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Feste Vigiliane, da Fugatti a Bisesti, da Andreatta a Stanchina, diversi i politici a rischio tonca

Le nomination del tribunale di penitenza, affidato a Loredana Cont, che è ritornato alle origini. Si salva l'assessora Segnana. La novità è la Bepina di San Venceslao, un trofeo di Danilo Petri per premiare i più meritevoli

Di L.A. - 22 giugno 2019 - 00:17

TRENTO. Il tribunale di penitenza e la tonca delle Feste Vigiliane tornano alle origini. La kermesse patronale archivia il format dell'anno scorso, quando nelle acque dell'Adige era finito un vizio capitale in salsa trentina, questa edizione ripropone la satira. I nominati? C'è già tanta Lega provinciale candidata: il presidente Fugatti e gli assessori Bisesti e Failoni, poi per il centrodestra anche Walter Kaswalder, presidente del consiglio provinciale. Gli altri a rischio sono il sindaco Andreatta e l'assessore comunale Stanchina, i consiglieri comunali Maschio (Movimento 5 stelle) e Bridi (Lega). 

 

La novità è l'introduzione della Bepina di San Venceslao, un trofeo di Danilo Petri per premiare i più meritevoli. In lizza il Punto d'Incontro, "quello che da anni si occupa e bene, di emarginati, gente con alle spalle povertà, alcolismo, droga.. ma oggi soprattutto senzatetto, migranti, porta avanti questa funzione di accoglienza e solidarietà verso gli ultimi". Il maestro Alessio Zeni "che ha fatto quella bellissima canzone l’altalena cantata dai bambini delle elementari, anche davanti al presidente Mattarella, che ha fatto storcere il naso a qualcuno perché parla di integrazione" e Armanda Ravagni "una signora che non conosco personalmente ma leggo le sue lettere al giornale: si chiama Armanda Ravagni e ogni tanto scrive per portare all'attenzione cose belle: una mostra, uno spettacolo, una riunione.. spicca tra tante lettere di protesta la sua visione positiva, e abbiamo bisogno di queste persone".

 

Un tribunale di penitenza nuovo zecca a trazione rosa: la giudica è Loredana Cont, l'avvocato della difesa Doria Mariotti e il pubblico ministero è Giovanna Tommasi. Un tribunale sotto pressione e tempestato di telefonate: "Zeni el m’ha telefonà - dice la giudice - te prego toncheme…No podo, ormai te sei scadù come el yogurt. Che forse te l'hai endovinada a serar i punti nascita sat?...se te pensi che dopo che i ha riaperto a Cavalese ghè stà 43 parti in 3 mesi. Te rendet conto che laoro per medici infermieri ostetriche e anestesisti che i è lì che i fa la danza della pioggia perchè se rota le acque?".

 

Non sarebbe stato l'unico. "Anca la Sara Ferrari ex assessora de no so cossa, che non essendo stà gnanca staga bona de combinar qualcos de grave da lassar traccia en la storia la s’ha messa contro Sgarbi presidente del Mart. La Mara Dalzocchio la ha fat telefonar da so sorela". 

 

Poi si entra ulteriormente nel vivo. Il primo a essere passato in rassegna è l'assessore Bisesti. Si passa in rassegna la "i" galeotta in conoscenza, il proposito di cambiare il Clil e i presepi nelle scuole, ma la motivazione principale cade sul convegno sulla teoria gender: "Più che un convegno è stato un dibattito a senso unico e che in democrazia non si devono chiudere le porte al dissenso".

 

Spazio poi al sindaco per la votazione del 27 marzo scorso. "Con due ordini del giorno differenti - prosegue Cont - approvati entrambi, il Consiglio Comunale di Trento ha impegnato, a larga maggioranza, il sindaco Andreatta, a sollecitare il governo nazionale affinchè abolisca... tegnive forte...   la legge Merlin. Quella che nel 1958 aveva abolito le famose case chiuse che le era sempre daverte". E qui entrano in gioco i consiglieri comunali Andrea Maschio e Vittorio Bridi, i primi firmatari delle due mozioni.

 

Arriva il turno dell'assessore Stanchina, "assessore a de tutt, statistica, promozione industriale, marketing urbano, agricoltura, artigianato, commercio e turismo, rapporti co la santa sede, e delega alle feste Vigiliane a sua insaputa". Si passa poi in rassegna il presidente Fugatti tra Valdastico e promesse elettorali, ma finire sullo smantellamento del sistema accoglienza, la vicenda delle donne di Lavarone e aver spostato tutti i richiedenti asilo alla residenza Fersina: "Così si creano dei ghetti! Così non si vuole l’integrazione per i migranti che erano già qui.  E quindi chiedo assolutamente che il presidente Fugatti venga toncato, per rinfrescarse le idee, per sentir la differenza fra l'acqua dell'Adige e quella del Po, e per constatare che questa l'è n'acqua autonoma, da consumare qui e non da svendere a regioni limitrofe".

 

Ecco quindi l'assessore Failoni accusato per la riapertura dei passi dolomitici, ma anche per i concerti in quota e Kaswalder per aver licenziato Pruner. A rischio nomination, ma alla fine si salva, l'assessora Stefania Segnana: "Ma all’assessora voria dighe do parole. Stefania, ultimamente lezo che te fai tagli alla sanità de qua, tagli ala sanità de là, tagli agli aiuti agli affitti… el so che ti te ghe ciami ottimizzare, ma sempre tagli l’è. E alora, se te pias taiar fa en bel corso de taglio e cucito alle Canossiane che lì te podi taiar come te voi. E dopo n’altra roba assessora Segnana… qualche taiot, picol, passi… ma te prego de averghe n’ocio de riguardo per tutte quelle famiglie che gà en disabile en casa, per tutte quelle mamme, quelle donne che se annulla per vivere in fuzione de sti fioi sfortunai… e le se sente abbandonate dall’ente pubblico, anzi oppresse dalla burocrazia…Stefania… ter sei na donna,  lì te devi esserghe".

 

L'appuntamento è per domenica 23 giugno alla tonca per conoscere la sentenza "e autorizziamo chi sarà oggetto di tonca a fregiarsi del titolo di toncato che potrà mettere sul campanel de casa e stampare sui biglietti da visita,  perchè la tonca la fa rider, la fa pensar, ma soprattutto la fa (insieme) curriculum", l'anno scorso non è stata fatta e "Dellai, Panizza, Tonini, Nicoletti non sono stati rieletti".

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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