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Il Muro e la politica da non schifare: monologo collettivo nel FoyEr a tu per tu

Sabato 9, alle 18.53 e poi in replica la sera e domenica va in scena nello spazio di via Galilei del teatro di Villazzano "L'ultimo comunista". Mirko Corradini dirige Giuliano Comin nel tentativo leggero ma serio di discutere come e quanto siamo cambiati "noi" dall'evento che doveva cambiare la storia. Con più interrogativi che lezioni

Di Carmine Ragozzino - 06 novembre 2019 - 18:10

TRENTO. “Se ti piacciono la politica e la storia ma non il vino vieni, ci sarà qualcosa da bere anche per te. Se ti piace il vino ma non la politica e la storia vieni. Con un sorriso ti faremo cambiare idea”. Come trovata/slogan/invito/programma, beh è male. D’altra parte con Mirko Corradini va così. Non ne pensa mai una alla volta. E stavolta l’ha pensata in dimensione anniversario.

 

 Quello del Muro. Di Berlino. Il muro nel quale 30 anni fa, il 9 novembre, la libertà picconò finalmente 28 anni di coercizioni, aprendo squarci sacrosanti di speranza.

Una speranza frustrata, come troppo spesso e inesorabilmente accade. Il Muro non c’è più. I muri ci sono ancora: di più. Muri fisici e muri mentali: sempre più alti, sempre più solidi, sempre più divisivi.

 

 Di questo – dei muri dopo il Muro – punta a far riflettere il Corradini regista nella proposta atipica per luogo e dinamica,, programmata sabato e domenica allo Spazio FoyEr di via Galilei. Si chiama “L’ultimo comunista, 30 anni fa i muri cadevano”. Trattasi di un monologo ad uso collettivo, affidato alla personalità attorial/comunicativa di Giuliano Comin.

 

 Monologo collettivo? Una contraddizione in termini? Ma no, l’idea è il dialogo: il dialogo tra attore e pubblico, fuori e dentro il copione.

C’è sì un testo:  un lavoro di Corradini datato 2012 che ebbe un suo percorso teatrale. Ma un lavoro del quale oggi Corradini  e Camin vivono l’urgenza di una riedizione. Per nulla nostalgica ma dichiaratamente orientata a non considerare la politica il peggio che ti possa accadere se è vero che comunque la politica è dentro ogni passo del nostro quotidiano.

 

 C’è però il bisogno di rendere collettive domande precipitate nel personale. Eccone alcune.  Come si è passati dallo scontro ideologico al nulla di un leaderismo parolaio e tastieristico? Fin dove si potrà sprofondare nella trasformazione del “sociale” in “social” con tutto il suo carico ingovernabile di fandonia ed odio?

Sono domandone, certo. Ma non è obbligatorio fustigarsi nell’ascolto di lezioni e convegni per provare a confrontare le proprie e le altrui idee. Corradini e Camin hanno deciso di azzardare il “fuori moda”, la riesumazione.

 

 Lo spettacolo – incontro, dunque, sarà il tentativo di ri-nobilitare la politica così come succedeva con semplicità e verità “anche” sui tavolini di un bar, a portata di bicchiere e soprattutto a portata di umori. Forse anche a portata di un dimenticato rispetto reciproco pur nella profonda differenza delle idee.

Di qui la scelta di uno spazio intimo per parlare di questioni pubbliche. Mondialmente pubbliche. Al Foyer – il punto di promozione e cultura, in centro città,  del Teatro di Villazzano – ci sarà posto per una ventina di persone a replica. E le repliche di “L’ultimo comunista” saranno due sabato 9 e una domenica 10. La prima, sabato, alle 18.53, (l’ora della storia a Berlino). La seconda la stessa sera alle 21.20. La terza domenica alle 18.

 

 “Ad una sessantina di persone – spiega Mirko Corradini – vogliamo offrire la leggerezza della serietà. Giuliano riporterà il pubblico ad est e ad ovest dell’evento più importante dell’epoca recente. Ma quello che dirà, come lo dirà, non sarà meno importante di come sarà accolto dalla platea, di come la platea interagirà con i propri ricordi e le proprie impressioni”.

 

 Il Muro, l’evento, la storia. E le attese disattese. “L’ultimo comunista” viene presentato da regista e attore come il tentativo di capire come siamo cambiati, se la fine (vera o presunta che sia) delle ideologie è stata un iniziato di qualcosa, (di meglio o di peggio), o l’ennesima fregatura. “L’ultimo comunista” non è né più né meno di un esperimento di teatro a tu per tu. Ma vuoi vedere che tra una risata, un dubbio, un aneddoto, un commento imprevisto, un ricordo e un’emozione la prosa non farà schifare la politica?

(Info e prenotazioni Spaziofoyer@gmail.com)

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