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Buoni pasto, Confesercenti all'attacco della Provincia: ''Bando da rifare. Non siamo disposti a compromessi: la categoria si ribella''

Dopo la presa di posizione dell'Associazione ristoratori e pubblici esercizi, così come di alcuni esercenti di primissimo piano come Nicola Malossini e Alessandro Dietre, la Fiepet-Confesercenti guidata da Massimiliano Peterlanda ritorna a farsi sentire. La Provincia: "Il criterio di aggiudicazione previsto dal bando non è quello del massimo ribasso ma quello dell’offerta economicamente più vantaggiosa. Commissioni più basse che in altre regioni"

Di Luca Andreazza - 13 agosto 2019 - 17:39

TRENTO. Il comparto dei ristoratori e dei pubblici esercizi sempre più in pressing della Provincia. La richiesta è chiara: annullare il bando per il servizio sostitutivo di mensa e prevedere una nuova gara in sinergia e accordo con il settore che mette a disposizione il servizio. 

 

Dopo la presa di posizione dell'Associazione ristoratori e pubblici esercizi (Qui articolo), così come di alcuni esercenti di primissimo piano come Nicola Malossini, titolare di Niky's Alchimia del gusto e Forst, e Alessandro Dietre, titolare di LotoPlan e Tipico (Qui articolo), la Fiepet-Confesercenti guidata da Massimiliano Peterlanda ritorna a farsi sentire per evidenziare la gravità della situazione (Qui articolo e qui articolo).

 

"Una percentuale di commissione al 10% a carico del ristoratore - spiega l'associazione di categoria - per i buoni pasto per i dipendenti pubblici provinciali e di tutte le società pubbliche o Comuni che aderiscono alla convenzione quadro, mettono in ginocchio la categoria dei pubblici esercizi".

 

Un aspetto che era già stato comunicato al presidente della Provincia di Trento, Maurizio Fugatti, il 20 febbraio scorso, ma anche nel corso delle audizioni in vista della pubblicazione del bando. Nel mirino le commissioni, ma anche il metodo di aggiudicazione secondo il criterio del massimo ribasso

 

"La gara è andata avanti e ora - dice Peterlana - ci ritroviamo con costi alle stelle. Chiediamo di rifare il bando con un capitolato tecnico diverso, non al massimo ribasso e commissioni a zero per i ristoratori. La vicenda va ormai avanti da diverse settimane, da quando a vincere la gara d'appalto per la somministrazione dei buoni pasto provinciali era stata una società  che aveva presentato l’offerta al ribasso migliore".

 

Un comparto ristorativo pesante per il territorio provinciale, un settore che tra bar e ristoranti comprende circa 3.382 imprese e 36.611 collaboratori pari al 16% della forza lavoro totale nella Pat. "Aveva vinto l'offerta più conveniente per gli utilizzatori del servizio (risparmiando nelle voce di spesa del bilancio provinciale). Fin qui nulla di male. Peccato – puntualizza Peterlana - che lo sconto di ribasso nel capitolato si va a ripercuotere per la medesima percentuale sulla commissione che deve pagare il pubblico esercizio alla società che si è aggiudicata la vittoria".

 

Fiepet-Confesercenti chiede quindi che il bando venga rifatto e che questa volta le associazioni di categoria vengano coinvolte nella discussione del capitolato tecnico. Le aziende intanto non firmeranno l’accordo. "La categoria si ribella - conclude Peterlanda -. Non siamo disposti a compromessi, il bando suoi buoni pasto è da rifare. Intanto è tutto bloccato".

 

Nel frattempo arriva la replica della Provincia. "Il criterio di aggiudicazione previsto dal bando - spiega una nota di piazza Dante - non è quello del massimo ribasso ma quello dell’offerta economicamente più vantaggiosa dove l’offerta tecnica 'qualità' 'pesa' 80 punti e quella economica 20 punti. La gara è attualmente in corso e si sta valutando la congruità dell’offerta in capo al secondo classificato. Qualora anche il secondo non produca il numero di convenzioni con gli esercenti (previsto dal bando) si passerà all’esame della terza offerta presentata. Se, anche con il terzo e ultimo offerente, si avrà lo stesso risultato, la Provincia, insieme alle altre amministrazioni pubbliche, come previsto in legge, dovrà convenzionarsi con Consip, cioè valutare anche la reinternalizzazione del servizio". 

 

L'amministrazione provinciale spiega inoltre che "La clausola del bando pubblicato, ad oggi obbligatoria per la Provincia ai sensi di legge, prevede che sia obbligatoriamente previsto 'un ribasso sul valore nominale del buono pasto in misura comunque non superiore allo sconto incondizionato verso gli esercenti'. Quindi non è possibile ammettere una commissione inferiore al ribasso offerto che sarebbe altrimenti illegittimo. La pubblica amministrazione non può in ogni caso non valorizzare gli aspetti economici in bandi di questo tipo. Si rileva che le commissioni applicate in percentuale a carico delle convenzioni Consip, che bandisce le gare sui buoni pasto nel resto d’Italia, va dal 14,85% (Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige) al 21,97% (Sicilia, Calabria, Puglia, Basilicata) al 15,69% e 15% rispettivamente per Lombardia e Veneto".

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