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Protesta dei profughi, le reazioni della politica. Insorge la destra: "Tutti a casa". Rossi e Zeni: "L'accoglienza è un dovere ma le pretese sono inaccettabili"

Il consigliere grillino Degasperi chiede le dimissioni di Zeni: "Il trentino ha altre priorità, non i profughi". Interviene anche Emilio Giuliana che li chiama "N3gri" e Castaldini di Casa Pound: "Basta business sull'immigrazione". La Provincia: "Paradossale che proprio in Trentino vi siano alcuni migranti che non riconoscono il nostro impegno"

Pubblicato il - 15 March 2017 - 16:48

TRENTO. Non si sono fatte attendere le reazioni della politica: a pochi minuti dalla protesta dei profughi ospitati presso le ex caserme di Trento Sud sono iniziati ad arrivare le prime prese di posizione, i comunicati, i commenti diffusi anche via Facebook.

 

Sul posto, a vedere di persona cosa stesse accadendo, la pattuglia leghista del comune di Trento con Gianni Festini Brosa e Devid Moranduzzo, ma anche il consigliere Maurizio Fugatti. “Vogliono appartamenti a loro disposizione – scrive quest'ultimo – sono stufi di vivere nel centro profughi perché le camere sono troppo strette, si lamentano anche del menù, vorrebbero un menù più vario, se la prendono con gli operatori che lavorano dentro, i quali non hanno nessuna colpa”. E conclude chiedendosi: “Perché non mandiamo al loro paese questi profughi che si lamentano?”.

 

Più incisivo Emilio Giuliana, ex consigliere di Fiamma tricolore e oggi esponente di Progetto Nazionale: “I n3gri (scritto proprio così, ndr) residenti nelle caserme di via al Desert per protesta hanno sequestrato gli operatori barricandosi all'interno. Welcome refuges”.

 

A caldo interviene anche il consigliere Filippo Degasperi dei 5 Stelle: “Mentre i trentini si avviavano verso il lavoro, i loro ospiti non avevano di meglio da fare che inscenare una bella gazzarra”. E si chiede: “Quando torneremo ad avere un minimo di dignità e a rimettere in testa alle priorità il Trentino? Assessore Zeni a casa! e grazie alle forze dell'ordine che si impegnano per cercare di contenere questa vergogna”.

 

Al post seguono i commenti, il primo posta una foto, un uomo con il lanciafiamme in mano che incendia in una nuvola di fuoco tutto quanto. Segue un'accesa discussione, interviene anche l'ex consigliera dell'Italia dei Valori Giovanna Giugni per dire la sua sui profughi: “A me paiono tutti ben nutriti, con dotazione di sigarette, Smartphone e denaro per comprare patatine e birre, i cui resti decorano il prato adiacente la palazzina liberty”.

 

“Cosa vogliono questi poveri immigrati – si chiede invece Filippo Castaldini di Casa Pound - vogliono stanze singole per essere più comodi ed essere ospitati in alloggi privati e non più in strutture, maggiore celerità nelle pratiche e addirittura sembrerebbe che il cibo non vada loro bene. Se a queste persone non vanno bene le condizioni della nostra accoglienza, che ci costa 35€ al giorno per ognuno di loro, posso tranquillamente evitare di mettere piede in Italia.”

 

“Nei loro paesi di provenienza – sostiene - la guerra non c'è. Questi soldi devono essere destinati alle varie categorie di italiani in difficoltà. Basta business dell'immigrazione – conclude – prima gli italiani”.

 

“Dobbiamo dire basta a queste pagliacciate”, afferma Raimondo Frau di Movimento nazionale. “Quando torneremo ad avere un minimo di dignità e a rimettere in testa alle priorità il Trentino? L'assessore Zeni si dimetta”. E Marika Poletti di Fratelli d'Italia: “La nostra Provincia, non più autonoma a quanto pare, non può più sopportare questa politica di invasione a scopo di lucro per i soliti noti”. Nel suo comunicato parla di “affari mascherati da solidarietà, schiavismo mascherato da accoglienza. E il Trentino cosa fa? - si chiede - chiede e implora che Roma ci mandi sempre più clandestini”.

 

Articolato invece il pensiero di Claudio Cia di Agire: “Accora proteste, ancora rabbia, ancora sconcerto che vedono su fronti opposti richiedenti asilo e cittadini del Trentino. I primi chiedono di essere inseriti in appartamenti anziché in camere con otto posti letto, cibo migliore, riduzione dei tempi d’attesa per l’esame delle pratiche che riconosca a loro lo stato di rifugiato, ecc...; i secondi non capiscono cosa ancora questi profughi possano pretendere oltre a quanto già viene loro assicurato: un tetto, un letto, vestiti, corsi di lingua, e altre possibilità”.

