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Trentino Digitale, i sindacati: ''Continua emorragia di dipendenti". La Uil a Zeni: ''Internet of things non è un plagio, differenze evidenti per chi mastica la materia, ma la Giunta deve cambiare passo''

Continua il momento delicato per la società. I sindacati Fiom-Cgil, Fim-Cisl e Uilm-Uil: "Gli stipendi non crescono dal 2012 per la delibera dell'allora Giunta e l'azienda si impoverisce quindi del 'capitale umano', tanto per utilizzare un termine di qualche edizione passata del Festival dell'Economia"

Di Luca Andreazza - 18 gennaio 2020 - 12:20

TRENTO. Continua il momento complicato per Trentino Digitale tra contenziosi giudiziari e incertezze, mentre ora arriva l'accusa dell'ex assessore Luca Zeni del plagio operato dall'attuale Giunta a trazione leghista sul progetto "Internet of things" (Qui articolo). Nel frattempo si è tenuta un'assemblea sindacale per fare il punto sulla situazione. "Emerge soprattutto la preoccupazione per la continua fuoriuscita di professionisti del settore", commentano Aura Caraba (Fiom-Cgil), Luciano Remorini (Fim-Cisl) e Willy Moser (Uilm-Uil).

 

"Oltre alle dimissioni già previste per i pensionamenti, una cinquantina di unità nell'ultimo triennio - proseguono le parti sociali - si assiste alla costante emorragia su base volontaria dei dipendenti, lavoratori qualificati nel settore Ict e Tlc che trovano proposte più allettanti per le prospettive di crescita dal punto di vista professionale e riconoscimenti stipendiali. Gli stipendi non crescono dal 2012 per la delibera dell'allora Giunta e l'azienda si impoverisce quindi del 'capitale umano', tanto per utilizzare un termine di qualche edizione passata del Festival dell'Economia. Una società che rischia di non avere più all'interno risorse umane in numero sufficiente per garantire efficienza, continuità e stabilità nell'erogare servizi digitali alla pubblica amministrazione".

 

In questo senso, i sindacati hanno chiesto più volte di sbloccare le progressioni di carriera e livelli stipendiali, oltre a evidenziare che è necessario riconoscere il valore dei professionisti di Trentino Digitale che ormai da 10 anni vedono tutto bloccato. "In alcuni casi addirittura subiscono in varie modalità riduzioni economiche a seguito dell'applicazione delle delibere provinciali - dicono Caraba, Remorini e Moser - molti lavoratori sono sotto inquadrati o sotto retribuiti rispetto alle competenze e alle mansioni svolte".

 

E quindi i dipendenti insoddisfatti si buttano sul mercato. "Le offerte di lavoro nelle aziende del settore Ict e Tlc privato - aggiungono i sindacati - risultano meglio remunerate per mansione e quindi diventano appetibili per i dipendenti che vedono un futuro incerto per Trentino Digitale. E' importante dare ai lavoratori il giusto riconoscimento per non farseli scappare".

 

Qualcosa si dovrebbe muovere nei prossimi mesi. "L'annuncio della Provincia nell'ultimo incontro tra sindacati e proprietà - spiegano Marcello Decarli, rappresentante sindacale di Trentino Digitale per la Uilm e Moser - è stato quello di voler sbloccare 11 nuove assunzioni (due in somministrazione temporanea, cinque figure ripescate dalla graduatoria di selezione dell'anno scorso e quattro attraverso una nuova selezione per tecnici della Banda Ultralarga, tecnici assunti a tempo determinato per coadiuvare Open Fiber, mentre per le Tlc non sono previste assunzioni in sostituzione delle risorse che si sono dimesse) ma non è sufficiente per garantire i servizi in essere.Soprattutto sono nuovi lavoratori da formare che quindi non potranno sopperire nell'immediato alle urgenze causate dalle dimissioni di professionisti senior".

 

Prospettive che restano incerte. "Manca un serio piano industriale, l'ultimo risale al 2005, e una visione futura per l’azienda - prosegue la Uilm-Uil - che favorisce questa fuga di risorse, sicuramente la situazione è però frutto di una mala-gestione che viene da lontano e non è sicuramente il risultato degli ultimi mesi di gestione del presidente Roberto Soj. Non dimentichiamoci che la classe dirigente attuale non è stata sostituita e quindi non ci sono ancora quei cambi di rotta evidenti e necessari".

 

Non ci sarebbero poi grosse differenze di presenza tra la vecchia e nuova gestione. "La presenza fisica di Soj in azienda è equiparabile e quella che garantiva Mancuso a fronte di un emolumento notevolmente inferiore del nuovo presidente. Inutile parlare poi dell’enorme mole di contenziosi giudiziari, mancanti pagamenti dei Pdr, violazioni delle norme di sicurezza e salute, mancati affidamenti per la manutenzione della rete e non solo, che sono il frutto della precedente gestione", continua la Uilm-Uil.

 

La Uil in particolare interviene sull'accusa di plagio. "Non è così - concludono Moser e Decarli - se il consigliere provinciale è disponibile, lo aspettiamo in azienda per spiegargli le differenze, evidenti solo a chi mastica la materia. Questo comunque non toglie che l’attuale Giunta deve accelerare nel dare risposte alle varie problematiche ereditate e che è necessario un cambio di passo soprattutto nei rapporti con il personale da parte dell’azienda, che sono ancora conflittuali, anche sui temi più banali e facilmente risolvibili".

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