L'Istria pronta a entrare nel Gect al fianco di FVG, Veneto e Carinzia per allargare le collaborazioni transfrontaliere tra imprese e infrastrutture
Assemblea di congedo per Kaiser (Carinzia) con un'onorificenza per Fedriga: "Noi esempio di come dovrebbe funzionare l'Europa, e presto dentro anche l'Istria”. Stefani: “Autonomia come modello nazionale e internazionale”

TRIESTE. L'Istria è pronta a compiere il passo da osservatore a membro effettivo per allargare così i confini del Gect, Gruppo europeo di collaborazione territoriale “Euregio senza confini” che raggruppa Friuli Venezia Giulia, Veneto e Carinzia con l'obiettivo di incentivare lo sviluppo sinergico di queste aree che confinano e per parallelamente rafforzare progetti comuni per quanto riguarda le infrastrutture che connettono i territori coinvolti e il dialogo transfrontaliero tra le imprese.
L'annuncio è arrivato nel corso della 29esima assemblea dell'ente di lunedì 23 marzo. "Siamo un ente ancora piccolo ma siamo un ottimo esempio di come dovrebbe funzionare l'Europa", ha evidenziato il governatore Massimiliano Fedriga. "Questo perché ancora oggi vediamo come questa capacità di fare sintesi non è così scontata, tante volte vediamo agire interessi contrapposti che non sono in grado di trovare un elemento comune. Certo, le diplomazie tra gli Stati, così come le democrazie sono fondamentali, ma i governi passano, i presidenti passano, mentre questi legami tra i territori, se partono dal basso rimangono indissolubili nel tempo”.

Fedriga ha ricevuto per l'occasione la gran decorazione d'oro della Carinzia, un riconoscimento tanto prestigioso quanto di rara attribuzione, che certifica l'amicizia del Friuli Venezia Giulia con il “Bundesland” austriaco, consegnato dalle mani del suo presidente Peter Kaiser, che ha aggiunto che “l'Europa cresce dove si costruiscono ponti”.
Per Kaiser si tratta dell'ultima apparizione al Gect in quanto a inizio aprile il suo mandato scadrà per far spazio a Daniel Felner, mentre un nuovo interlocutore osserva con interesse la possibilità di entrare a fare parte dell'Euroregione. Per la prima volta all'evento era presente anche Boris Miletić, presidente della regione istriana. Un filo, quello dell'ampliamento dell'assemblea, ripreso anche dal presidente del Veneto Alberto Stefani che ha rimarcato con decisione i punti di forza del progetto.

“In un periodo di disgregazione internazionale – ha affermato Stefani - riuscire ad includere nell'ente nuovi membri è un messaggio forte di compattezza. Ci permette di guardare a un futuro transfrontaliero e interregionale proficuo. Non dobbiamo guardare solo all'autonomia differenziata ma anche a quella internazionale, vale a dire trovare intese con altri stati o regioni di altri stati per progredire assieme nello sviluppo collettivo. Il futuro dell'alto Adriatico è possibile solo attraverso la collaborazione tra le regioni nazionali e transfrontaliere”.
Stefani ha poi chiosato con una frase che, se pronunciata a Trieste, assume un tono storicamente provocatorio: “Speriamo di poter ospitare la prossima assemblea nella città più bella del mondo, cioè Venezia”. A margine dell'incontro, Fedriga non ha inoltre potuto esimersi dall'affrontare due questioni che riguardano la Lega nella stretta attualità, interpellato da Il Dolomiti.
“I fischi a Salvini al funerale di Bossi? Credo provenissero da una parte di fuoriusciti dalla Lega che hanno creato forze politiche alternative e penso che sfruttare il funerale di Umberto Bossi come volano per le proprie rimostranze sia svilente e poco dignitoso”. Infine, sulle voci di corridoio che vorrebbero il governatore alla guida della segreteria del partito a seguito di un eventuale defilamento di Salvini, risponde: “Continuo a leggere da anni ricostruzioni molto lontane dalla realtà. Mi diverto moltissimo a leggere sui giornali di retroscena inesistenti”.












