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Coronavirus, Cgil, Cisl e Uil: ''Basta scelte calate dall'alto senza un confronto. I dipendenti devono andare al lavoro ma i dirigenti possono utilizzare lo smart working?''

Nel giro di poche ore Cgil, Cisl e Uil ritornano sull'organizzazione del comparto pubblico: "Abbiamo già denunciato nei giorni scorsi e oggi possiamo certificare tutto: decisioni prese senza un confronto, questi provvedimenti non sono condivisi, anche e soprattutto in un momento così difficile, determinano incertezza e rabbia tra i lavoratori"

Pubblicato il - 12 marzo 2020 - 16:42

TRENTO. "E' la seconda volta in tre giorni che Provincia e Comuni, Comunità di valle e altre amministrazioni prevedono misure che interessano i dipendenti senza alcun confronto con i sindacati", queste le parole di Luigi Diaspro (Fp Cgil), Giuseppe Pallanch (Cisl Fp) e Marcella Tomasi (Uil Fpl) che aggiungono: "Vengono annunciate ferie d'ufficio e l'individuazione dei servizi indifferibili da assicurare in continuità".

 

Nel giro di poche ore Cgil, Cisl e Uil ritornano sull'organizzazione del comparto pubblico (Qui articolo). "Abbiamo già denunciato nei giorni scorsi e oggi possiamo certificare tutto - aggiungono Diaspro, Pallanch e Tomasi - decisioni prese senza un confronto, questi provvedimenti non sono condivisi, anche e soprattutto in un momento così difficile, determinano incertezza e rabbia tra i lavoratori".

 

Oggi è stata emanata un'altra circolare rivolta al personale con altre indicazioni operative. "Non è il momento di fare polemiche, continuiamo a sostenere e praticare questo atteggiamento - dicono Cgil, Cisl e Uil - ma occorre evidenziare una condizione non più accettabile: le lavoratrici e i lavoratori devono subire scelte unilaterali calate dall’alto che passano dall’inerzia totale a modalità arroganti che non consentono di articolare un minimo di scelta e differenziazione delle modalità di gestione delle assenze, come in questo caso, e su tutti gli altri temi che s’intendono regolare".

 

Si passa dall’introduzione di turni pomeridiani alle ferie d’ufficio. "Continua a mancare l’idea di un tavolo permanente di confronto che affronti il tema emergenziale e le continue evoluzioni del quadro epidemiologico per dare risposte in modo organico e auspicabilmente condiviso. Chiediamo un incontro urgente sulle questioni organizzative e sanitarie, anche rispetto alla scarsità di Dpi che comporta l’impossibilità di assicurare i servizi in sicurezza".

 

I sindacati chiedono un confronto. "E' fondamentale - concludono Diaspro, Pallanch e Tomasi - la rigorosa applicazione della normativa in materia di igiene e sicurezza nei luoghi di lavoro, protocolli operativi e sanitari a tutela del personale e dell’utenza particolarmente a rischio o che risiede nelle strutture, ma soprattutto è necessaria una informazione chiara e trasparente di quello che accade. I rappresentanti dei lavoratori hanno una funzione importante in particolare in queste fasi, seppure concitate: le sigle confederali si assumono le proprie responsabilità ma non sono più disponibili a essere continuamente escluse da qualsiasi processo decisionale che riguarda i lavoratori dei servizi pubblici".

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