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Il futurista che seppe sempre risollevarsi

Nella stagione di Rovereto domani sera, martedì 13, va in scena allo Zandonai "sFortunato Depero" di Elementare Teatro. La vita e le opere dell'artista di casa in un lavoro intenso che ebbe successo nel debutto di qualche mese fa al Melotti per Altre Tendenze del Centro Santa Chiara e che torna ora nella sede più prestigiosa. Il genio, la passione per tutte le arti e soprattutto una donna, Rosetta Amadori che fu la sua musa e la sua sostenitrice nei momenti più difficili

Pubblicato il - 12 marzo 2018 - 17:31

ROVERETO. Domani, martedì 13 marzo alle ore 20.45, tornerà a calcare i palcoscenici roveretani la storia dell’artista futurista Fortunato Depero e, la cornice che ospiterà le vicende del genio di casa, sarà d’assoluto pregio: il Teatro Zandonai.

 

 Nell’ambito della Stagione Teatrale 2017/2018 curata dal Comune di Rovereto, il pubblico di Rovereto avrà modo di apprezzare nuovamente lo spettacolo sFortunato Depero di Elementare Teatro che esattamente un anno fa ha debuttato presso l’Auditorium Melotti all’interno della rassegna Altre Tendenze del Centro Servizi Culturali Santa Chiara di Trento.

 

 Quest’occasione si può interpretare come un ritorno di “Fortunato Depero” sul palco dello Zandonai dato che proprio l’artista nell’ottobre del 1936, organizzò in quel teatro una serata speciale intitolata “All’insegna della tavolozza”. Serata evento ideata e curata dall’artista che riuscì a suscitare grande curiosità ed aspettative nei propri concittadini, considerando anche la genialità imprevedibile ed istrionica di Depero. Proprio il fervore artistico, la creatività inesauribile e trasversale, la tenacia e caparbietà di questo incredibile protagonista dell’arte del ‘900 saliranno nuovamente sul palco dello Zandonai.

 

 Elementare Teatro riporta alla luce la storia di Fortunato Depero in una narrazione che vuole soffermarsi principalmente sull’uomo raccontandone aspetti anche meno conosciuti e che contribuiscono a evidenziarne l’audacia e l’inesauribile creatività. Proprio la forte passione verso le arti lo portarono costantemente a reinventarsi e a sperimentare nuovi linguaggi che lo fecero spaziare in creazioni artistiche che gli consentirono di attraversare il mondo dell’arte figurativa, del design, della pubblicità, delle arti plastiche ed anche del teatro nella convinzione che, tutte le forme d’arte, possano avere ed esprimere pari dignità. Questa trasversalità è stata anche paradossalmente favorita da numerosi ostacoli trovati dall’artista lungo il suo cammino professionale.

 

 Depero infatti, affrontò nel corso della sua carriera interruzioni produttive, deficit economici, revoche di incarichi e altre problematiche relazionate anche allo scarso riconoscimento ricevuto in vita ma, nonostante questo, riuscì costantemente a reinventarsi e a trovare linfa creativa inedita per intraprendere nuovi percorsi e nuove sfide. Da qui anche il titolo dello spettacolo “sFORTUNATO DEPERO” a voler sottolineare con una “s” minuscola la capacità di Depero di risollevarsi a seguito di sfortune o inciampi incontrati nel corso della sua carriera.

 

In prima linea a sostenere, incoraggiare e difendere l’opera e la professione di Depero, la moglie, Rosetta Amadori, preziosa collaboratrice, manager, musa e compagna di una vita. Per la prima volta sul palco si racconterà del fondamentale contributo dato dalla donna alla carriera professionale del marito; non sempre infatti si racconta che la donna seguì il marito nella sua avventura a New York alla fine degli anni ‘20 e che imparò inglese e francese per riuscire a mantenere costanti contatti con committenti e colleghi stranieri del marito. Una donna che scelse di sposare completamente la causa artistica dell’uomo amato e che ne fu importante braccio destro nella realizzazione materiale di quei cuscini, panciotti ed arazzi futuristi che rappresentano il nucleo maggiormente rappresentativo della cifra stilistica di Depero e che evidenziano ancora una volta come la sua ricerca fosse assolutamente personale ed unica.

 

Lo spettacolo è stato scritto e diretto da Carolina De La Calle Casanova. La drammaturga, grazie alla collaborazione con l’Archivio del 900 del MART di Rovereto, ha potuto leggere ed analizzare più di 1.000 lettere sopravvissute al tempo e conservate nel Fondo Depero e trascorse tra l’artista e Rosetta tra il 1914 ed il 1955, così come la corrispondenza che Rosetta manteneva con artisti di forte rilievo come Marinetti o altri. L’attrice Corinna Grandi interpreta Rosetta Amadori e gli attori Andrea Pinna e Federico Vivaldi entrambi nelle vesti di Depero, il primo incarna ed è metafora della maturità dell’artista, il secondo della sua giovinezza. Un  certo valore aggiunto sarà garantito dalla partecipazione dal vivo del Coro Voci Roveretane.

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