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La scadenza del latte fresco allungata a 10 giorni, gli agricoltori trentini: ''Sconvolgerebbe un prodotto unico in Europa. Scomparirebbero tante aziende presidio del territorio''

A causa dell'emergenza Covid-19, si è assistito a un crollo della domanda di latte fresco nel mese di marzo in Italia. Gli agricoltori trentini vedono in maniera negativa la proposta del gruppo Granarolo al ministero. "Si rischierebbe di cancellare una parte molto importante del tessuto imprenditoriale nazionale". Un'ipotesi sulla quale Latte Trento si è dichiarata contraria

Di Luca Andreazza - 18 aprile 2020 - 20:24

TRENTO. "La zootecnica italiana che produce latte vive un periodo piuttosto difficile. Da qualche tempo è in crisi, le rendite sono altalenanti in base a dinamiche di mercato che spesso non si è in grado di governare completamente". Così la Cia-Agricoltori italiani Trentino, che aggiunge: "In molte aree del nostro Paese queste aziende sono però le uniche che riescono a resistere e mantenere un presidio territoriale determinante. La sopravvivenza delle piccole imprese è legata alla qualità del prodotto che ha caratteristiche peculiari tali che difficilmente altre tipologie di aziende riuscirebbero a fornire".

 

Tra le produzioni di grande interesse ci sono i prodotti caseari stagionali e freschi, grandi eccellenze di prodotti di malga ed alpeggi. C’è però una parte molto importante del mercato che riguarda la vendita del latte fresco e del latte fieno. A causa dell'emergenza Covid-19, si è assistito a un crollo della domanda di latte fresco nel mese di marzo in Italia. 

 

Un -25% riconducibile in particolare alla chiusura del canale Ho.re.ca, cioè hotel e bar, ristoranti e pizzerie, così come per il cambiamento dei consumi nelle famiglie, che in questo momento preferiscono i prodotti a lunga scadenza. Anche gli agricoltori trentini vedono in maniera negativa la possibilità di aumentare le scadenza del consumo di latte fresco da 6 a 10 giorni, come proposto dal gruppo Granarolo al ministero. Un'ipotesi sulla quale Latte Trento si è dichiarata contraria (Qui articolo).

 

"Il latte fresco - prosegue Cia-Agricoltori italiani del Trentino - ha qualità organolettiche tali, che la normativa nazionale le ha tutelate fino a oggi con molto rigore. Si tratta di una eccellenza italiana, unica in Europa, un vanto nazionale invidiato anche da altri Paesi. Allungare la data di scadenza significherebbe sconvolgere il prodotto, le sue caratteristiche, la sua storia e la sua economicità".

 

 

Un eventuale cambio delle regole che porterebbe vantaggi soprattutto alle imprese più strutturate. "I grandi gruppi industriali, che adesso devono rivolgersi alle aziende locali per rispettare le tempistiche molto stringenti, potrebbero tranquillamente rifornirsi da aziende estere che possono vendere il prodotto ad un prezzo molto più basso. Le conseguenza sarebbero quindi devastanti per tutte le aziende zootecniche nazionali, ma particolarmente per quelle delle aree interne e montane".

 

I quantitativi di latte che potranno essere importati saliranno di livello, tanto che si rischierebbe di cancellare una parte molto importante del tessuto imprenditoriale nazionale. "A quel punto - aggiunge la Cia - le aziende dovrebbero adeguarsi a prezzi che riducono le imprese allo stato di sopravvivenza, privandoli probabilmente della dignità. Riteniamo quindi determinante evitare che la data di scadenza del latte fresco venga aumentata: fondamentale che rimanga immutata la legge a sua tutela".

 

In questo momento il consumo di latte fresco è calato, mentre è cresciuto il mercato per i prodotti di trasformazione. "Un dato - spiegano gli agricoltori trentini - sicuramente influenzato dalla situazione attuale per il coronavirus e legato al crollo delle vendite in Ho.re.ca. Tutti ci auguriamo che le restrizioni in vigore saranno limitate nel tempo e che quindi al termine le cose ricominceranno a essere simili a prima. Viviamo una emergenza e come tale deve essere considerata. Diventa quindi incomprensibile una modifica legislativa di questo impatto".

 

La preoccupazione di Cia-Agricoltori italiani del Trentino è condivisa anche a livello nazionale. "Ci siamo espressi - concludono - contro l'aumento del periodo di scadenza del latte fresco con la ministra Teresa Bellanova. La nostra contrarietà è stata ribadita anche nelle successive occasioni di confronto. Riteniamo importante tutelare questo prodotto, le aziende che lo producono e il territorio dove la zootecnia ha un ruolo di presidio".

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