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Capitale della cultura 2021, il Veneto candida tre città: in lizza anche Belluno-Feltre e Verona

Sono state annunciate dal Mibact le 44 città candidate a Capitale italiana della cultura 2021. Nel 2017 era sfumato il sogno di "Trento18". Le città in lizza dovranno presentare il dossier di candidatura entro il 2 marzo. La vincitrice rimarrà in carica un anno e riceverà un milione di auro per realizzare il progetto presentato

Di A.V. - 04 gennaio 2020 - 12:23

ROMA. L'anno si è concluso con Matera e, quello nuovo, si è aperto con Parma, capitale italiana della cultura 2020. Ora si apre la partita per il 2021. Si è chiuso, infatti, il 16 dicembre scorso il bando per candidarsi a capitale italiana della cultura per il prossimo anno e in lizza ci sono, tra le altre, Belluno-Feltre, Verona e Pieve di Soligo (Tv).

 

La Capitale italiana della cultura è stata istituita nel 2014 e ha, tra gli obiettivi, "quello di sostenere, incoraggiare e valorizzare l’autonoma capacità progettuale e attuativa delle città, affinché venga recepito in maniera sempre più diffusa il valore della leva culturale per la coesione sociale, l’integrazione, la creatività, l’innovazione, la crescita e lo sviluppo economico", si legge sul sito del Mibact.

“Dal 2014 - sottolinea il ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo, Dario Franceschini - da quando abbiamo avuto l’idea di  istituire anche in Italia il titolo di Capitale della Cultura, ogni edizione ha avuto effetti concreti e positivi sullo sviluppo turistico e sulla fruizione del patrimonio culturale materiale e immateriale dei territori e delle città vincitrici”.

Tre anni fa era sfumato il sogno di Trento, candidata a capitale della cultura 2018, insieme ad Alghero, Aquileia, Comacchio, Erice, Ercolano, Montebelluna, Palermo, Recanati e Settimo torinese. A spuntarla, quell'anno, era stata Palermo (QUI ARTICOLO).

 

Ora, a correre per la fascia, ci sono anche Belluno-Feltre, Verona e Pieve di Soligo (Tv). Il Ministero dei Beni culturali ha infatti comunicato che sono 44 le città candidate al titolo che, entro il 2 marzo, dovranno presentare i propri dossier di candidatura. Eccole, regione per regione:

 

- Abruzzo: L'Aquila

- Basilicata: Venosa

- Calabria: Tropea

- Campania: Capaccio-Paestum, Castellammare di Stabia, Giffoni Valle Piana, Padula, Procida, Teggiano

- Emilia Romagna: Ferrara, Unione dei Comuni della Bassa Reggiana, Unione dei Comuni della Romagna Forlivese

- Friuli Venezia-Giulia: Pordenone

- Lazio: Arpino e Cerveteri

- Liguria: Genova

- Lombardia: Vigevano

- Marche: Ancona, Ascoli Piceno e Fano

- Molise: Isernia

- Piemonte: Verbania

- Puglia: Bari, Barletta, Trani, Molfetta, San Severo, Taranto, Unione Comuni Grecia Salentina

- Sardegna: Carbonia e San Sperate

- Sicilia: Catania, Modica, Palma di Montechiaro, Scicli e Trapani

- Toscana: Arezzo, Livorno, Pisa e Volterra

- Veneto: Belluno con Feltre, Pieve di Soligo e Verona

 

Il titolo di Capitale italiana della cultura viene conferito per un intero anno e la città che riesce a conquistarlo riceve un milione di euro per la realizzazione del programma presentato. I dossier, che arrivare al Mibact entro il 2 marzo, verranno poi esaminati da un'apposita giuria composta da esperti nel settore della cultura, delle arti, della valorizzazione territoriale e turistica.

 

Per aggiudicarsi il titolo, l'aspirante "reginetta" dovrà tener conto, nella stesura del progetto, (tra gli altri) di alcuni punti imprescindibili: puntare alla valorizzazione del territorio, creare sinergia tra gli interventi proposti, rafforzare la coesione e l'inclusione sociale con un occhio di attenzione ai giovani, alle nuove tecnologie e al potenziamento dell'accessibilità, prevedere la realizzazione di opere e infrastrutture di pubblica utilità destinate a permanere sul territorio a servizio della collettività.

 

La gara, insomma, è aperta e, come si suol dire, che vinca il migliore. 

 

 

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