"Aquileia, patrimonio dall'enorme valore culturale: lavoriamo per potenziare la sua promozione a livello internazionale"
Centotrenta ettari di città antica dei quali il 70% ancora sotto terra: Pompei? No, Aquileia. Ecco i progetti presentati dalla Fondazione Aquileia al governatore Fedriga per potenziare ulteriormente la sua promozione e fruizione

AQUILEIA. "Stiamo lavorando per conferire ad Aquileia una dimensione sempre più nazionale e internazionale, perché internazionale è l'attrattiva nonché il valore culturale che questo luogo esprime, e che dobbiamo spingere sempre di più. Per questo mi auguro che il territorio possa essere sempre più coinvolto e come Regione ci impegneremo affinché accada”.
Così il governatore della regione Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga ha commentato la sua visita di oggi, 3 marzo, alla Fondazione Aquileia, l'ente che ha in carico la conservazione e la promozione del patrimonio storico e archeologico di Aquileia, dove risaltano gli innumerevoli resti e manufatti della Aquileia romana, e non potrebbe essere diversamente a fronte del fatto che parliamo di quella che fu la quarta città per dimensione della parte occidentale dell'impero romano.
Secondo Fedriga dunque, il volume di crescita per Aquileia in termini di turismo, attrattività e imprese non deve essere slegato da una crescita del benessere che a sua volta deve riguardare anche i cittadini che ad Aquileia ci vivono. In tal senso si sono inseriti i numerosi progetti, presentati al presidente della regione, in fase di realizzazione o in previsione futura, per potenziare ulteriormente la fruibilità del parco archeologico aquileiese, da parte del presidente della Fondazione Roberto Corciulo.
Nell'ampio ventaglio delle proposte concepite per la città, il progetto per il quale la Fondazione attende un contributo regionale che risalta maggiormente per importanza, riguarda l'antico porto romano fluviale, a sua volta uno dei siti archeologici più noti e più rinomati della città, poiché identifica il ruolo che Aquileia assumeva in epoca imperiale.
“L'obiettivo è collegare il porto fluviale all'area delle terme romane in senso est-ovest – ha dichiarato il presidente della fondazione Corciulo per Il Dolomiti – questo sarà possibile poiché, c'è una strada romana, attualmente in larga parte ancora a 80 centimetri sotto terra, chiamata 'Aratria Galla', un decumano antico che taglia la città ortogonalmente passando vicino alle mura bizantine che potranno essere a loro volta valorizzate. Il progetto prevede di riportare alla luce per intero e rendere percorribile. Il decumano inoltre – conclude Corciulo – rientra nel piano la realizzazione di una serie di geometrie in metallo da installare proprio sulle rovine del porto, volte a suggerire quali fossero le dimensioni reali degli antichi magazzini presenti nel porto stesso”.
Per una città che nell'antichità copriva circa 130 ettari di superficie, di cui si stima che oggi sia stato fatto riemergere dal sottosuolo meno del 30% del totale, una valorizzazione completa non può prescindere dal connettere Aquileia con gli altri siti del territorio, un territorio collegato storicamente e oggi diviso da amministrazioni diverse, come nel caso di Grado, oggi in provincia di Gorizia ma nel periodo romano un "avamporto" di Aquileia, oltre che, naturalmente, allo scalo, all'epoca minore, di Trieste.
Sull'argomento è intervenuta Marta Novello, direttrice dei musei archeologici di Grado e di Aquileia, che ha dichiarato: “A dicembre abbiamo inaugurato il Museo nazionale di archeologia subacquea dell'alto Adriatico di Grado, che accoglie i resti di navi antiche ed altri reperti recuperati dal mare, e lo abbiamo messo sin da subito in relazione con Aquileia, anzi, è un museo che di fatto parla di Aquileia pur trovandosi a Grado. Basti pensare che è prevista l'introduzione, entro breve, di un biglietto unico valevole tanto per questo museo tanto per il museo archeologico nazionale di Aquileia”.
L'incontro del governatore Fedriga e del suo entourage ad Aquileia, nella quale gli sono stati esposti questi e molti altri argomenti, si è infine conclusa con una visita nel museo archeologico all'interno dei depositi visitabili, un allestimento di recente riapertura che consente di visitare anche il deposito del museo, che attualmente ospita una mostra dedicata ai bronzi di San Casciano, con guida e spiegazione affidata alla sapiente conduzione della direttrice Novello.












