"L'ansia di essere lei", il cortometraggio bolzanino della compagnia Guildy finalista al concorso nazionale "NO aMORE – Oltre le mura, l’altra faccia della violenza”
Il corto esplora un frammento del quotidiano femminile in cui paure personali e realtà sociale si intrecciano, rivelando una società ancora intrisa di misoginia, violenza e una mancanza strutturale di sicurezza e tutela

BOLZANO. Un grande successo per una giovane compagnia bolzanina, che ha avuto l'onore di partecipare a un contest nazionale di cortometraggi che affronta il tema della violenza di genere in tutte le sue forme fisica, psicologica, economica, sociale. Il concorso dal titolo “NO aMORE – Oltre le mura, l’altra faccia della violenza”, giunto alla sua seconda edizione, è stato rilanciato in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne del 25 novembre, con l’obiettivo di portare l’attenzione su tutte le forme di violenza di genere.
Tra le opere finaliste del concorso, al terzo posto, si sono classificati Alice Ravagnani, Edoardo Giuriato e Luca Ravagnani, in rappresentanza di Guildy, con il corto “L’ansia di esser lei”.
“Ambientato tra i vicoli notturni di una città non definita, il cortometraggio racconta la passeggiata di una giovane donna, facendo leva sul potere evocativo che le cronache e l’immaginario hanno sulle paure più recondite dell’essere umano, come quella del buio – ha commentato la giuria - Si compone così un loop emotivo tra ansia e sollievo, impossibile da spezzare, metafora del quotidiano femminile.
L’alternarsi di ombra e luce rappresenta vulnerabilità e incertezza, ogni zona d’ombra è percepita come potenziale minaccia. Il video onora la tensione emotiva che innumerevoli donne provano nel camminare da sole, e riflette la disparità emotiva tra chi può muoversi liberamente e chi deve farlo con cautela”.
Il corto esplora un frammento del quotidiano femminile in cui paure personali e realtà sociale si intrecciano, rivelando una società ancora intrisa di misoginia, violenza e una mancanza strutturale di sicurezza e tutela. La narrazione si chiude dove inizia, a evocare un cerchio che troppe donne vivono ogni giorno: quello di non sapere se riusciranno a rientrare a casa.
Un racconto breve ma intenso che invita una domanda urgente: dove si trova il confine tra l’ansia come istinto di autodifesa e la consapevolezza di una reale mancanza di protezione?
Un traguardo importante quello raggiunto dalla giovane compagnia Guildy, che nasce con l’obiettivo di creare uno spazio autogestito e indipendente dalle realtà teatrali tradizionali, offrendo ai giovani della città di Bolzano un luogo di collaborazione e sperimentazione artistica.
Nel 2022 vince il Bando Futura del Comune di Bolzano e debutta con “I Fili del Male”, liberamente ispirato a Brecht e riscritto dalla compagnia. Nel 2023 consolida la propria attività con nuove repliche e avvia una collaborazione con il Comune di Bolzano per progetti di sensibilizzazione su bullismo e truffe agli anziani, attraverso performance urbane e cortometraggi diffusi anche dalle emittenti locali.
Nello stesso anno partecipa alla call nazionale “VajontS 23”, collaborando con il Teatro Cristallo per una reinterpretazione del testo di Marco Paolini in occasione del 60° anniversario della tragedia del Vajont, ottenendo la pubblicazione ufficiale del video dello spettacolo sui canali dell’artista.
Nel 2024 la compagnia torna a vincere il Bando Futura, portando in scena un adattamento de “Il libraio che imbrogliò l’Inghilterra” di Roald Dahl, cimentandosi nelle tecniche del teatro dell’assurdo.












