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Coronavirus, i sindacati: "Solo 5 milioni per famiglie e lavoratori? Azione spudorata della giunta Fugatti. Non è una manovra ma un pugno nello stomaco''

Nel giro di poche ore arriva una altra bocciatura alla manovra anti-crisi da parte dei sindacati: ''Per fortuna che la Giunta Fugatti rivendicava di essere dalla parte del popolo contro le élite. Oggi possiamo ben dire che il presidente ha una gran bella faccia tosta. E' un’azione spudorata, un dividendo politico pagato alle imprese proprio con i soldi dei lavoratori e dei pensionati trentini che con le tasse garantiscono il bilancio della Provincia"

Di Luca Andreazza - 25 aprile 2020 - 22:24

TRENTO. "Per fortuna che la Giunta Fugatti rivendicava di essere dalla parte del popolo contro le élite. Oggi possiamo ben dire che il presidente ha una gran bella faccia tosta. Ci domandiamo ancora se gli esperti nominati dall'esecutivo per la ripresa abbiano davvero dato il via libera a una manovra di questo tipo". E' dura la presa di posizione di Cgil, Cisl e Uil dopo l'intervento degli assessori Mario Tonina, Giulia Zanotelli, Roberto Failoni e Mirko Bisesti (Qui articolo).

 

"Su 850 milioni messi in circolo nel nuovo disegno di legge della Provincia - commentano Andrea Grosselli (Cgil), Michele Bezzi (Cisl) e Walter Alotti (Uil) - solo 5 milioni a oggi sembrano destinati alle lavoratrici e ai lavoratori colpiti dalla crisi economica e alle loro famiglie. Bastano questi numeri a dimostrare nei fatti che questa non è una manovra economica ma un’azione spudorata, un dividendo politico pagato alle imprese proprio con i soldi dei lavoratori e dei pensionati trentini che con le tasse garantiscono il bilancio dell'amministrazione".

 

Nel giro di poche ore arriva una altra bocciatura alla manovra anti-crisi da parte dei sindacati e delle opposizioni provinciali (Qui articolo). "Non era mai accaduto nella storia dell’Autonomia di trovarci davanti a un’emergenza di questa portata. E proprio davanti a questo baratro - aggiungono Grosselli, Bezzi e Alotti - la Giunta sceglie di stare da una parte sola: quella delle imprese. Ma Fugatti crede davvero che le lavoratrici e i lavoratori, i cassaintegrati, i disoccupati, i precari ma anche i medici, gli operatori sanitari, gli addetti al pulimento che negli ospedali hanno rischiato la vita in questi giorni di emergenza si possano accontentare delle briciole?".

 

E si guarda a Bolzano. "Per misurare le differenze basti pensare all'Alto Adige. Il presidente Arno Kompatscher per il lavoro e per le famiglie povere ha già stanziato quasi 28 milioni di euro: si tratta di 20 milioni di euro per gli stagionali del turismo senza lavoro e quasi 8 milioni di euro per il pagamento degli affitti degli inquilini e per un sostegno al reddito contro la povertà. Si tratta di almeno 5 volte tanto quello che ha previsto Fugatti".

 

Grandi differenze anche per le risorse messe a disposizione delle aziende. "Se poi si approfondiscono le misure a favore dei piccoli imprenditori e dei professionisti la sperequazione diventa evidente. Gli imprenditori - continuano Grosselli, Bezzi e Alotti - potranno richiedere un mutuo a tasso zero per 25 mila euro. Poi riceveranno 5 mila euro come contributo a fondo perduto e fino a 1.500 euro per gli affitti dei locali aziendali, basta dichiarare un calo del fatturato del 50%. Se poi malauguratamente l’impresa fallisce ecco che arrivano altri 2.400 per la disoccupazione degli imprenditori. Il conto è presto fatto: un bel sostegno di quasi 34.000 euro di cui oltre 6.500 a fondo perduto. Il tutto senza dover dimostrare di aver pagato le tasse in passato, senza dover dichiarare a quanto ammonta il proprio conto in banca o quante case si possiede, senza dover anticipare la cassa integrazione ai dipendenti, non solo ma senza neppure dover garantire l’occupazione dei propri collaboratori perché avranno comunque la possibilità di licenziarli, se la ripresa non sarà così forte".

 

C'è l'assegno unico per stagionali e precari. "Peccato però che si tratti di uno stanziamento di soli 5 milioni di euro. Se vi accedessero tutti e 15.000 gli stagionali, gli intermittenti e i precari del settore turistico - evidenziano Cgil, Cisl e Uil - ecco che questi, dopo aver dichiarato alla provincia di quanti immobili sono in possesso e i risparmi in banca fino all’ultimo centesimo, si potrebbero trovare in mano in media la bellezza di 330 euro o poco più".

 

Il confronto per i sindacati è impietoso. "Ci sono 34.000 euro contro 330 euro. In pratica la Provincia garantisce all’imprenditore 100 volte di più quanto garantisce a un lavoratore in crisi. Questa non è una manovra economica, questo è uno schiaffo, un pugno nello stomaco. Un insieme di interventi iniqui, inefficaci economicamente sbagliati perché dà soldi a chi in generale ne ha già, invece di sostenere il potere d’acquisto delle famiglie che hanno situazioni economiche precarie che quindi hanno la necessità di spendere per sostentarsi e quindi potenziando la domanda e le vendite delle nostre imprese", concludono Grosselli, Bezzi e Alotti.

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