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Residenza Fersina, la protesta dei migranti: "Restiamo qui troppo tempo, fateci andare nelle strutture sul territorio"

La protesta partita questa mattina coinvolge un centinaio di richiedenti protezione internazionale. Dopo l'arrivo dei dirigenti della provincia la situazione è tornata alla normalità

Pubblicato il - 15 marzo 2017 - 08:52

TRENTO. Davanti alla residenza Fersina è partita questa mattina una protesta che ha coinvolto un centinaio di immigrati che vivono all'interno della struttura. Sul posto sono intervenute in massa immediatamente la Polizia e i vigili urbani.

 

 

Gli ospiti della struttura non sono usciti sulla strada ma si sono ammassati in prossimità del cancello chiuso con una catena con lucchetto, esponendo sulla strada dei manifesti. Gli operatori che già si trovavano nella struttura sono rimasti dentro volontariamente per provare dall'interno a rasserenare il clima.

La protesta è stata pacifica, non è avvenuto il blocco della viabilità, non è stato necessario il ricorso alla forza pubblica. All'arrivo del dirigente del Dipartimento Salute e Solidarietà sociale Silvio Fedrigotti e del direttore del Cinformi Pierluigi La Spada i cancelli sono stati aperti e nel piazzale si è svolta un'assemblea in cui tutti quelli che volevano parlare hanno potuto farlo. 

 

Tra le richieste quella di velocizzare i tempi di decisione delle Commissioni che valutano la domanda di asilo, il trasferimento sul territorio per non dover stare troppo tempo all'interno della residenza che contiene 250 persone disposte in camerate da otto posti, la richiesta di variazioni sul cibo e sui regolamenti interni. 

Fedrigotti ha spiegato che la Pat non può intervenire sulle questioni inerenti lo status di rifugiato e l'iter per l'ottenimento, come non può intervenire su questioni legate alle disposizioni e alle regole della Questura. "Noi ci occupiamo dell'accoglienza e cerchiamo in tutti i modi di garantirla al meglio". Sul problema dei trasferimenti sul territorio il dirigente ha detto che "sono a disposizione due appartamenti al mese ma ne servirebbero 200 per soddisfare tutte le richieste".

 

"Non c'è disponibilità da parte dei Comuni e da parte dei privati - ha spiegato - ma se fate queste proteste peggiorate la situazione perché l'opinione pubblica pensa che per voi stiamo già facendo abbastanza e non capisce le vostre rivendicazioni".

 

La situazione, dopo il confronto con i responsabili della Provincia, è tornata alla normalità. 

 

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