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"Sciopero della firma" al Corriere del Trentino e dell'Alto Adige. Dopo anni di precariato giornalisti scaricati. Solidarietà di sindacati, istituzioni e colleghi. E la nostra

Dorigatti: "La qualità dell’informazione non va d’accordo con la precarietà". La Cgil: "Da parte dell'editore un brutto segnale per l'informazione regionale". La solidarietà de ilDolomiti: "Giovani giornalisti che andrebbero premiati, non scaricati"

Pubblicato il - 03 aprile 2017 - 19:53

TRENTO. "La qualità dell’informazione è un bene prezioso, e lo è sempre di più in un mondo in cui si fatica a distinguere tra notizie attendibili, mezze verità e falsità totali. E la qualità dell’informazione, come spesso ho avuto modo di affermare, non va d’accordo con la precarietà dei professionisti che hanno il compito di garantirla", afferma Bruno Dorigatti in una nota.

 

"Purtroppo la precarietà è un male che affligge tutto il mondo del lavoro - spiega il presidente del Consiglio Provinciale - ma quello della 'carta stampata' rischia di diventare una delle nuove frontiere di questa degenerazione dei rapporti di lavoro". Il riferimento è allo sciopero messo in atto dai giornalisti e dalle giornaliste del Corriere del Trentino e del Corriere dell’Alto Adige per protestare "contro la situazione di incertezza che, ormai da anni, subiscono loro e tutti i collaboratori di queste due preziose testate". Esprime la sua vicinanza, "nella speranza che la vertenza si risolva positivamente".

 

Ieri, invece, ad intervenire con un post su Facebook, è stato il comitato di redazione della Tgr Rai di Trento che esprime solidarietà e sostegno ai colleghi che "con la loro mobilitazione a tutela dei colleghi precari stanno dando, ancora una volta, prova della loro qualità umana e professionale. State mostrando - continua il post - che dietro il vostro impegno quotidiano a fornire un'informazione completa e lontana dagli stereotipi ci sono donne e uomini che sanno fare squadra. Ci auguriamo di ritrovarvi presto in edicola con tutte le firme che in questi anni abbiamo avuto modo di conoscere e apprezzare".

 

Ad annunciare lo sciopero sono stati gli stessi comitati di redazione dei due dorsi locali del Corriere, pubblicando sull'edizione di venerdì un comunicato: "Caro lettore, domani (sabato, ndr) troverai regolarmente in edicola il Corriere della Sera, ma non l'edizione locale cui sei da sempre abituato per lo sciopero proclamato dalle redazioni del Corriere del Trentino e del Corriere dell'Alto Adige".

 

Nello stesso comunicato è stato annunciato anche 'sciopero della firma': "In questi ormai quattordici anni di vita, abbiamo cercato di fornire non solo un'informazione completa ma anche precisa e lontana da stereotipi e banalizzazioni. In futuro - spiegano le redazioni - continueremo certamente a farlo, ma per una settimana non troverai sul giornale le firme che leggi di solito".

 

"In questo modo - continua la nota - vogliamo manifestare il nostro disagio per essere da troppo tempo considerati come anonime tessere di un mosaico fatto di tagli e prospettive future da ormai troppo tempo incerte. Confidiamo che il piano di rilancio annunciato dal nostro editore possa trovare quanto prima applicazione, ti chiediamo di continuare a sostenerci in futuro come in passato".

 

Da ultimo, alle redazioni è arrivato il comunicato congiunto dei due segretari della Cgil trentina e altoatesina Franco Ianeselli e Alfred Ebner, che dà però la notizia del mancato rinnovo del contratto di alcuni storici giornalisti dei quotidiani locali del Corriere: "Esprimiamo piena solidarietà per i giornalisti del Corriere del Trentino e del Corriere dell'Alto Adige ai quali non verrà rinnovato il contratto e siamo vicini a tutte e due le redazioni che perdono così dei validi e apprezzati cronisti".

 

"Quanto è stato deciso dall'editore rappresenta un brutto segnale per l'informazione regionale, ma purtroppo ancora una volta la qualità del lavoro non viene riconosciuta e si preferisce privilegiare fattori diversi. Colpisce soprattutto che queste scelte coinvolgano giovani professionisti che hanno affrontato anni di precariato, svolgendo sempre il loro lavoro con impegno ed obiettività e fornendo al lettore una rappresentazione corretta, completa ed equilibrata di quanto accade sui nostri territori".

 

La solidarietà arriva anche dal nostro giornale, sincera e convinta: ilDolomiti è vicino ai giovani colleghi scaricati dall'editore dopo anni di precariato, di contratti rinnovati di anno in anno. E' solidale con le due redazioni che seppur distratte dalle preoccupazioni per le prospettive future incerte non hanno mai smesso di essere professionali, puntuali, capaci di dare un lettura dei fatti locali approfondita e per nulla scontata. Redazioni di grande valore, composte soprattutto da giovani giornalisti che nel panorama dell'informazione locale non possono che spiccare ed essere premiati, non certo ridimensionati. 

 

 

 

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