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"Troppi esemplari concentrati in una piccola zona", Rossi e Kompatscher a Bruxelles per ridiscutere la gestione orso e lupo

Il meeting è avvenuto con l’Ufficio di gabinetto della Commissione europea all’ambiente, affari marittimi e pesca. Il governatore: "Un incontro che è servito a porre con forza il problema e ad ottenere un’apertura a discuterne”.

Pubblicato il - 11 ottobre 2017 - 22:50

TRENTO. “Abbiamo però troppi esemplari concentrati in un’area molto piccola e questo espone inevitabilmente a quei rischi e pericoli che le cronache hanno fatto registrare negli ultimi quattro anni”. Il viaggio in Europa del presidente Ugo Rossi è denso di appuntamenti e con la Commissione ha voluto trattare anche dell'argomento dell'anno per quanto riguarda i nostri boschi: lupo e orso. “Un incontro che è servito a porre con forza il problema e ad ottenere un’apertura a discuterne”.

 

L'incontro è avvenuto con l’Ufficio di gabinetto della Commissione europea all’ambiente, affari marittimi e pesca. Il tema, quello della gestione dell’orso e del lupo sul territorio trentino e altoatesino, "due temi estremamente sensibili per le nostre comunità ma che hanno sempre catturato l’attenzione dell’opinione pubblica, nazionale e non solo, spesso polarizzando le posizioni su estremità faticosamente conciliabili".

 
Al tavolo con il governatore trentino, anche il collega altoatesino Arno Kompatscher, l’assessore provinciale all’agricoltura e turismo, Michele Dallapiccola, accompagnato dal dirigente del Dipartimento foreste e montagna Romano Masè e l’europarlamentare Herbert Dorfman. Ad ascoltarli Andrew Bianco, membro del gabinetto del commissario Karmenu Vella e Nicola Notaro, capo dell’unità ambiente. 

 

“Siamo tutti consapevoli che si tratti di un tema molto difficile e spinoso - ha commentato Ugo Rossi - che si presta a speculazione di carattere politico e ideologico, ma credo che siamo riusciti a presentare ai funzionari della commissione ambiente il problema nella sua realtà dei fatti”.

 

Durante l’incontro si sono ricordate le tappe del progetto orso, "concepito dentro direttive europee volte a salvaguardare la biodiversità, sottolineando come i più autorevoli pareri a livello mondiale lo considerino 'di successo', posto che la popolazione ursina si è consolidata e riprodotta in molti meno anni (15) rispetto al periodo preventivato dallo studio di fattibilità (circa 40)".

 

Abbiamo però troppi esemplari concentrati in un’area molto piccola - ha evidenziato Rossi - e questo espone inevitabilmente a quei rischi e pericoli che le cronache hanno fatto registrare negli ultimi quattro anni”.

Ma non solo di orsi si è parlato. Anche il lupo, giunto sulle nostre montagne spontaneamente e non a seguito di un programma di ripopolamento, è stato oggetto dell’incontro. “È chiaro che entrambe le specie - ha spiegato Rossi - se contestualizzate in un territorio così fortemente antropizzato come il nostro, sia per le presenze di residenti sia di turisti, alzano la soglia di pericolo e fanno precipitare il livello di accettazione espresso dalla popolazione locale, come ci dicono i sondaggi, con fondato rischio pertanto che quanto di buono fatto in termini di salvaguardia di questi animali selvatici vada perduto”.

“C’è stato anche confermato che la nostra gestione è stata coerente con il piano di azione - ha aggiunto Rossi - ed è un riconoscimento che abbiamo agito nel rispetto delle regole e soprattutto in coerenza con il tema della tutela di questa specie”. 

 

Alla commissione europea Rossi ha posto tuttavia domande precise. Anzitutto, considerata l’alta densità degli orsi se non sia il caso di pensare a un numero massimo. Un’altra domanda riguarda il fatto che si richiede di avvalersi di procedure più flessibili.

 

“E proprio per cercare questa flessibilità, ovviamente dentro le regole della direttiva europea - ha aggiunto Rossi - siamo stati invitati a partecipare ad un tavolo di lavoro bilaterale con l’autorità nazionale in programma a Roma nel prossimo mese di febbraio”. 

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