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Coronavirus, 625 aziende trentine pronte a riaprire i battenti, la Cgil: “Vigileremo sul rispetto delle norme di sicurezza”

Dalle fabbriche, alle costruzioni, passando per chi ha riconvertito la propria produzione per confezionare Dpi, ma anche una manciata di imprese del settore della ristorazione e dell'alberghiero (che servono i sanitari). Grosselli: “Dal prefetto rassicurazioni sul fatto che riapriranno solo le attività legate alle filiere essenziali”

Di Tiziano Grottolo - 06 aprile 2020 - 20:13

TRENTO. Diverse aziende trentine si stanno preparando a riaprire i battenti, aggiungendosi a quelle che non li avevano mai chiusi, le comunicazioni necessarie per ottenere le deroghe sono già in mano al commissariato del Governo per la provincia di Trento, presieduto dal prefetto Sandro Lombardi.

 

I decreti infatti, consentono di riprendere la produzione a tutte quelle attività che sono funzionali ad assicurare le filiere delle aziende che operano in settori ritenuti indispensabili o di interesse nazionale (individuate dal decreto del 22 marzo). Ovviamente resta in capo alle imprese l’onere di dimostrare, consegnando la documentazione necessaria, che ciò che andranno a produrre sia funzionale alla produzione o all’erogazione di servizi indispensabili.

 

Per il momento le imprese che nel fine settimana hanno fatto richiesta al prefetto Lombardi sono 625 e rientrano nelle categorie più disparate: dal settore metalmeccanico, ai cantieri, passando per falegnamerie, filiera farmaceutica all’informatica. E ancora rifiuti ma anche chi ha riconvertito la propria produzione per confezionare dispositivi di protezione individuale come camici e mascherine. Ci sono anche una manciata di imprese che lavorano nel settore della ristorazione e in quello alberghiero ma qui la spiegazione è semplici: queste strutture accolgono o servono figure professionali ritenute indispensabili come per esempio i sanitari.

 

“In questi giorni abbiamo avuto un incontro con il prefetto Lomabardi – sottolinea Andrea Grosselli segretario della Cgil, che aggiunge – per noi la cosa importante è che vengano riaperte solo le attività legate alle filiere essenziali e dal prefetto abbiamo ottenuto rassicurazioni in tal senso”. Infatti le imprese che riapriranno i battenti non riprenderanno una “produzione normale” ma dovranno limitarsi ai soli comparti che interessano le produzioni essenziali.

 

I controlli saranno stringenti e pure i sindacati sono in stretto contatto con il prefetto: “Vigileremo affinché siano rispettate le norme di sicurezza e riferiremo di eventuali difformità. D’altra parte il 14 marzo Governo, Confindustria e sindacati di Cgil, Cisl e Uil hanno firmato un protocollo sulla sicurezza nei posti di lavoro (QUI articolo). “La salute dei lavoratori viene prima di ogni cosa” conclude Grosselli.  

 

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