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Allungare la scadenza del latte fresco da 6 a 10 giorni, Federcoop e Confesercenti stanno con Latte Trento: ''Sarebbe un danno enorme, soprattutto in Trentino''

A causa dell'emergenza Covid-19, si è assistito a un crollo della domanda di latte fresco a favore dei prodotti di trasformazione e più lunga conservazione. La Federcoop scrive alla Provincia: "Un grosso rischio per la continuità aziendale delle attività dei nostri soci allevatori che sarebbero costretti ad abbandonare per manifesta impossibilità di competere sul piano dei volumi e dei prezzi. Una ricchezza da difendere gelosamente"

Di Luca Andreazza - 20 aprile 2020 - 20:24

TRENTO. "Una modifica legislativa che andrebbe a sconvolgere il prodotto, le sue caratteristiche, la sua storia e soprattutto l’economicità di un comparto costituito, soprattutto in Trentino, da aziende dove la zootecnia ha un ruolo di presidio". Così Renato Villotti, presidente di Confesercenti, e Loris Lombardini, presidente Cat e membro della Giunta della Camera di commercio, che aggiungono: "Il comparto è composto da piccoli imprenditori di montagna che riescono a resistere e garantire grandi eccellenze di prodotti di malga e alpeggi". 

 

E' di questi giorni l’allarme lanciato da Latte Trento (Qui articolo) e Cia-Agricoltori italiani Trentino (Qui articolo) sulla possibilità di aumentare la data di scadenza del latte fresco da 6 a 12 giorni. Una proposta avanzata dal gruppo Granarolo al ministero. Un appello lanciato anche da Federcoop che chiede alla Provincia di schierarsi con queste realtà trentine per bloccare una eventuale modifica normativa.

 

"Ora, prolungare la data di scadenza del latte fresco e del latte in fieno - aggiungono Villotti e Lombardini - significa  svincolare  i grandi gruppi industriali dal  rivolgersi alle aziende locali per rispettare tempistiche che oggi sono stringenti. Significa svilire il lavoro di centinaia piccoli imprenditori che con tenacia e con passione offrono un prodotto di qualità e territorialità".

 

L’appello di Confesercenti del Trentino è  quello di non permettere questa modifica legislativa, ma piuttosto di tutelare le piccole aziende e il sistema territoriale. "Sono presidi territoriali di tradizioni e autenticità. Il 'made in Trentino', il consumo locale e di qualità parte proprio da qui. Per incentivare il consumo di latte fresco, in questo momento così penalizzato dal freno ai consumi causato da Covid-19, si potrebbe proporre anche una consegna 'porta a porta' di latte fresco a coloro che fanno richiesta o  pensare a un sostegno economico per quei produttori così danneggiati dalla riduzione dei consumi".

 

La vendita del latte fresco attraversa un periodo di crisi a favore di prodotti di trasformazione e di più lunga conservazione, un crollo del consumo di latte fresco tra il 25% e il 35% a causa della chiusura di mense, bar e ristoranti, più in generale il settore Ho.re.ca., bloccati e in lockdown per l'emergenza coronavirus

 

"Siamo fermamente convinti - commentano Alessandro Ceschi e Patrizia Gentil, rispettivamente direttore generale e presidente del Collegio sindacale della Federazione trentina della cooperazione - che sia il momento di tenere i nervi saldi e di adottare scelte ponderate e non impulsive. Il rischio è che soluzioni drastiche, adottate sull’onda dell’emotività per far fronte a un momento critico, se nel breve periodo potrebbero apparentemente portare benefici, nel lungo periodo rivelerebbero la loro vera natura speculativa, seriamente lesiva per i nostri allevatori e per l'obiettivo primario del loro lavoro".

 

Una deroga della scadenza di durata vorrebbe dire trasformarlo in un latte completamente per portarlo allo stesso livello di quello venduto dalle multinazionali che comperano il latte dove costa meno e puntano unicamente a massimizzare i volumi di vendita. "Queste strategie di mercato non possono essere fatte nostre, non possiamo permetterci di compromettere per sempre il duro lavoro svolto dai nostri allevatori che in tutti questi anni hanno sostenuto grandi sforzi per arrivare ad avere un prodotto superiore, differente per qualità e salubrità".

 

E la Federcoop ha inviato una lettera al presidente della Provincia, Maurizio Fugatti, al vice presidente, Mario Tonina, e all'assessora Giulia Zanotelli in merito alla proposta da parte delle multinazionali europee di allungare la scadenza del latte fresco.

 

"Vediamo in questa azione - concludono Ceschi e Gentil - un grosso rischio per la continuità aziendale delle attività dei nostri soci allevatori che sarebbero costretti ad abbandonare per manifesta impossibilità di competere sul piano dei volumi e dei prezzi, di cui le major alimentari sono leader indiscusse. E questo, per il nostro Trentino non porterebbe un danno al solo settore lattiero caseario, ma a tutto il tessuto economico delle nostre valli, fatte di servizi all’agricoltura e turismo. Una ricchezza che dobbiamo conservare gelosamente".

 

 

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