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Un’arte silenziosa, quieta ma densa. Linda Carrara sbarca a Trento (galleria Boccanera) con la mostra Chôra

La dinamica galleria Boccanera propone Chôra, un’interessante mostra sul lavoro degli ultimi due anni della artista bergamasca Linda Carrara. A cura di Giuseppe Frangi, l'esposizione sarà visitabile dal 26 ottobre al 4 gennaio 2020, offrendo una panoramica sui suoi lavori più recenti, e su un'arte che gioca con l'illusione

Di Ismaele Nones (Artista visivo, diplomato nel 2018 all'Accademia di Belle Arti di Venezia in scultura) - 20 novembre 2019 - 00:13

Visitare la personale di Linda Carrara è stato come entrare in uno spazio in cui il tempo non esiste o meglio è bloccato, congelato. La mostra inaugurata il 26 ottobre e visitabile presso la galleria Boccanera di Trento fino al 4 gennaio 2020, offre una buona panoramica sui lavori più recenti dell’artista, infatti le opere più “datate” sono del 2018.

 

Appena entrati la cosa che ci appare evidente è l’elevata padronanza della pittura che possiede l’artista classe ’84. Superato questo doveroso ma insufficiente apprezzamento ci si domanda cosa raffigurino questi quadri.

 

La tecnica e la maestria usata dall’artista trae in inganno, non si tratta di pittura iperrealista, ma di un accurato studio sullo spazio. Non incuriosisce questo suo interesse ma la sua modalità di studio, ovvero il frottage. Tutti noi ricorderemo quando da piccolini prendevamo una moneta e una volta messa sotto un foglio, sfregando una matita sopra abbiamo fatto un frottage. Questa tecnica ti permette di scoprire che un oggetto che hai visto, vissuto, toccato tante volte nasconda disegni, linee e trame a te sconosciute e questo la rende sorprendente. Linda Carrara studia lo spazio, la sua trama e lo cattura così com’è. Lo spazio di Linda Carrara è un’impronta dannatamente reale dello spazio, a tal punto da creare una sorta di corto circuito nello spettatore.

 

Lo sprofondare in questi “spazi” viene alleviato con oggetti dipinti che fanno da scudo tra l’opera e lo spettatore come ad esempio i rami di betulla, i nastri adesivi di carta o inserimenti di altri materiali applicati sulla tela come la pelle di serpente. 

 

Il lavoro di Linda Carrara non è certo un’arte che si esaurisce in un’occhiata, bisogna fermarsi, osservare e magari rifermarsi poco dopo per non far abituare troppo lo sguardo. Un’arte che dialoga con lo spettatore ma con un vitale distacco che permette all’illusione, di cui la pittura si nutre, di vivere.

 

 

Nonostante questo i quadri ti tentano a trasgredire questo distacco come il trittico frottage_Madonna delle rocce che ti invita ad allungare la mano e a toccare la tela.

 

Un’arte silenziosa, quieta ma nello stesso tempo densa di significati, a tal punto che quel tempo congelato diventa un’attesa.

 

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