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Belluno
09 ottobre | 20:18

Dall'himalaysta Urubko a Bullock: alpinismo e avventura alla 26esima edizione del festival "Oltre le vette -Metafore, uomini, luoghi della montagna"

Venerdì 7 ottobre è stato dato il via al festival che si terrà a Belluno fino al 16 ottobre. All’interno della manifestazione anche una rassegna dedicata ai libri e ai loro autori intitolata "Parole di carta e di montagna"

di Redazione

BELLUNOAlpinismo e avventura sono le parole chiave della 26esima edizione di "Oltre le Vette – Metafore, uomini, luoghi della montagna", il festival che trasforma il capoluogo ai piedi delle Dolomiti in una vera capitale della cultura della montagna.

 

Con l'inaugurazione venerdì 7 ottobre, a cui era presente tra i tanti anche il bellunese Anselmo Cagnati, uno dei massimi esperti della criosfera a livello non solo nazionale che ha ricevuto il premio speciale Dolomiti Unesco al recente Pelmo d’Oro, si dà il via al festival che si svolgerà fino al 16 ottobre, con un programma ricco di appuntamenti tra il centro città e i suoi magnifici dintorni.

 

Anche quest’anno, come da tradizione, arriveranno in città personaggi noti al grande pubblico e nomi legati all’alpinismo e agli sport d’avventura, consentendo al pubblico di conoscere e dialogare con i protagonisti di tante imprese in montagna e in terre estreme: dal bellunese Anselmo Cagnati, al grande himalaysta Denis Urubko, dall’inglese Nick Bullock (per la prima volta in Italia) a Dierdre Wolownick, madre di Alex Honnold, che presenterà il suo libro “In cordata con Alex - Storia di una mamma”.

 

E poi ancora i giovani protagonisti dell’associazione Va’ Sentiero e il loro trekking infinito, Santi Padros e Diego Toigo con il docufilm sull’Alta Via Dolomiti Bellunesi e Alberto Peruffo con una riflessione sull’Himalaysmo contemporaneo quanto mai centrata sul tema di questa edizione, “Montagna: limiti e libertà”.

 

Il programma degli eventi legati all’alpinismo

 

Lunedì 10 ottobre (ore 18, Sala Bianchi) Alberto Peruffo porterà a Oltre le Vette una riflessione sull’himalaysmo contemporaneo, tra ricerca del record, salite forzate, pressioni degli sponsor: “Prigionieri del Nanga. Decolonize [deoxygenate] the mountains”.

 

Nell’estate del 2022 è stato compagno e ideatore della salita al Nanga Parbat, in Pakistan, del peruviano Cesar Rosales Chinchay, il primo alpinista delle cordillere andine, cresciuto nella Scuola di Andinismo Don Bosco dell’Operazione Mato Grosso italiana e diventato una delle migliori guide peruviane, in vetta all’Ottomila più difficile e ricco di storia.

 

Peruffo ha effettuato una spedizione davvero anomala, mettendosi al servizio di un nativo delle montagne del Perù su una cima simbolo dell’Himalaya, nel bel mezzo di spedizioni commerciali e alpinisti di fama internazionale. Un primo passo per decolonizzare l’alpinismo. A cominciare dall’ossigeno.

 

Martedì 11 ottobre (ore 21, Teatro comunale) si parlerà di escursionismo con i giovani di Va’ Sentiero, che hanno percorso tutta l’Italia lungo sentieri famosi e altri dimenticati, coinvolgendo giovani locali e nuovi camminatori. L’associazione ha ripercorso interamente il Sentiero Italia, 7.850 chilometri, 350.000 metri di dislivello positivo, 20 regioni, 16 parchi nazionali e 364 tappe, documentando il tutto in una guida digitale con tracce, info tecniche e culturali, foto e video.

 

Un altro appuntamento da segnare in agenda è la presentazione del docufilm Insostenibile, un viaggio lungo l’Altavia Dolomiti Bellunesi (giovedì 13 ottobre, ore 18.30, Sala Bianchi), realizzato da Ruggero Arena e Pietro Bagnara con la collaborazione di Lorenzo Barutta. È possibile un turismo sostenibile nell’ultimo angolo di Dolomiti rimasto ancora selvaggio? Con questo interrogativo due amici partono per un’avventura a piedi sull’Alta Via delle Dolomiti Bellunesi, da casa di Santi Padros, guida alpina, spagnolo trasferito in Val di Zoldo, a casa di Diego Toigo, istruttore del Cai di Feltre.

 

Venerdì 14 ottobre climber e appassionati di alpinismo sono chiamati a Belluno (ore 21, teatro comunale) per una serata che prevede prima la consegna del premio Fondazione Silla Ghedina e poi l’incontro con l’alpinista Nick Bullock, per la prima volta in Italia. Figlio della working class inglese, Bullock si trova a poco più di vent’anni con un lavoro sicuro (secondino in un carcere di massima sicurezza) e una prospettiva di vita segnata.

 

Scoperta l’arrampicata per superare con lo sport un problema fisico, ne diventa fanatico praticante, licenziandosi dal lavoro per scalare pareti su pareti, dormendo in un pulmino in giro per il mondo. Oggi è uno dei più forti alpinisti britannici della sua generazione. Il libro omonimo è pubblicato dall’editore Versante Sud. Conduce Agnese Blasetti.

