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Belluno
08 aprile | 19:55

Dall'esordio di Carlo Goldoni al fulmine che lo colpì nel 1769: dopo quasi 100 anni riapre lo storico Teatro De La Sena, è chiamato la "Piccola Fenice"

Chiuso dal 1929, riapre venerdì sera il Teatro De La Sena di Feltre per la prima volta nella sua piena capienza, il Comune ha stipulato un accordo di collaborazione con la Fondazione Teatro stabile del Veneto che promuoverà spettacoli di diverse compagnie

FELTRE. Chiuso dal 1929, riapre venerdì il Teatro De La Sena di Feltre. “Grazie a tutti quelli che hanno lavorato a questo edificio. Non riapriva nella sua piena capienza di 290 posti da quasi un secolo: ora, grazie a una serie di finanziamenti, ci siamo riusciti ed è davvero una grande soddisfazione” commenta la sindaca Viviana Fusaro.

 

Il teatro era chiuso per motivi di sicurezza. Edificato a partire da inizio Cinquecento, ospitò diversi nomi illustri della scena teatrale, tra cui Carlo Goldoni, che proprio qui scoprì la passione per l’arte scenica. Ma non è l’unico aneddoto interessante nella storia (a tratti travagliata) dell’edificio: nel luglio 1769 il teatro gremito fu colpito da un fulmine e rimase chiuso fino al 1797. L’arrivo delle truppe napoleoniche e il successivo caos politico prolungò questa chiusura e negli anni successivi fu usato solo saltuariamente.

 

Finalmente, nel 1802 partì un recupero guidato dall’architetto Giannantonio Selva, il cui edificio più esemplare era stata La Fenice di Venezia: motivo per cui La Sena è nota anche come “Piccola Fenice”.

 

Infine l’ultima, prolungata, chiusura nel 1929 e da allora il nuovo percorso di rinascita è stato lungo: una prima stagione di recupero negli anni Settanta, poi vari interventi fino agli anni Novanta e una nuova fase di restauro nel 2000, con un accordo tra Comune e Soprintendenza per recuperare il corpo storico dello stabile. Nel 2009, grazie a Fondazione Cariverona e fondi statali, ha riaperto parzialmente con una capienza di 123 posti, fino alla svolta con il progetto FE1 di completamento funzionale del teatro, con il Comune capofila e il finanziamento del Fondo comuni di confine per un importo complessivo di 2,6 milioni di euro.

 

Oggi la sua offerta culturale seguirà due direttive: le iniziative promosse dal Comune e quelle realizzate in collaborazione con la Fondazione Teatro stabile del Veneto, con la quale è stato istituito un un accordo per vivere il teatro a 360 gradi. “Dopo tanti tentativi - commenta Dario Bond, presidente Fcc - questa amministrazione è riuscita ad aprire il teatro. Adesso dobbiamo anzitutto usarlo in maniera continuativa, creando un sistema di aggregazione delle giovani leve che vogliono fare teatro, spettacolo, musica, ma non hanno oggi un luogo adatto. Per questo vorrei chiudere la mia parentesi politica sperando di affiancare al teatro un grande palasport nel quale ospitare tante iniziative culturali: un incubatoio in cui nuove e vecchie generazioni potranno misurarsi con la vita”.

 

“In secondo luogo - aggiunge - mi piacerebbe che questo teatro diventasse un luogo di grandi eventi affinché Feltre diventi importante non solo per il teatro in sé, ma in termini di ospitalità diffusa. Su questo investiremo dei soldi: abbiamo un fondo capiente che serve per la provincia di Belluno, simile a quello di Trentino marketing, e dobbiamo usarlo per la promozione culturale”.

 

Si parte intanto venerdì 10 aprile alle 19.30 con l’Orchestra di Padova e del Veneto, in un evento di inaugurazione aperto alla cittadinanza (ma è necessaria la prenotazione). “È stata una scommessa - commenta Flavia Colle, assessora alla cultura - dopo che abbiamo già iniziato l’anno scorso a riaprire con le giornate del Fai e visite guidate molto partecipate, anche da persone del Feltrino, e recentemente con il primo Festival delle pari opportunità. Si tratta infatti di un teatro storico nazionale ed europeo e averlo ora disponibile significherà poter attirare personaggi di livello nazionale”.

 

A ciò si aggiunge il progetto “La Sena Viva” in collaborazione con la Fondazione Tsv, al cui centro c’è Cantiere Goldoni, una rassegna legata al commediografo veneziano: grazie a un avviso pubblico che scadrà il 7 maggio, le compagnie teatrali di tutta la regione potranno infatti presentare le loro proposte ed esibirsi non solo a Feltre, ma da qui in tutto il Veneto.

 

“Quando il Comune è venuto da noi per capire come rilanciare questo luogo - afferma Claudia Marcolin, direttrice generale della Fondazione - abbiamo pensato di renderlo un centro di produzione di arte e uno spazio creativo dell’intera filiera teatrale regionale. La Sena ospiterà quindi sei spettacoli di compagnie venete, selezionate in base a 4 criteri (affinità artistica con il tema del progetto, capacità di rilettura contemporanea della tradizione, radicamento nel territorio veneto e qualità artistica, e sensibilità alla sostenibilità della produzione), più un settimo con i giovani dell’accademia teatrale Carlo Goldoni”.

 

La selezione dei progetti sarà comunicata il 18 maggio e gli spettacoli andranno in scena tra settembre 2026 e febbraio 2027 in diversi teatri del territorio, in collaborazione con Arteven.

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