Oltre 11 mila persone in 4 serate e tutto esaurito nel weekend: i numeri del Poplar Festival. Gli organizzatori: "Abbiamo superato le 'barriere' locali"
Si è chiuso dopo 4 giorni la sesta edizione del Poplar Festival tra musica e incontri culturali: un grande successo a livello di numeri. Gli organizzatori: "Nel weekend si è arrivati a 3 mila persone a serata. Lamentele dei cittadini? Come possiamo trovare degli spazi adeguati che vadano bene a tutti e che coniughino più esigenze?"

TRENTO. Più di 11 mila entrate al Poplar Festival in sole 4 serate e tutto esaurito per le tre serate del weekend. Sono numeri altissimi quelli confermati dagli organizzatori e dalle organizzatrici di uno dei Festival che da qualche anno a questa parte è diventato uno dei più attesi in città. Quest'anno si è tenuta la sesta edizione dal 15 al 18 settembre, 4 giorni e 4 notti di energia tra i concerti organizzati nella suggestiva cornice del Doss Trento e gli appuntamenti culturali di "Poplar Cult!", nella piazza di Piedicastello.
"Ben 2.500 persone per la serata di giovedì, mentre venerdì, sabato e domenica si è arrivati a 3 mila - dichiarano gli organizzatori - per le serate nel weekend abbiamo fatto il tutto esaurito. Poplar Cult? Abbiamo raggiunto più di 200 persone ad alcuni incontri culturali: 27 sono stati i panel totali".

Partecipazione molto alta infatti venerdì 16 settembre per il confronto tra Nello Trocchia vincitore del Premio Borsellino, e il rapper Armando Sciotto, in arte Chicoria, sullo stato di salute delle carceri italiane. "Chicoria a sorpresa è salito sul palco con Massimo Pericolo, regalando un inedito al pubblico. Nessuno se lo aspettava".
Altro grande appuntamento di sabato, che ha avuto molto successo, l'incontro con l'influencer e nota attivista nel Comitato vulvodinia e neuropatia del Pudendo, Giorgia Soleri per trattare il tema delle "malattie femminili invisibili" con Giuditta Pini, deputata nella legislatura uscente.
Affluenza elevata anche domenica 18 per Giulio Armeni, in arte @filosofia_coatta, già autore di "Manuale di filosofia coatta" per Momo edizioni che ha portato sul palco il racconto di uno o più rapporti andati male con "Letture interrotte. Sono io a lasciare i libri o loro a lasciare me?", in collaborazione con We Reading.
Dietro ai numeri di un Festival che ormai sta crescendo di anno in anno c'è un lavoro che dura da mesi: "Siamo tutti studenti e studentesse che da mesi lavoriamo perché il festival funzioni al meglio. Stiamo puntando sempre più in alto, a un festival che sta diventando sempre più internazionale. Si pensi anche solo al gruppo de La Femme, band francese molto affermata a livello europeo. E' un edizione che ha superato le barriere locali, la meglio riuscita e la più partecipata del post pandemia".

Tanto lavoro anche sotto il profilo della pulizia: "Più di 150 volontari venuti da diverse parti d'Italia. Ogni sera abbiamo pulito il Doss Trento, uno spazio che abbiamo lasciato meglio di come lo abbiamo trovato". Moltissime sono state le persone non solo tra i volontari ma anche tra il pubblico che hanno scelto di raggiungere Trento per il festival.
Non sono mancate le polemiche per "il volume della musica" troppo alto fino a tardi. "A queste persone rigiriamo la domanda - concludono gli organizzatori - abbiamo cercato e voluto coniugare il più possibile le esigenze dei più giovani con quelle dei cittadini che giustamente cercano la calma. Senza nessun tipo di critica o polemica, come possiamo avere un dialogo costruttivo e come possiamo trovare degli spazi adeguati che vadano bene a tutti e che coniughino più esigenze?".














