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I sindacati uniti: “In agricoltura il Marchio Qualità Trentino dovrà considerare anche le condizioni di lavoro"

Oggi le sigle di categoria hanno incontrato l’assessora all'agricoltura Zanotelli per ribadire l’importanza che il marchio per i prodotti di qualità venga dato solo a quelle aziende che offrono condizioni lavorative dignitose. Inoltre i sindacati vorrebbero legare l'erogazione dei contributi provinciali al possesso di tale marchio

Di Tiziano Grottolo - 03 settembre 2019 - 19:25

TRENTO. “Non si può far nascere il marchio di qualità della filiera agroalimentare trentina senza includere la qualità del lavoro – questa in estrema sintesi la posizione unitaria delle sigle sindacali che organizzano i lavoratori agricoli e i lavoratori dell’industria di trasformazione alimentare.

 

Quest’oggi infatti i segretari Maurizio Zabbeni (Flai Cgil), Fulvio Bastiani (Fai Cisl) e Fulvio Giaimo (Uila Uil) sono stati ricevuti dall’assessora all'agricoltura, foreste, caccia e pesca Giulia Zanotelli, nell’ambito di un incontro chiesto dalle tre sigle di categoria per ridiscutere i termini della concessione del ‘Marchio Qualità Trentino’, contrassegno di proprietà della Pat la cui gestione è affidata a Trentino Sviluppo Spa e che serve a certificare la qualità dei prodotti con indicazione di origine.

 

“In un settore ad alto rischio illegalità e infiltrazioni, come hanno dimostrato anche le indagini degli enti ispettivi – spiegano i sindacalisti – è fondamentale che alla qualità dei beni agricoli corrispondano adeguate condizioni lavorative, altrimenti si darebbe vita a un progetto dal fiato corto”.

 

Inoltre secondo i sindacati il possesso del marchio certificato dovrà essere legato all’accesso ai contributi provinciali “perché è necessario incentivare comportamenti corretti, altrimenti la qualità sarà solo teorica”.

 

Durante il confronto con Zanotelli c’è stato anche il tempo di tornare sulla vicenda dell’esclusione delle tre sigle dal tavolo sul tema del lavoro convocato dalla Provincia: “Non è accettabile che l’Assessorato si faccia promotore di tavoli parziali che su temi delicati quali il funzionamento del mercato del lavoro e soprattutto il contrasto a forme di illegalità nei rapporti contrattuali escludendo i rappresentanti del mondo del lavoro, impegnati in prima linea per il contrasto a questi fenomeni a tutela di tutti gli addetti”.

 

Un impegno che trova conferma nel lavoro portato avanti in questi mesi per la costituzione dell’Ente bilaterale dell’agricoltura che vedrà la luce domani con la costituzione davanti al notaio: “Il nuovo ente bilaterale avrà importanti funzioni sul piano formativo e avrà il compito di agevolare l’incontro tra la domanda e l’offerta di lavoro”, ricordano i sindacalisti.

 

Tra le priorità del nuovo ente c’è proprio quella del mercato del lavoro e del suo buon funzionamento, si punta inoltre alla costituzione della sezione territoriale della cabina di regia per la rete del lavoro agricolo di qualità, così come prevista dalla legge nazionale contro il caporalato.

 

“Ad oggi ne sono state attivate pochissime a livello nazionale e per quanto ci riguarda con l’avvio dell’ente lavoreremo da subito per coinvolgere tutti i soggetti, dalle parti datoriali agli enti ispettivi come Inps e Inail al Servizio lavoro della Provincia. Il contrasto all’illegalità è un investimento che va a vantaggio dell’intero sistema, perché tutela le imprese sane, difende la qualità del lavoro e i diritti del lavoratore e dà garanzie al consumatore finale”.

 

Per combattere il caporalato pochi mesi fa è stato attivato in via sperimentale anche il progetto FARm, che vede l’università di Verona come ente capofila. Progetto questo che nasce con l’intento di progettare un modello di collaborazione virtuoso fra pubblico e privato, nelle regioni di Veneto, Trentino-Alto Adige e Lombardia, finalizzato alla prevenzione dello sfruttamento lavorativo in agricoltura.

 

A margine dell’incontro di oggi pomeriggio Flai, Fai e Uila hanno posto l’accento anche sulle conseguenze della tempesta Vaia ribadendo ancora una volta la necessità che Piazza Dante garantisca risorse congrue per il ripristino e la messa in sicurezza del territorio, allo stesso tempo rafforzando anche l’opera di manutenzione del territorio che sempre di più sarà esposto a fenomeni meteorologici estremi causati dai cambiamenti climatici.

 

Secondo quanto riferiscono i sindacati l’assessora ha preso atto delle questioni portate alla sua attenzione e avrebbe assicurato la massima attenzione ai temi relativi alla qualità del lavoro e del comparto in generale promettendo anche che in futuro le organizzazioni dei lavoratori saranno coinvolte da subito.

 

Zanotelli ha anticipato inoltre che il nuovo disciplinare conterrà anche il tema dell’etica aziendale. Un passaggio positivo, ma non sufficiente: “Serve fare in modo che ci sia un sistema di autocontrollo che, come avviene nel porfido o negli appalti, verifichi la correttezza del contratto di lavoro applicato nonché il rispetto delle norme in materia retributiva e contributiva”, concludono Flai, Fai e Uila.

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