quindi alla Provincia e alla Soprintendenza dei beni culturali, in quanto "sicuramente - riflette - sono più sensibili in materia. Castel Belasi appartiene alla comunità e non può divenire materia per ritorsioni di carattere politico perché è del tutto evidente che di questo si tratta".

 

Quest'anno quindi per ragioni di cantiere si è ridotta la programmazione al minimo o per ragioni politiche? "Se ci fossero fini politici alla base - conclude Biada - l'amministrazione avrebbe potuto non concedere all'associazione per gli eventi la Chiesa di San Filippo e Giacomo a Segonzone oppure la sala don Alfonso Pozza e il punto di lettura a Campodenno, tutti spazi comunali. Inoltre ho partecipato alla presentazione dell'associazione e sono in possesso della tessera numero undici. La realtà dei fatti è che queste manifestazioni si svolgono all'esterno in un tendone appositamente allestito, il castello è solo sullo sfondo, un semplice richiamo. Ho fatto presente alla presidente nelle e-mail del 24 gennaio e del 9 maggio, oltre che nel corso di numerose telefonate delle difficoltà oggettive nel concedere Castel Belasi. Queste problematiche sono state espresse anche alla riunione del 27 febbraio, nella quale ha partecipato un loro rappresentante. Oltretutto abbiamo avanzato la proposta di trovare un'altra location per questi eventi, ma hanno preferito annullare il programma".

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