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Varata una nuova sinergia tra Aria Teatro, Teatro E e Portland. Da oggi prende il via la stagione di Pergine

Le proposte dei tre soggetti vanno in rete. Una card  materializzerà la sinergia che guarda insieme alla cultura e al rispettivo beneficio economico. In ognuno dei quattro teatri si potranno acquistare i biglietti per uno o l’altro spettacolo allestito a Trento e a Pergine

Di Carmine Ragozzino - 06 settembre 2017 - 16:19

TRENTO. Fare di necessità virtù è un’attitudine infrequente. Ma intelligente. Intrecciare le virtù – le virtù culturali e le virtù organizzative - è un valore aggiunto alle qualità singole e, nel caso, collettive.

Quello che questa mattina è stato ufficializzato a Pergine nella presentazione della nuova, ricca, stagione del teatro è un bel sentire. Tre realtà alquanto produttive del vitalissimo panorama culturale locale hanno infatti deciso di dare gambe ed energia ad uno slogan spesso dichiarato ma raramente praticato. Aria Teatro, (che gestisce i contenitori di spettacolo di Pergine e Meano), Teatro E (che si appresta a far funzionare il recuperato spazio di Villazzano) e Portland, (che anima il palco a Piedicastello), hanno varato un’inedita sintonia operativa.

 

Le proposte dei tre soggetti vanno in rete. Una rete a maglie finalmente strette. Il cartellone – abbondanza di territori artistici offerti all’esplorazione di un pubblico eterogeneo – non è unico. Ma è come se lo fosse. Una card, infatti, materializzerà la sinergia che guarda insieme alla cultura e al rispettivo beneficio economico. In ognuno dei quattro teatri si potranno acquistare i biglietti per uno o l’altro spettacolo allestito a Trento e a Pergine. E naturalmente, la scelta sarà risparmiosa.

Aria Teatro, Teatro E e Porland non solo non si pesteranno i piedi di un’ego che fra i teatranti e masochisticamente invadente ma attueranno una promozione comune, concordando l’offerta in modo da evitare deleterie sovrapposizioni. Non è poco. Anzi, a dirla tutta, è molto.

 

E legittimamente sono “molto” soddisfatti Denis Fontanari, (Aria Teatro), Miko Corradini, (TeatroE-Estroteatro) e Andrea Brunello, (Portland) nell’illustrare i termini dell’accordo. Un accordo che ha l’ambizione di mettere d’accordo gusti e abitudini diverse, costruiti dalle tre realtà in un percorso non certo facile ma certamente gratificante sulla strada che porta da platee di nicchia a platee più vaste. E spesso più stimolanti. La ricerca, infatti, è nel dna di Aria Teatro, Teatro E e Portland. E alla ricerca nell’espressività teatrale e artistica non si rinuncia. Ma ricerca non significa puzza al naso, né chiusura verso proposte che tengono nel giusto equilibrio contenuto e divertimento, messaggio sociale e godibilità. E’ questa la strada imboccata con convinzione da Aria Teatro nel “far lavorare” il teatro di Pergine ed il più complicato, (per collocazione e storia) teatro di Meano. E’ questa la strada del Portland quando unisce ad esempio in un matrimonio suggestivo teatro e scienza. E questa la strada che vuol frequentare Teatro E a Villazzano per trasformare quello spazio in un contenitore di idee artistiche fresche e di ospitalità innovative.

 

Se la “rete” tra Aria, Portland ed “E” acchiapperà più spettatori di quanti negli anni hanno mostrato affetto e rispetto per le singole realtà culturali non ci vorrà molto a capirlo. Ma il progetto è nobile. Importante. Per qualche verso pionieristico. Da ottobre in avanti i palchi si riempiranno di prosa e idealità sicuramente degne di attenzione. Ma nell’attesa, l’attenzione è tutta per la stagione di Pergine che da oggi ha nomi e date in attesa di abbonamenti.

