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Quando i sogni si trasformano in incubi

Domani sera, 13 marzo, il teatro di Pergine propone una tappa della sia rassegna "On stage" mettendo in scena Kekab, una delle produzioni meglio riuscite e più premiate di Aria Teatro. La storia semplice e terribile di tre giovani che all'inizio sono presentati in chiave ingenua e pulita ma poi trascinano lo spettatore dentro una spirale crescente di violenza e di degrado. Perché l'uomo è un animale capace di tutto

Pubblicato il - 12 marzo 2018 - 17:49

PERGINE. La rassegna "On stage" del teatro di Pergine - la proposta che porta il pubblicoi, (ovviamente in numero limitato) sul palcoscenico prosegue domani sera, 13 marzo, alle 20.45, con uno degli spettacoli meglio riusciti e più rappresentati di Aria Teatro. Si tratta di Kebab, di Gianina Carbunariu  con Chiara Benedetti, Andreapietro Anselmi, Daniele Ronco. La regia è di Riccardo Bellandi  con l'aiuto di Giuseppe Amato. Le scene sono di Lorenzo Rota, i costumi  di Federica Rigon, le musiche di Mattia Balboni e i video di Giuseppe Zito. 
 Kebab è la storia di tre ragazzi romeni – Madalina, Voicu e Bogdan – che abbandonano le luci, i buoni odori e le persone care della loro terra per realizzare i propri progetti in Irlanda, idealizzata come un luogo dove tutto è possibile e che, invece, risveglierà presto i loro istinti prevaricatori. All'inizio dello spettacolo i giovani vengono presentati in una chiave ingenua e pulita ma, subito dopo, lo spettatore è catapultato dentro una spirale di crescente violenza e degrado.

 

 Situazioni che i personaggi non riescono ad arrestare perché troppo presi dalla volontà di auto-realizzazione. Ogni mezzo sembra loro lecito, persino quelli più umilianti ed estremi. La storia di Kebab – originariamente intitolata Mady-baby.edu e tradotta in sette lingue – come  si svidenzia nella sinossi  "è una storia semplice e terribile insieme: tre giovani romeni decidono di lasciare il loro paese per seguire i loro sogni in Irlanda: Madalina, diventare una pop-star, Voicu, guadagnare più soldi e Bogdan, lavorare nel campo delle arti visive.

 

 Nulla è casuale o banale nella scrittura della Carbunariu: non è un caso che siano tre ragazzi giovani, non è un caso che tutti e tre abbiano un sogno da inseguire, non è un caso che scelgano di farlo in un paese "dove è meglio", non è un caso che tutto finisca come andrà a finire.

 

  La grandezza di un essere umano "non sta tanto in ciò che ha raggiunto e che può dimostrare al resto del mondo, piuttosto in ciò che è in potenza, nei suoi sogni, nelle sue speranze. E la sua forza sta nella tenacia e nel desiderio di realizzarsi. Il riuscirci o no è figlio di altre situazioni, proprio quelle che spesso stroncano qualcosa che in potenza è un mondo infinito che aspetta solo di realizzarsi. Così si dimentica la grandezza dell’essere umano e lo si trasforma in un animale capace di tutto. Un animale che si illude di alimentare e difendere il proprio sogno con i denti, fino alla fine, e non si accorge che il proprio sogno si è trasformato in un incubo.

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