 

Secondo Cia la Provincia “ha fallito perché non ha saputo accompagnare questi soggetti alla comprensione della vera realtà vissuta dal nostro territorio che non è quella che evidentemente immaginano di un paese del bengodi, ma un territorio che vede tanti nostri cittadini non riuscire a pagare le utenze, vivere lo sfratto, mangiare alle mense per poveri, riannunciare alle cure mediche perché non ci sono soldi neppure per un ticket e così via”.

"La protesta odierna dei migranti al Desert fa capire che anche a Trento la situazione è diventata ormai insostenibile e dimostra che le misure messe in atto dal centro sinistra nazionale e locale per affrontare la questione si sono rivelate un totale fallimento”, scrivono i tre consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle.

 

Tra le altre cose, i pentastellati affermano che “appare evidente che l’accentramento in grossi centri di raccolta sia una soluzione che non funziona: attualmente la maggior parte dei profughi è distribuita fra Trento e Rovereto. Non possiamo creare ghetti ammassando centinaia di persone che così non si integreranno mai. Il modello da perseguire è invece quello dell’accoglienza diffusa, coinvolgendo tutti i comuni”.

 

Anche Forza Nuova scende in campo: "Era solo questione di giorni - commenta Numa De Masi -. I finti profughi hanno mostrato il loro vero volto, asserragliatisi all'interno del centro allestito e ristrutturato per loro dalla Provincia con 572.000 euro di soldi pubblici, hanno sequestrato operatori della benefica coop. Cinformi, oltre al classico 'cibo no buono e paga troppo piccola' pretendono alloggi privati e documenti subito. La grande bugia della fuga da guerra e fame, viene miserabilmente messa a nudo dal loro atteggiamento di pretesa e prepotenza. Da sempre ribadiamo la nostra posizione come unico rimedio ad una situazione esplosiva e di degrado cittadino senza precedenti: umano rimpatrio di tutti i falsi profughi e blocco immediato dell'immigrazione. Adesso i politicanti locali cercheranno l'ennesimo piagnisteo buonista per giustificare la loro scellerata politica pro-furbetti dall'Africa, dimenticandosi come sempre di essere Amministratori Provinciali e Comunali del Trentino e non del resto del mondo'.

 

Per ultimo segnaliamo il comunicato stampa del governatore Ugo Rossi e dell'assessore Luca Zeni. “Nel campo della protezione internazionale il Trentino sta rispondendo a una precisa richiesta dello Stato con grande serietà e con la dedizione quotidiana di tutte le persone e di tutte le diverse realtà che compongono la rete dell’accoglienza. È paradossale che proprio qui, dove l’accoglienza viene gestita con serietà, vi siano alcuni migranti che non riconoscono – o non vogliono riconoscere – tale impegno. Manifestare un possibile disagio è certamente legittimo, ma inscenare proteste in contrasto con ogni principio di dialogo costruttivo e propositivo è inaccettabile.”

 

“Tre le ragioni della manifestazione – spiega il comunicato - la richiesta di spostamento in alloggi sul territorio, la tempistica relativa alla valutazione delle domande di asilo da parte della Commissione territoriale e alcune rimostranze riguardo la compatibilità del cibo con le diverse tradizioni alimentari. Nel corso di un incontro con i coordinatori responsabili della rete dell’accoglienza le ragioni dei manifestanti sono state ascoltate ma non sono state accolte; la protesta è quindi rientrata".

 

"Va precisato - specifica la nota - che l’episodio non ha comportato particolari problemi di ordine pubblico. Tuttavia, le ragioni della protesta appaiono infondate e inaccettabili nel merito e nel metodo".

 

“Sappiano i protagonisti della protesta di stamane alla residenza Fersina – aggiungono Rossi e Zeni – che l’accoglienza comporta reciprocità, almeno sul piano del rispetto. Diversamente, i ‘vincoli morali’, e non solo, possono venire meno. Di fronte al dramma di persone in fuga da guerre, violenze e persecuzioni, ai migranti si chiede di saper cogliere e apprezzare gli sforzi profusi per favorire la loro serena e temporanea permanenza, la loro inclusione e la loro valorizzazione. Entrando nel merito delle motivazioni della paradossale protesta di stamane, va detto che il Trentino ha saputo ‘essere avanti’ attuando da tempo il principio di accoglienza diffusa di cui solo oggi si parla nel contesto nazionale”.

 

“Non è tuttavia tollerabile che alcuni richiedenti asilo credano di poter pretendere in tempi brevi una sistemazione sul territorio diversa dalle più ampie strutture del capoluogo. Questo rappresenta certamente un obiettivo del progetto ma non può e non deve essere una pretesa da parte delle persone accolte. Per quanto riguarda la domanda d’asilo, in Trentino più che altrove valorizziamo il margine di attesa del responso della Commissione territoriale nazionale, sulla cui tempistica non possiamo intervenire. Per quanto riguarda i pasti, si fa il possibile per rispettare le diverse abitudini alimentari; pretendiamo però che tale rispetto, in questo e in tutti gli altri ambiti dell’accoglienza, sia assolutamente reciproco”.

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