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| 23 lug 2021 | 11:50

Il "meglio della pittura veronese degli anni '50" in mostra ad Avio fino a Ferragosto

All'Auditorium comunale opere di Piera Legnaghi, Simone Butturini, Silvia Forese, Rabeah Mashinchi e Daniela Nalin. Il sindaco di Avio Ivano Fracchetti: "Abbiamo fortemente voluto questa manifestazione per far crescere l'offerta culturale"

Il "meglio della pittura veronese degli anni '50" in mostra ad Avio fino a Ferragosto
di Redazione

AVIO. Arte, cultura e socializzazione: tre elementi fondamentali per una nuova rinascita della Vallagarina attraverso la promozione e l'interscambio culturale che porteranno effetti positivi sul territorio. Questo il significato della mostra "Artisti veronesi in Avio" (Auditorium comunale in piazza Vittorio Emanuele fino al 15 agosto con orario 10-12 e 13-18 dal mercoledì al sabato) evidenziato da tutti i relatori all'inaugurazione dell'affascinante (e unica per alcuni aspetti) esposizione di opere di cinque protagonisti dell'arte veronese: da Piera Legnaghi a Simone Butturini, da Silvia Forese a Rabeah Mashinchi a Daniele Nalin.

 

"Creatività lungo l'asta dell'Adige" (per completare il titolo della mostra) per significare ed evidenziare la necessità di rafforzare gli scambi culturali che storicamente hanno caratterizzato le relazioni fra Avio (ma anche Ala e Rovereto) e Verona. Concetto espresso dal sindaco di Avio Ivano Fracchetti  ("l'amministrazione comunale ha fortemente voluto questa manifestazione per far crescere l'offerta culturale"), dal suo omologo di Ala Claudio Soini  ("siamo la città della musica e dei velluti: dare una casa agli artisti è una cosa importante") e dall'onorevole Vanessa Cattoi ("questa mostra è un ulteriore stimolo per favorire i collegamenti tra i territori per una nuova rinascita").

 

Molte le opere esposte, a partire dalla scultura di Piera Legnaghi nel giardino dell'auditorium, "tutte di una qualità artistica di alto livello" nelle parole di Silvio Cattani (vicepresidente del Mart e ideatore della manifestazione "Avvio l'estate") e dei curatori della mostra Remo Forchini e Mario Cossali. "Qui abbiamo il meglio della pittura veronese degli anni Cinquanta del secolo scorso con accanto giovani talenti: uno spaccato significativo intergenerazionale della produzione artistica veronese.  Qui  sono rappresentate - hanno specificato i critici d'arte - cinque personalità in un percorso che esalta il genius loci veronese: nelle loro opere troviamo un carico di progettazione e realizzazione straordinari".

 

Cossali poi è entrato nel merito della produzione degli artisti. La pittura di Nalin "ha tracciato un sentiero molto riconoscibile nella sua originalità di vera e propria scuola, un sentiero che si caratterizza sia per i contenuti di denuncia e insieme per il linguaggio che recupera nella sua vitalità alternativa le icone del fumetto".  "Realtà e visione immaginaria si fondono nei lavori di Butturini - ha affermato Cossali - 'Dipingo ciò che tace', scrive di sé l'artista e precisa di voler incontrare così il mondo del silenzio, quello della città, di un luogo, di una stanza, della natura". Un percorso sempre più legato alla natura  quello della scultura di Legnaghi: "La natura è parte integrante dell'opera stessa, in una ricerca di armonia non ingenua, che è frutto di uno scavo empatico progressivo". Dell'artista di origini iraniane Mashinchi, Cossali rileva "un delicato equilibrio tra le influenze culturali iraniane e italiane. Informale e gestuale questa pittura riserva sorprese di invenzione figurativa". La pittura di Forese "si presenta con autorevolezza: dipinge oggetti in fuga che parlano d'altro e rifiutano il tormento del significato".

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