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Una bambina nella Trento del '43 per raccontare il dramma dei conflitti. Ecco "Mila", il corto della trentina Cinzia Angelini. "Mi sono ispirata ai racconti di mia madre"

"Mila" è un cortometraggio nato da un'idea dell'artista dell'animazione trentina Cinzia Angelini. Prodotto in 10 anni grazie alla collaborazione di 350 creativi provenienti da 35 Paesi diversi, narra dello spaesamento di una bambina di fronte ai bombardamenti alleati su Trento del settembre 1943. "Vuole far riflettere sui traumi che la guerra produce nei bambini costretti a viverla"

Di Davide Leveghi - 10 novembre 2020 - 11:58

TRENTO. “E’ importante che i bambini vengano avvicinati ai temi forti come la guerra, quale mezzo migliore allora dell’animazione?”. Nato in 10 anni di lavoro, Mila è un progetto decisamente affascinate (QUI per chi ne volesse sapere di più). Frutto dell’immaginazione e dell’esperienza familiare di Cinzia Angelini, trentina di origine ormai da anni inserita nel mondo del cinema, racconta in 20 minuti lo spaesamento e la sofferenza di una bambina nella Trento della Seconda guerra mondiale.

 

Ma se l’ambientazione è il capoluogo bombardato dagli Alleati nel settembre del 1943, al centro del racconto c’è un tema più universale: la tragedia dei bambini colpiti dai conflitti. E così l’esperienza dei genitori di Angelini, in particolare della madre, si trasforma nel dramma di milioni di minori costretti alle pene e ai traumi della guerra.

 

Il progetto nasce proprio dal voler raccontare la tragedia dei bambini in mezzo ai conflitti e le conseguenze in particolare dal punto di vista psicologico, quanto vengano traumatizzati e quanto questa esperienza ne condizioni la vita – spiega l’autrice del corto – mi sono ispirata ai racconti di mia madre, che quando aveva più o meno l’età della protagonista, Mila, si sentiva bloccata di fronte all’arrivo dei bombardieri. Aveva 5 anni e nel vederli arrivare verso la città non riusciva a muoversi. La dovevano prendere e portare al rifugio”.

 

Sono state questa ed altre storie familiari ad ispirarmi, dopo tanti anni di esperienza nel mondo dell’animazione. L’idea del cortometraggio, dura infatti una ventina di minuti, nasce 10 anni fa – prosegue – ho iniziato a scrivere e ho visto che la reazione dei colleghi e degli amici era molto positiva. Senza budget, con un piccolo gruppo, ho svolto i primi test iniziali, fermandomi per circa un anno per la mia seconda gravidanza. Dopo la nascita di mio figlio, però, sono stata ricontattata e mi hanno chiesto perché non riprendessero i lavori per Mila”.

 

Il progetto, da idea sviluppata tra pochi e con pochi mezzi, con il tempo cresce, coinvolgendo sempre più persone e attirando sempre più attenzione. “Nell’arco di 10 anni le persone che collaboravano con il progetto sono nettamente cresciute. Tanti erano gli artisti, tutti volontari, che volevano contribuire a veder Mila sul grande schermo. E così siamo arrivati ad averne ben 350 provenienti da 35 diversi Paesi, tutti uniti dall’obiettivo di parlare dei bambini colpiti dalla guerra”.

 

L’esperienza nel mondo dell’animazione di certo non manca ad Angelini, da ormai vent’anni sbarcata in America, dove attualmente lavora per la multinazionale dell’intrattenimento Cinesite. “Ho lavorato in grandi studi (da Dreamworks a Warner Bros, e così via, ndA) e ormai da 3 anni lavoro a Cinesite. L’azienda per cui lavoro si è proposta per assorbire il mio progetto, per aiutarmi a portarlo al traguardo. Stiamo finalizzando la parte audio e prossimamente verrà inviato ai vari festival d’animazione”.

 

La speranza è di poterlo portare in giro per il mondo nel 2021, magari anche a Trento al festival in aprile – continua – noi puntiamo in alto comunque, e verrà anche proposto agli Oscar. Ma al di là di questo, per ora quello che mi ha insegnato questo lavoro è l’importanza di parlare di temi forti come la guerra attraverso l’animazione. Perché i più giovani, prima che si formino, devono potersi avvicinare a temi difficili. Quale mezzo migliore dell’animazione?”.

 

Finanziata tra gli altri da Trentino Film, Commission, Fondazione Cassa rurale di Trento, l’orchestra Haydn (che si è proposta di fare gratuitamente la colonna sonora), Museo storico del Trentino, Museo storico della guerra di Rovereto, Trentini nel mondo, Provincia di Trento, Forum per i diritti umani, Mila conta anche sul supporto di Unicef Italia. “Voglio ringraziare particolarmente Valerio Oss, colonna portante del progetto”, ci tiene ad aggiungere Angelini.

 

Ma la vera star è la madre, a cui la storia si ispira. “Fortunatamente è ancora tra noi, vive qui a Los Angeles con noi – conclude – non vede l’ora di vedere Mila sul grande schermo”.

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