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Legge sugli appalti, Cgil, Cisl e Uil: ''Solo propaganda: Fugatti sta parlando da giorni in malafede o non conoscendo il contesto''

Dopo le pesanti critiche dei giorni scorsi da parte dei sindacati, qualche passo in avanti c'è stato, ma non abbastanza. Restano, infatti, i problemi legati alla clausola sociale. Ianeselli, Pomini e Alotti: "Le modifiche che l’esecutivo ha fatto sono estremamente pericolose per le loro ricadute pratiche. La normativa apre poi alla possibilità di eliminare gli obblighi all'assunzione di personale svantaggiato"

Pubblicato il - 25 ottobre 2019 - 18:28

TRENTO. "La nuova legge sugli appalti non segna alcun significativo passo avanti nella tutela dei lavoratori. La norma è un minestrone con dentro tutto e il suo contrario. Ancora una volta l’esecutivo si è fermato alla propaganda". Così Franco Ianeselli (segretario Cgil), Lorenzo Pomini (segretario Cisl) e Walter Alotti (segretario Uil) nel commentare il disco verde al nuovo disegno di legge in materia appalti (Qui articolo).

 

"Si registrano comunque le novità positive introdotte nel testo durante il dibattito consiliare anche grazie alla mobilitazione del sindacato - aggiungono Ianeselli, Pomini e Alotti - con riferimento alla contrattazione preventiva sugli appalti di servizio, sulla riduzione del fattore prezzo nell’aggiudicazione così come positivo è il ritiro dell’emendamento del presidente Fugatti che puntava a liberalizzare completamente i subappalti".

 

Dopo le pesanti critiche dei giorni scorsi da parte dei sindacati, qualche passo in avanti c'è stato, ma non abbastanza. Restano, infatti, i problemi legati alla clausola sociale. "E’ ormai acquisito - dicono i tre segretari - che il presidente Fugatti sta parlando da giorni di appalti o in malafede o non conoscendo il contesto".

 

Nella scorsa legislatura per gli appalti ad alta intensità di manodopera è stato introdotto un dispositivo, il comma 4 dell’articolo 32, per consentire il passaggio dei lavoratori da un datore di lavoro all’altro senza ripercussioni negative.

 

"Un’interpretazione restrittiva di questo comma - evidenziano Ianeselli, Pomini e Alotti - ha prodotto riduzioni dello stipendio nel caso specifico dell’appalto per il portierato dell’Università. Ferma restando l’azione legale per una corretta interpretazione della legge che ha già prodotto i primi risultati a favore dei lavoratori, abbiamo per primi convenuto sull’opportunità di rendere la norma più stringente attraverso linee guida vincolanti in grado di evitare rischi di impugnazione".

 

In merito alla clausola sociale e all'obbligo di assunzione dei dipendenti già operativi, sono rimaste in legge le due deroghe, cioè nel caso in cui ci sia innovazione tecnologica o l'azienda dichiari eventuali esuberi già in sede di gara.

 

"La giunta ha deciso di intervenire inserendo in legge una nuova interpretazione del comma 4 - concludono Ianeselli, Pomini e Alotti - salvo poi emendare quanto proposto per vanificare così gli annunci di maggiori tutele per i lavoratori. Anzi le modifiche che l’esecutivo ha fatto, introducendo due nuove modalità oltre a quelle già esistenti attraverso cui le imprese potranno non riassumere tutti i lavoratori, sono estremamente pericolose per le loro ricadute pratiche. Senza dimenticare che la nuova normativa apre alla possibilità di eliminare gli obblighi all'assunzione di personale svantaggiato. E’ per questo che parliamo di propaganda. Sappiamo che la vera partita si giocherà capitolato per capitolato: lì si misureranno le vere intenzioni della Provincia con riferimento alle risorse stanziate e alle possibilità esistenti di intervenire su errori pregressi, a cominciare dal maxi appalto sulle pulizie".

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