A Bolzano si guadagna di più e la disoccupazione è bassissima. Il Trentino non eccelle. Ecco i dati dell'Osservatorio statistico dei Consulenti del lavoro
Il dato sulla disoccupazione femminile, per la nostra Provincia, è del 7,4%, diminuito rispetto all'anno precedente del 7.8%. A Bolzano è del 4,2%, aumentato però di quasi tre punti rispetto al 2014. Sulla retribuzione media Bolzano è in testa (1.453€), Trento si colloca al 22° posto sulle 110 province italiane con di 1.358€

TRENTO. La provincia con la quota più elevata di occupati è Bolzano, quella con la percentuale più bassa è Vibo Valentia (35,8%). Sempre a Bolzano si registra il tasso d’occupazione femminile più elevato (64,3%) e a Caltanissetta quello più basso (22,5%)
Questi i dati pubblicati oggi dall'Osservatorio statistico dei consulenti del lavoro. E da questi dati si scopre che Bolzano è in testa anche per il tasso d’occupazione maschile (78,4%), mentre all'ultimo posto della classifica si posiziona Crotone (46%).
Immigrati. Se a livello italiano gli stranieri sono il 10,2%, con un incremento tra il 2014 e il 2015 del 2%, in Trentino sono di di più: l'11% ma con una diminuzione rispetto al 2014 del 2,5. A Bolzano sono il 10,6 ma sono aumentati di 4,2 punti.
Nel 2015 la provincia nella quale si registra la quota più elevata di popolazione occupata è Bolzano (71,4%), mentre quella con il tasso di occupazione più basso è Vibo Valentia dove lavorano solo 35,8 persone su 100.
Altre province nelle quali sono occupati più di due terzi della popolazione in età lavorativa sono, nell’ordine, Bologna (69,2%), Belluno (68,3%), Forlì e Cesena (68,1%), Milano (67,4%), Parma (67,2%), Cuneo (67,1%), Firenze (65%), Siena (66,9%), Ravenna (66,5%) ed altre quattro province tra cui Trento (66,1%).
Sulla differenza tra il tasso d’occupazione maschile e femminile (15-64 anni) per provincia, la media italiana è del 18,3%. Trento è posizionata tra le province in testa alla classifica, con il 12,5. Bolzano ci segue con il 14,1. Lo squilibrio tra tasso d’occupazione maschile e femminile è strettamente correlato allo squilibrio nella suddivisione del carico familiare tra donne e uomini.
Gli occupati sono segmentati poi sulla base di due tipologie di contratti: i lavoratori standard, che comprendono i dipendenti assunti con un contratto a tempo indeterminato, compresi i part- time volontari, e i lavoratori non standard che sono costituiti da coloro che hanno un contratto di lavoro dipendente sempre a tempo indeterminato, ma in part-time involontario (i sottoccupati part-time), i dipendenti a termine, i collaboratori e gli autonomi.
Trento ha il 66,2% di dipendenti standard e un 33,8 di non-standard. Percentuali che sono aumentate di 1,5 punti rispetto al 2014. Bolzano ha più occupati non-standard, il 65,6% rispetto allo standard di 34,4. Percentuali aumentate del 2.2% rispetto al 2014.
Retribuzioni. Quella netta media mensile degli occupati alle dipendenze in Italia è di 1.313€ e quella delle donne (1.153 €) è pari all’87,9% di quella degli uomini (-291 €).
Dopo Varese (1.498€), le province con gli stipendi mensili più elevati sono Monza e Brianza (1.464 €), Bolzano (1.453 €), Milano (1.453 €), Lodi (1.424 €) e Reggio Emilia (1.414€).
Trento segue di molto la testa della classifica e si colloca al 22° posto sulle 110 province italiane con una una retribuzione di 1.358€: le donne trentine possono contare sul 78,8% della retribuzione maschile. Più che a Bolzano dove riescono ad assicurarsi il 78,1.
Nel 2015 la provincia nella quale si registra la quota più elevata di popolazione attiva disoccupata è Crotone (29,5%), mentre quella con il tasso di disoccupazione più basso è Bolzano dove non ha trovato un’occupazione solo il 3,9% delle persone attive, con una diminuzione rispetto all'anno precedente del 13,7%, .Trento registra un 6,9%, la media italiana è del 12,1.
Il dato sulla disoccupazione femminile, per la nostra Provincia, è del 7,4%, diminuito rispetto all'anno precedente del 7.8%. A Bolzano è del 4,2%, aumentato però di quasi tre punti rispetto al 2014.
Neet. Sono i giovani tra i 15 e i 29 anni che non lavorano, non studiano e non frequentano corsi di formazione. La media italiana è del 25,5%, a Bolzano sono il 10,2 con una diminuzione rispetto all'anno precedente del 14,1%. A Trento sono di più, il 15,9%, con una diminuzione rispetto all'anno precedente del 3,9%.












