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Coronavirus, dopo la stretta del governo sulle attività non essenziali, i sindacati: ''Bene ma il Trentino avrebbe potuto anticipare scelta, il presidente Fugatti sordo alle nostre richieste''

Un altro fronte sono le prime risorse in arrivo a Roma per fronteggiare la crisi determinata dall'emergenza coronavirus. Cgil, Cisl e Uil: "Provincia ferma. Non possiamo accettare che i vertici della Pat si muovano con un dillettantismo disarmante, danneggiando così il Trentino. E’ ora di incalzare il Governo in maniera stringente così come ha fatto l’Alto Adige"

Di Luca Andreazza - 22 marzo 2020 - 15:23

TRENTO. "Un provvedimento indispensabileche come organizzazioni sindacali chiedevamo da settimane". Questo il commento di Andrea Grosselli (Cgil), Michele Bezzi (Cisl) e Walter Alotti (Uil) sulla misura presa dal premier Giuseppe Conte: "C'è però rammarico per non aver anticipato la decisione a livello locale. Il Trentino avrebbe potuto anticipare questa scelta, ma il presidente Maurizio Fugatti è rimasto sordo alle nostre richieste. Speriamo che non sia troppo tardi".

 

Nella tarda serata di ieri, sabato 21 marzo, il premier ha anticipato la chiusura di tutte le attività non essenziali (Qui articolo) e contestualmente emergono i primi contenuti del prossimo Decreto del presidente del Consiglio dei ministri (Qui articolo). I sindacati Cgil, Cisl e Uil del Trentino esprimono apprezzamento per la decisione assunta nelle ultime ore dal governo Conte.

 

"Ora - proseguono Grosselli, Bezzi e Alotti - va data piena applicazione a questo provvedimento sospendendo subito tutte le attività non essenziali e garantendo la tutela della salute dei lavoratori in tutti i luoghi di lavoro aperti senza eccezioni. E' su questo fronte che si vince la battaglia contro la diffusione del coronavirus”.

 

Per i sindacati adesso la priorità è concentrarsi con la massima determinazione nel contenimento dell’avanzata del contagio. “Si deve fare ogni sforzo - incalzano Grosselli, Bezzi e Alotti - per dotare l’Azienda provinciale per i servizi sanitari di tutte le risorse umane e finanziarie per curare chi ha bisogno in queste giornate drammatiche. Uno scopo che a nostro avviso non può prescindere anche dal fornire a tutto il personale impegnato nelle strutture sanitarie e nelle case di riposo, dai medici agli addetti alle pulizie, tutti i dispositivi di protezione individuale".

 

In questo senso i sindacati accolgono positivamente la decisione di ampliare significativamente il numero di tamponi destinati al personale sanitario e chiedono con forza che vengano messe in campo rigidi protocolli organizzativi per tutelare la salute di chi è in prima linea. "Siamo consapevoli - dicono i segretari di Cgil, Cisl e Uil - che questa fase di emergenza è in evoluzione rapidissima e le scelte assunte oggi possono dover cambiare domani. Per questa ragione riteniamo che la Provincia e il team di validi esperti scientifici a cui si appoggia devono muoversi sempre anteponendo ad ogni scelta l’aspetto sanitario e la salvaguardia della salute di tutti”.

 

Un altro fronte è quello delle risorse da Roma per quanto riguarda il blocco del Paese. "Otto milioni e mezzo di euro per finanziare gli ammortizzatori sociali straordinari sono briciole. E’ ora che la Giunta Fugatti abbandoni il consueto immobilismo nelle trattative con il governo e faccia valere gli interessi dei trentini. Non c’è tempo da perdere. In questo modo si rischia di non avere risorse sufficienti per sostenere il reddito dei lavoratori di aziende trentine colpite dall’emergenza".

 

Sono risorse che andrebbero a implementare il Fondo di solidarietà. "E' ora che suoni la sveglia - concludono Grosselli, Bezzi e Alotti - piazza Dante è finora rimasta sostanzialmente ferma nel confronto con la ministra del Lavoro sul decreto che a breve assegnerà la prima fetta di risorse statali a Regioni e Province autonome per alimentare i Fondi di solidarietà e dunque finanziare la cassa integrazione per quanti restano a casa a causa dell’emergenza coronavirus. Quanto previsto ad oggi dal ministero è troppo poco. La questione è gravissima e di estrema urgenza: non possiamo accettare che i vertici della Pat si muovano con un dillettantismo disarmante, danneggiando così il Trentino e i suoi lavoratori. E’ ora di incalzare il Governo in maniera stringente così come ha fatto l’Alto Adige riuscendo a portare a casa fondi sufficienti per la propria comunità. Cosa aspetta il presidente Fugatti?".

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