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Dieci milioni di euro sull'Interporto di Trento: un nuovo fascio di tre binari da 750 metri per spostare le merci da gomma a rotaia

L'intervento, previsto entro il 2023, per la Pat potrebbe arrivare a sgravare fino al 40% il traffico pesante dell'Autostrada del Brennero con un aumento dei treni Rola dalle 8 unità attuali alle 72 previste

Pubblicato il - 24 gennaio 2020 - 16:39

TRENTO. Circa 360 milioni di euro sono stati investiti negli ultimi 10 anni sull'Interporto di Trento (tra privati e pubblici) ed entro il 2023 (con un investimento di 10 milioni tra quest'anno e il prossimo) ci si augura che il potenziamento del terminal Rola (con la costruzione di un nuovo fascio di tre binari con una lunghezza di 750 metri e conforme ai nuovi standard europei) permetta di arrivare a sgravare, potenzialmente, del 40% il traffico pesante sull'Autostrada del Brennero. E' quanto è stato spiegato dalla Provincia e dal presidente Fugatti che, ieri, ha visitato l'area e ha aggiunto come "il tutto consentirà di rendere economicamente sostenibile e conveniente il 'travaso' da gomma a ferro, che oggi vede la modalità ferroviaria più costosa, e per questa ragione vanno valutati con i colleghi dell'Euregio i confini dei divieti settoriali, perché all'autotrasporto va comunque offerta una alternativa reale e praticabile".

 

Il terminal dell'Interporto, oggi, occupa un'area di 15 ettari, conta 9 binari di lavorazione con capacità modal sift installate pari a 600mila tir all'anno. In questo senso, appare strategico il progetto di potenziamento del terminal Rola: questo consentirà un aumento dei treni Rola dalle 8 unità attuali alle 72 previste nel 2023, con una conseguente riduzione del traffico pesante sull'Autobrennero fino potenzialmente al 40%. Grazie a questa iniziativa, sarà inoltre possibile abbattere del 50% i tempi di lavorazione dei treni (ricevimento, carico, scarico e ripartenza), da 3 ore a meno di una, ottimizzando i tempi di recupero e del fermo macchina, e con treni da 750 metri, anziché di 550 come oggi: ogni treno potrà caricare 33-34 tir anziché 21.

 

L'ambito d'azione dell'interporto riguarda - tra le altre cose - legalità, sicurezza e controllo (attraverso la collaborazione attiva con le forze dell'ordine per contrastare il traffico di stupefacenti e di clandestini), doganalità, logistica integrata per il territorio (magazzini destinati al deposito e alla lavorazione delle merci), servizi alle persone, ferrovia ed intermodalità per un totale di 16 treni al giorno (la metà dei quali si riferisce all'autostrada viaggiante Rola).“L'attività caratteristica dell'interporto – ha osservato Fugatti – produce un importante valore aggiunto per il nostro territorio. Ritengo importante continuare a investire sull'intermodalità per rafforzare il ruolo del Trentino come cerniera tra Italia ed Europa”.

 

Le opere infrastrutturali ferroviarie strategiche per il territorio trentino sono oggetto di una lettera indirizzata ai vertici di Rete ferroviaria italiana (Rfi) e firmata ieri dal presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti. “Si tratta di iniziative che vedono il forte interesse e il coinvolgimento di Piazza Dante e di Rfi e che concorreranno a disegnare il futuro della mobilità ferroviaria e dell'intermodalità del Trentino”. Si parla, quindi, della circonvallazione ferroviaria della città capoluogo, dell'elettrificazione della ferrovia della Valsugana nel tratto Trento-Primolano, del collegamento ferroviario fino a Feltre come parte integrante del “ring” delle Dolomiti, del collegamento ferroviario Mori-Riva del Garda, la riqualificazione e la realizzazione di un polo di interscambio modale presso la stazione di Rovereto, la riattivazione della stazione di Calliano e la realizzazione di barriere antirumore e l'ampliamento e con il contestuale ammodernamento dell'interporto di Trento.

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