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Mori celebra il "suo" scultore, Luigi Bombana. Luigi Prosser, il nipote: "Abbiamo un'eredità visibile"

Cinquant'anni fa moriva l'autore del monumento ai caduti di Piazza Cal di Ponte e di altre raffinate opere. Ora il comune di Mori, su idea di familiari e amici dell'artista, ha posto un suo mezzo busto in una sala dell'ex municipio

Pubblicato il - 07 dicembre 2019 - 16:56

MORI. Cinquant'anni fa moriva Luigi Bombana, scultore moriano autore di raffinate opere fra le quali spicca il monumento ai caduti di Piazza Cal di Ponte.

 

Sabato 7 dicembre la sua comunità si è stretta attorno a familiari e amici per celebrarlo. L'idea è partita da questi ultimi, e dall'associazione "Rock&Altro". Un busto dello scultore sarà posizionato nella sala al piano terra dell’ex municipio e sarà corredato da un volumetto realizzato nell’occasione, che conterrà alcune note biografiche assieme a molte fotografie di opere realizzate da Bombana.

 

"Pochi oggi, soprattutto fra le giovani generazioni - commenta Filippo Mura, assessore comunale alla cultura - ricordano la figura di Bombana, padre delle molte opere che decorano e arricchiscono gli spazi pubblici, religiosi e privati della nostra quotidianità. Questa amara constatazione nobilita ulteriormente l’impegno dei molti che si sono riuniti e attivati, assieme alla famiglia, per realizzare questo progetto. Riscoprire a mezzo secolo di distanza l’uomo e l’artista ci permette di celebrare uno dei figli più illustri della nostra borgata e, al contempo, ricordare un ormai raro esempio di maestranza artigiana erede di una lunga tradizione scultorea e artistica che, in Vallagarina e a Mori, affonda le sue radici nei secoli".

 

La famiglia di Luigi Bombana vive ancora a Mori. E' uno dei nipoti, Luigi Prosser, a ricordarlo così: "Mio nonno è morto cinquant'anni fa. Non l'ho mai conosciuto ma c'è un'eredità che resta. Io mi chiamo Luigi, come lui, e come l'altro mio nonno. Non ho conosciuto né l'uno né l'altro ma entrambi portavano il mio nome, e io porto il loro".

 

"Ho passato l'estate della mia laurea a disperarmi (ride, ndr). Ma, quella stessa estate, in maniera assolutamente naturale, ogni mattina camminavo fino a Montalbano per staccare la testa, e gli occhi, dalla pagina bianca. Credo di aver scelto sempre, e inconsciamente, quel posto perché ci sono le formelle di mio nonno sulla porta e perché grazie ad un'opera che resta di lui io posso sentire un po' mio un posto che è di tutti"

 

Il monumento più celebre realizzato da Luigi Bombana è il monumento ai caduti in Piazza Cal di Ponte. "Un altro ricordo che non è un ricordo ma che è una storia che un po' mi sono inventato e un po' esiste è quella relativa al monumento ai caduti in Piazza Cal di Ponte. La sua realizzazione è stata molto travagliata. Sul retro, infatti, erano previsti (e ci sono tutt'ora) due putti. Il pudore della società moriana dell'epoca si era però opposto alla presenza di questi due putti nudi. A me quindi piace immaginare che a modo suo, nonostante fosse un artista di arte sacra, mio nonno fosse un pochino più avanti e che di fronte ad una cosa apparentemente sciocca come la nudità di un putto - nella Mori degli anni '50 era possibile che una statua non arrivasse a compimento perché dietro erano previsti due putti nudi - ecco, mi piace pensare che ci fosse un po' di innovazione, una storia  in cui io spero di ritrovarmi".

 

"Non so se saremmo andati d'accordo, non ci siamo mai conosciuti. Fatto sta che io ho passato gli ultimi anni a seguire la satira, che è la più dissacrante delle arti, lui si è occupato di arte sacra quindi spero che, quantomeno nelle differenze, ci sia un momento di incontro. Mi ritengo fortunato. Non ho mai conosciuto mio nonno, come succede a tanti purtroppo, però ho qualcosa che può mantenerne viva la sua memoria. Io, come tutti quanti i miei cugini, abbiamo un'eredità visibile, tangibile", conclude Luigi Prosser.

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