Ventisei spettacoli per una città di poche migliaia di abitanti sono tanti. Tantissimi. Ma registrando la fiducia e l’entusiasmo di Denis Fontanari, (direttoregistattore) in versione caposquadra si può azzardare che non si è di fronte ad un azzardo.

“Da quattro anni a questa parte – dice Fontanari – da quando cioè l’abbiamo preso in carico, il teatro di Pergine è diventato un punto di riferimento che va oltre il territorio di competenza. Il primo anno, con la novità del teatro ritrovato, c’è stato un boom irripetibile di presenze. L’anno dopo una assestamento naturale. E di seguito un trend in crescita, la scorsa stagione 12 ingressi, che forse si deve alla nostra capacità e alla nostra passione ma che di sicuro è frutto della scelta di fare vivere il teatro come proprietà del grande tessuto associativo di Pergine”. L’abbondanza della stagione che va ad iniziare va a braccetto con la varietà. E varietà – in teatro come negli altrove culturali – porta a definire il pubblico “al plurale”. Tanti generi, tante occasioni garantire a chi predilige un genere all’altro.

 

“Ma la speranza, anzi più di una speranza – dice ancora Fontanari – è che il pubblico di un genere teatrale si lasci contaminare sempre più da un altro genere. Così si cresce”. Ebbene, per crescere e per far crescere i pubblici Aria Teatro si affida da una parte alla consolidata partnership che il Comune di Pergine ha con il Coordinamento Teatrale Trentino e dall’altra alla capacità del sodalizio di pescare originalità e qualità nelle officine artistiche “sempre meno off” d’Italia. Ne risulta una stagione “tutti frutti” che frutta curiosità sia per gli attori ed i registi “noti” sia e soprattutto per quelli che non sono ignoti a chi al teatro chiede anima e impegno civile. I titoli sono tanti. E dietro ogni titolo ci sono tante storie artistiche che val la pena di conoscere. Ma alcuni lavori spiccano sia nella stagione del Comune/Coordinamento sia in quella “propria” di Aria Teatro.

 

Come ad esempio “Poker”, (Massino Brizi e altri) che materializza la contemporaneità della miglior drammaturgia inglese: crudezza e divertimento. O come “Città Inferno”, (il Teatro della Tosse) che grazie al musical dà leggerezza alla cronaca nera e alle superstizioni. E ancora “Mariti e Mogli”, un Woody Allen d’annata buona e di ironia dannatamente contagiosa che porta abiti e sensibilità femminili grazie alla coppia Guerritore-Reggiani. Con “Pueblo” l’istrionico Ascanio Celestini nobilita i “senza potere” e ridicolizza chi il potere ce l’hna e lo usa da schifo.Con “La fabbrica dei preti” l’incredibile impatto di Giuliana Musso entra nei seminari che negli anni 50 e 60 hanno a volte portato chiesa e religione fuori del seminato. Con un Natalino Balasso si ride per non ridere e in “Delusionist” vince il superfluo e perde il pensiero. Sganasciandosi.

 

Si potrebbe e si dovrebbe continuare. Ma il teatro non può essere una sintesi troppo sintetica. Meglio che ognuno scorra il libretto di Pergine: non se ne pentirà. E quando tra poco anche le stagioni di Meano, Villazzano e Portland prenderanno forma, la scelta sarà ancora più intrigante. Restando a Pergine va da se che Aria Teatro ci mette del suo anche oltre l’organizzazione: gli attori della compagnia riproporranno Fo E Rame di una coppia tanto aperta quanto insuale e poi addenteranno la letteratura gotica con un “Dracula” che prosegue la scommessa di portare i classici sotto i riflettori. A Pergine, infine, tornerà anche Andrea Castelli con un’Iliade che più personale sarebbe dura e approderà la Compagnia di prosa regionale che ha chiuso la Cucina di Bernardi per raccontare un mezzo secolo d’Italia firmato da Paradivo alla direzione di giovini attori in rincorsa del “Senso della vita di Emma”. L’appena accennato è il “di tutto un po’” di una stagione. Il “di più” è un teatro che a Pergine è ormai tutto meno che periferia.

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