 

La serata inizierà con la consegna del Premio Fondazione Silla Ghedina per la miglior via alpinistica aperta in Dolomiti nel 2021 – XVIII edizione. Premiati Alessandro Baù e Alessandro Beber per la via Fiaba della sera sulla parete est della Pala di san Martino. Menzione speciale per gli alpinisti Luca Vallata, Davide Cassol e Giacomo De Menech nonché per Diego Toigo e Santiago Padros. Conduce la premiazione Michela Canova.

 

Domenica 16 ottobre (ore 19, palazzo Bembo) Oltre le Vette si chiude con un incontro davvero speciale. Dierdre Wolownick, madre di Alex Honnold, sarà a Belluno per presentare il suo libro “Storia di una mamma – In cordata con Alex”, Mulatero editore e dialogare con Francesco Vascellari.

 

L’americano Alex Honnold è uno degli alpinisti in attività più forti del mondo, conosciuto anche dal grande pubblico dopo il film Free solo, vincitore di un premio Oscar nel 2019 e di numerosi altri riconoscimenti, che ha documentato la sua storica scalata della via su El Capitan, nella Yosemite Valley. Una vita straordinaria, anche quella della mamma Dierdre, piena di esperienze forti, anche in età non più giovane. Insegnante di lingue, appassionata di musica, solo a 54 anni ha deciso di dare una svolta alla propria esistenza, dedicandosi prima alla corsa e poi, attratta dalle imprese del figlio, all’arrampicata.

 

A 58 anni ha posato per la prima volta le mani sulla roccia, a 66 anni è riuscita nell’impresa di essere la donna più anziana a scalare El Capitan. Nel libro, che può essere di grande ispirazione per molte persone, racconta la propria storia in cui si alternano racconti dell’infanzia di Honnold con il percorso di vita della mamma, fino al liberatorio epilogo finale.

 

"Parole di carta e di montagna": la rassegna dedicata ai libri e ai loro autori all’interno del festival

 

Si intitola così la rassegna dedicata ai libri all’interno del vasto programma del festival. Si tratta, come negli anni scorsi, di una serie di presentazioni con gli autori di volumi che hanno la montagna come protagonista o come sfondo, ma, rispetto al passato, questa 26a edizione del festival bellunese presenta un’importante novità.

 

"Scrittori in residenza" si chiama infatti l’iniziativa che gli organizzatori - a partire da Valeria Benni, direttrice della manifestazione – hanno pensato per legare la città e il suo territorio alla dimensione narrativa, saggistica o poetica, invitando uno scrittore che per alcuni giorni soggiornerà a Belluno, incontrando i lettori, dialogando con altri autori, guidando il pubblico in escursioni o “meditazioni letterarie”.

 

Quest’anno lo scrittore in residenza sarà Tiziano Fratus, già ospite di Oltre le vette nel 2015, un autore di successo ben conosciuto dal pubblico. Fratus, spesso ospite di trasmissioni televisive quali Geo&Geo, tiene rubriche dedicate alla natura e agli alberi su quotidiani e periodici e ha pubblicato diversi libri di racconti, testi di viaggio, saggi naturalistici e volumi di poesie.

 

Gli incontri letterari a Palazzo Bembo proseguiranno martedì 11 ottobre, sempre alle 18, con la presentazione del volume Lessico delle montagne venete in età contemporanea, a cura di Filiberto Agostini, un importante volume edito da Franco Angeli.

 

Altro appuntamento molto atteso è quello di mercoledì 12, sempre a Palazzo Bembo alle 18, con letture dal libro "Il Duca" di Matteo Melchiorre. Lo scrittore feltrino, accompagnato dalle musiche di Tommaso Sogne e di Nelso Salton, leggerà alcuni brani di questo suo romanzo edito da Einaudi, un libro che sta riscuotendo un notevole successo di critica e di pubblico in tutta Italia.

 

Venerdì 14 ottobre, sempre alle 18 e sempre a palazzo Bembo, sarà la volta del fumettista Roberto Totaro a presentare in prima nazionale il suo Nirvana 6 (editore Comix-Panini), ultimo di una fortunata serie di volumi illustrati con i suoi surreali e coinvolgenti lavori. Totaro, lo ricordiamo, è anche l’autore dell’immagine ufficiale di Oltre le vette 2022, una figura che ben rappresenta, non senza un certo disincanto, la passione dell’uomo per la montagna.

 

Sabato 15 ottobre, Palazzo Bembo ospiterà al consueto orario, lo scrittore Paolo Malaguti che presenterà il suo libro "Il Moro della cima" (Einaudi editore) durante una chiacchierata con Flavio Faoro. Malaguti, scrittore veneto di conosciuto e apprezzato, ha vinto lo scorso anno il premio Campiello con il suo Se l’acqua ride, romanzo ambientato nel delta del Po.

 

Domenica 16 ottobre (ore 19, Palazzo Bembo) Dierdre Wolownick per presentare il suo libro "In cordata con Alex – Storia di una mamma" (Mulatero editore) e raccontare la sua storia straordinaria.

 

Come partecipare a Oltre le Vette

 

Tutti gli appuntamenti sono a ingresso libero e è consigliata la prenotazione online.

 

Anche quest’anno il pubblico è chiamato a sostenere la rassegna concretamente attraverso l’iniziativa Oltre le vette Spirit, versando all’ingresso degli eventi o delle mostre un’offerta consapevole.

 

Per ogni ulteriore informazione visitare il sito (Qui il link) e le pagine social del festival (Facebook, instagram, twitter).

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