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Viaggi, fioccano le disdette per il Coronavirus. In calo gli italiani verso l’estero, annullate diverse gite scolastiche

In bilico in maniera significativa il settore dello shopping, soprattutto i generi di lusso. Un magnete per i turisti cinesi. Come dimostrano i loro scontrini. In calo anche i viaggi degli italiani all'estero 

Pubblicato il - 05 febbraio 2020 - 19:31

TRENTO. Dal Coronavirus stanno arrivando non solo rischi per la salute ma anche per il settore economico turistico. Ad assicurarlo è stato Cna Turismo, che ha condotto una indagine tra le agenzie di viaggio associate all’Aiav, organizzazione aderente alla Confederazione.

 

“Di sicuro – spiega Cna Turismo Trentino Alto Adige - da quando si è diffuso il panico da coronavirus le agenzie di viaggio stanno ricevendo disdette delle prenotazioni per viaggi individuali e di gruppo in misura senz’altro più rimarchevole degli annullamenti fisiologici. Con gli italiani diretti all’estero, alla prova dei fatti, più timorosi del coronavirus di quanto lo siano gli stranieri diretti in Italia. Un effetto dell’allarmismo che, spiegano gli operatori, per ora starebbe provocando i danni maggiori”.

 

Nel dettaglio, le disdette di prenotazione da parte di viaggiatori individuali con meta il nostro Paese ammontano al 4% degli arrivi entro il 28 febbraio e al 3% entro il 30 marzo; stabile l’andamento del prenotato entro il 30 giugno. Più contenuto il risultato negativo dei viaggi di gruppo, che registrano il -2% per gli arrivi entro il 30 marzo e la stabilità entro il 30 marzo e oltre. Si impennano invece le disdette per i gruppi scolastici: costituiscono l’8% del prenotato con arrivi entro il 28 febbraio, il 7% entro il 30 marzo e l’1% entro il 30 giugno.

 

Il turismo cinese nel nostro Paese genera un movimento economico pari a un miliardo e mezzo di euro. Ed era in costante crescita, anche in Trentino Alto Adige, pur se con numeri ancora relativamente piccoli. Una indagine condotta lo scorso anno prevedeva un incremento del 33% in tre anni dei turisti provenienti dal gigante asiatico. Numeri, questi, che ora difficilmente si riusciranno a raggiungere.

 

“Il problema, però – sottolinea Claudio Corrarati, presidente di Cna Trentino Alto Adige - non tocca solo gli albergatori. Va dai trasporti all’enogastronomia e all’artigianato, influenzando positivamente il Made in Italy e le esportazioni in Estremo Oriente, di cui la conoscenza diretta delle eccellenze tricolori rappresenta un magnifico volano”.

 

In bilico in maniera significativa anche lo shopping, soprattutto i generi di lusso. Un magnete per i turisti cinesi. Come dimostrano i loro scontrini. Tra i turisti extra-europei i cinesi sono mediamente quelli che in Italia spendono di più, secondo una ricerca di Planet, fornitore globale di servizi a pagamento: l’anno scorso 1.129 euro pro capite.

 

Le agenzie di viaggio lamentano anche un altro aspetto del business turistico alla prova dell’epidemia da coronavirus: il calo degli italiani in viaggio verso l’estero. Ben più consistente del flusso contrario, perlomeno per quanto riguarda le disdette pervenute finora agli organizzatori di viaggio professionali. Gli annullamenti dei viaggi individuali di nostri connazionali al di fuori dei confini toccano il 9% del prenotato sulle partenze da effettuare entro il 28 febbraio, il 7% entro il 30 marzo e il 3% entro il 30 giugno. Anche tra gli italiani viaggiare in gruppo, evidentemente, infonde coraggio: gli annullamenti in questo caso riguardano rispettivamente il 4% del prenotato entro il 28 febbraio e il 2% entro il 30 marzo mentre non incidono sulle più lunghe scadenze. Costantemente a due cifre la quota di annullamenti per i gruppi scolastici, che tocca il 14% del prenotato entro il 28 febbraio, il 22% entro il 30 marzo, l’11% entro il 30 giugno.

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