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Trento
11 novembre | 12:31

La rinascita del cavallo colossale di Antonio Canova: dopo oltre 50 anni completato l’imponente progetto di restauro

Realizzata negli ultimi anni di vita del celebre scultore di Possagno, questa monumentale statua in gesso dipinto a finto bronzo nasce come modello per la scultura equestre destinata al Re di Napoli Ferdinando I di Borbone. Per oltre cinquant'anni, la ricomposizione del grande gesso è stata ritenuta impossibile, ma grazie a nuove tecnologie di restauro e al sostegno di partner privati, l'opera è stata ricomposta e restituita al suo splendore

di Giorgia De Santis

BASSANO DEL GRAPPA. Un simbolo delle collezioni bassanesi ha finalmente riacquistato la propria luce: Il Cavallo colossale di Antonio Canova, un'opera che, per oltre cinquant'anni, è rimasta nascosta nei depositi dei Musei Civici di Bassano del Grappa, frammentata e in grave stato di deterioramento, ha ora ripreso vita grazie a un progetto di restauro innovativo.

 

Realizzata negli ultimi anni di vita del celebre scultore di Possagno, questa monumentale statua in gesso dipinto a finto bronzo nasce come modello per la scultura equestre destinata al Re di Napoli Ferdinando I di Borbone. Il Cavallo colossale arrivò al Museo di Bassano nel 1849, quando fu donato dal fratello, Giambattista Sartori Canova insieme a una vasta collezione di gessi, bozzetti, monocromi e documenti canoviani. Per decenni fu esposta al pubblico, fino alla fine degli anni Sessanta, quando, a causa di lavori di riallestimento, venne smontata e trasportata nei depositi.

 

Per oltre cinquant'anni, la ricomposizione del grande gesso è stata ritenuta impossibile, ma grazie a nuove tecnologie di restauro e al sostegno di partner privati, l'opera è stata ricomposta e restituita al suo splendore.

 

Il progetto, promosso dal Comune di Bassano e dai Musei Civici, in collaborazione con l’Alta Sorveglianza ai lavori della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le provincie di Verona, Rovigo e Vicenza e il supporto della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Venezia, con il Main partner Intesa Sanpaolo nell’ambito del progetto “Restituzioni” e il Main sponsor Venice in Peril Fund, ha reso possibile questo straordinario recupero.

 

Il restauro del Cavallo è partito dalla catalogazione dei frammenti e dalla rimozione dei materiali aggiunti durante un precedente intervento ottocentesco. Alcuni di questi materiali, come cocci di mattone e fasciame metallico, avevano aumentato il peso dell'opera di oltre 400 kg, rendendo necessario un delicato lavoro di rimozione: un’operazione, eseguita manualmente e con strumenti di precisione, che ha consentito di risalire alla superficie originale del gesso canoviano, come comprovato dal ritrovamento di un frammento di un libro di tardo Settecento che casualmente era capitato in mezzo all’impasto.

 

Il processo di riassemblaggio, che ha coinvolto oltre duecento frammenti, ha visto la creazione di nove macro-sezioni, collegate con una struttura interna metallica progettata per sostenere il peso senza gravare sulle zampe del cavallo. Il nuovo telaio metallico sorregge le varie parti dell’opera e ne scarica i pesi su un basamento tecnologico rinforzato, garantendone la protezione anche in caso di elevate sollecitazioni sismiche.

 

Il restauro estetico ha comportato la rifinitura degli stucchi e l'integrazione pittorica delle lacune, mantenendo il tono del colore leggermente più chiaro rispetto all'originale per distinguere visivamente gli interventi.

 

“L’Amministrazione di Bassano del Grappa esprime profonda soddisfazione per la conclusione dell’intervento di restauro del Cavallo colossale di Antonio Canova. Un progetto ambizioso che restituisce nuova vita ad uno dei capolavori simbolo di Bassano del Grappa, da sempre impegnata nella tutela e nella valorizzazione del proprio patrimonio artistico, e riconsegna al pubblico un tesoro di inestimabile valore che si credeva definitivamente perduto - ha dichiarato l’Amministrazione comunale di Bassano del Grappa - Questo traguardo rappresenta un momento di grande orgoglio per la città e testimonia l’importanza della fruttuosa sinergia tra pubblico e privato che, grazie al contributo di Intesa Sanpaolo e di Venice in Peril Fund e all’attenzione riposta dal Ministero della Cultura e dalla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio, pone la città di Bassano del Grappa quale centro culturale di rilevanza nazionale e internazionale”.

 

La prima tappa in cui la scultura sarà visibile nella sua interezza è infatti la prestigiosa cornice delle Gallerie d’Italia di Milano che, dal 28 novembre 2025, ospiterà la mostra Eterno e visione. Roma e Milano capitali del Neoclassicismo e che vedrà proprio il colosso essere l’opera simbolo attorno a cui si sviluppa idealmente il percorso di mostra. 

 

Dopo la mostra milanese, l’opera tornerà a Bassano del Grappa, dove troverà la sua collocazione definitiva nel Museo Civico. Un’opera monumentale per dimensioni e per rilevanza culturale, straordinario arricchimento del patrimonio veneto e dell’identità del Paese, che ritorna alla luce dopo essere stata celata agli occhi del pubblico per oltre mezzo secolo, e che potrà essere nuovamente fruita da tutti i visitatori.

 

“Il restauro del Cavallo colossale è stato un percorso di eccezionale complessità e fascino, sia per le dimensioni e le condizioni dell’opera, sia, soprattutto, per l’uso di tecnologie e metodologie innovative che lo annoverano tra gli interventi di recupero del patrimonio italiano più spettacolari e rilevanti degli ultimi anni; un restauro che rappresenta anche un momento unico di studio e conoscenza del metodo canoviano. Un traguardo che non esito a definire storico l’aver consentito, dopo 56 anni dal suo danneggiamento, il recupero di un’opera d’arte di tale rilevanza grazie a un progetto pioneristico che consentirà, dapprima nella mostra milanese e infine a Bassano del Grappa, di ammirare nuovamente uno dei massimi capolavori di Antonio Canova e di tutta la storia della scultura neoclassica” conclude Barbara Guidi, Direttrice dei Musei Civici di Bassano del Grappa.

 

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