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Di lavoro non si può (e non si deve) morire. I sindacati incontrano Kaswalder: "La sicurezza sul lavoro è una questione culturale"

Si sono radunati stamane, sotto il palazzo della Pat, Cgil, Cisl e Uil per chiedere la nomina dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, figure che garantirebbero di lavorare in condizioni di maggiore tutela. La richiesta giunge a pochi giorni dall'ennesimo decesso. "Non c'è tempo da perdere"

Di A.V. - 28 novembre 2019 - 13:36

TRENTO. Questa mattina, un presidio di Cgil, Cisl e Uil s'è radunato sotto il palazzo della Pat in piazza Dante per chiedere, a gran voce, la nomina di rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza territoriale. 

 

 

La richiesta giunge a pochi giorni dalla morte di un operaio di 63 anni, precipitato da un'impalcatura nel cantiere edile per la costruzione del nuovo stabilimento del Pastificio Felicetti a Molina di Fiemme (QUI ARTICOLO). Secondo dati Inail, dall'inizio dell'anno a settembre, gli incidenti mortali sul lavoro sono stati undici. Un numero, questo, che ha già superato quello del 2018 dove i morti totali sono stati sette (QUI ARTICOLO).

 

Le morti bianche, insomma, negli ultimi dodici mesi sono più che raddoppiate in Trentino. E’ un dato preoccupante, che i sindacati hanno voluto sottoporre stamane ai consiglieri provinciali. Il presidio, con le bandiere di Cgil, Cisl e Uil, si è raccolto davanti ai palazzi della Provincia e della Regione, mentre una delegazione è stata accolta dal presidente Walter Kaswalder, che ha riconosciuto la rilevanza sociale del tema posto e ha infine avanzato anche la proposta di organizzare un momento di confronto più strutturato e documentato.

 

Va detto che gli infortuni totali sono in leggera flessione rispetto al 2018, ma questi sono (spesso) legati in maniera proporzionale all'avanzare dell'età con un dato incrementale rispetto al 2018 sulle fasce di età 55-59 (+43 casi) e 65-69 (14 nuovi casi). E' stato proprio questo uno dei dati al centro del dibattito. Oggi, in Trentino, lavorano 43.000 over 55, ma, secondo proiezioni, tra dieci anni saranno circa 80 mila. Ci vuole, insomma, un bel po' di lungimiranza nel pensare (e ripensare) delle previsioni contrattuali che prendano in considerazione una popolazione che invecchia sempre più, e sempre più in frettaMarcella Tomasi (Uil), in particolar modo, ha voluto evidenziare l’innalzamento dell’età media di chi opera in campo sociosanitario.

 

 

Manuela Faggioni (Cgil) ha auspicato l'investimento di maggiori risorse, nel bilancio provinciale, per consentire maggiori controlli sui posti di lavoro e più formazione dei lavoratori. Dello stesso avviso Milena Sega (Cisl) che ha osservato come gli stessi cambiamenti climatici impongano interventi di difesa idrogeologica, che diventano anche protezione dei lavoratori.

 

Presenti all'incontro i consiglieri provinciali Dalzocchio, Demagri, Degasperi, Ghezzi, Coppola, Job, Ferrari, Rossi e Masè.

 

 

"L'ultimo incidente mortale sul lavoro, avvenuto in un cantiere edile, evidenzia ancora una volta le condizioni di criticità in cui si lavora nel comparto delle costruzioni", commenta Ferrari. Per questo motivo, per Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil, non si può più rimandare la nomina dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza territoriale, i cosiddetti Rlst.

 

"La tutela della salute e della sicurezza si costruisce partendo dai posti di lavoro - dicono Sandra Ferrari, Fabrizio Bignotti (Filca Cisl) e Matteo Salvetti (Feneal Uil) -. Da tempo chiediamo la creazione di questa figura, unico riferimento certo per i dipendenti di piccole e piccolissime imprese come la maggioranza di quelle che operano sul nostro territorio. Non c'è tempo da perdere. Al contrario è ora di metterci attorno ad un tavolo. Dopo la crisi che ha investito il settore le condizioni di lavoro sono peggiorate anche sul fronte della sicurezza: c'è forte competizione tra le aziende e spesso il lavoratore opera in condizioni di maggiore precarietà, con orari che vanno spesso oltre a quelli contrattuali".

 

"Per queste ragioni - continuano i rappresentanti sindacali - non possiamo in alcun modo condividere le perplessità della parte datoriale che a fronte di tutto questo è così riluttante nel non comprendere l'importanza della costituzione del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza territoriale, figura che al contrario garantirebbe di operare in condizioni di maggiore tutela per la sicurezza".

 

 

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