Fondi Europei, il virtuoso Trentino è in ''codice rosso'' per i ritardi nel certificare le spese
Normalmente inseriti tra i territori virtuosi quest'anno si rischiano di perdere circa 10 milioni di investimenti se entro il 31 dicembre non verranno certificati. In Italia a rischio per 1,5 miliardi

TRENTO. L'Italia rischia di perdere quasi un miliardo e mezzo di euro e il Trentino, per la prima volta, ha il ''codice rosso'' che viene segnalato ai casi più critici. Ne dà notizia oggi il Sole24Ore che ha analizzato le decisioni generali sulle politiche regionali della commissione europea. Sono stati presi in considerazione i programmi regionali e nazionali del Fondo europeo di sviluppo regionale (il Fesr) e si è mandato un ''avvertimento'', in questo modo, alle varie amministrazioni. Infatti se entro tre anni dall'anno di impiego non vengono certificate le spese scatta l'automatico disimpegno di quelle stesse somme (la cosiddetta regola dell'N+3).
Cosa vuol dire? Che se entro il 31 dicembre regioni e ministeri italiani non avranno presentato la domanda di pagamento alla Ue dell'impegno di spesa che avevano richiesto (tutto il Paese a gennaio ne aveva in ballo circa 3,6 miliardi di fondi strutturali europei, assegnati con la programmazione 2014-2020) Bruxelles “cancellerà” automaticamente (salvo alcune eccezioni) la relativa quota di finanziamento. Della serie: non riesci a spenderli? Ok, il prossimo giro ne avrai di meno.
Di questo miliardo e mezzo a rischio ''perdita'' per il nostro Paese più di un terzo (534 milioni) sono della regione Sicilia che quasi certamente finirà per perderne alcune decine di milioni. Il grande flop, per il Sole24 Ore, è dell’Italia digitale. In questo ambito sono stati spesi solo il 3% dei fondi Ue e il nostro Paese risulta essere al 25esimo posto su 28 totali. La Sicilia viene definita come “caso disperato” mentre la Provincia di Trento è bollata come ''la vera sorpresa''. ''In termini assoluti - si legge sul quotidiano di finanza più autorevole in Italia - le due situazioni sono profondamente diverse, hanno dotazioni non confrontabili: per Trento sono in ballo meno di 10 milioni su un programma di 108, la Sicilia supera i 4,5 miliardi. Ma il rischio-perdite è altissimo per entrambe''.
Per il Corriere della Sera ''l’ente presieduto dal leghista Maurizio Fugatti è in difetto di circa 10 milioni su un programma di 108. Una cifra modesta. Tuttavia, trattandosi di una realtà in genere molto attenta alle opportunità offerte dalla Ue, la cosa ha suscitato stupore''. Ora partirà il rush finale per le varie amministrazioni regionali e province autonome per recuperare le risorse. Certo fa specie pensare che i nostri governanti vadano in Europa a battere i pugni lamentandosi con la Ue e a chiedere di poter fare nuovo debito quando a fronte di risorse già stanziate dalla stessa Europa e destinate al nostro Paese non sia in grado di intercettarle (l’ammontare complessivo della dote europea messa a disposizione dell’Italia tra il 2014 e il 2020 misura 44,6 miliardi).












