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Coop Alto Garda, a rischio 200 euro in busta paga per 180 lavoratori

L'azienda ha disdetto il contratto integrativo. La direttrice: "Serve un accordo figlio dei tempi". I Sindacati duri: "Una decisione unilaterale e sorprendente. Giovedì 13 ottobre alle 20.30 ci riuniremo con i lavoratori per discutere eventuali azioni"

Di Luca Andreazza - 07 ottobre 2016 - 13:50

RIVA DEL GARDA. La coop Alto Garda ha disdetto negli ultimi giorni disponibili (entro tre mesi dalla scadenza fissata al 31 dicembre 2016 ndr) il contratto stipulato nel 2013 e l'accordo di rilancio sottoscritto appena l'anno scorso. Una decisione che riguarda circa 180 lavoratori dei numerosi supermercati del Basso Sarca, i quali si vedranno applicare il contratto nazionale di settore.

 

"Un fulmine a ciel sereno e una decisione unilaterale - spiega Mirko Carotta, segretario Filcams Cgil - in quanto non è mai trasparito da Coop Alto Garda alcun segnale in questo senso. Si tratta per il lavoratori di un balzo indietro di almeno 5 anni. Le buste paghe saranno più leggere e, soprattutto, con meno diritti rispetto a quanto riconosciuto nel contratto di secondo livello. Credevamo e crediamo tutt'ora che ci siano i presupporti per rinnovare l'accordo mediando fra i contratti sottoscritti nel 2013 e nel 2015, consapevoli dell'attuale situazione economica".

 

Una decisione che per i sindacati di settore è in contraddizione con la storia e le buone relazioni sindacali che da quarant'anni caratterizzano questa cooperativa e che tra le ragioni della sua fondazione ha proprio la tutela dell'interesse dei lavoratori.

 

L'ultimo accordo fra i sindacati e l'azienda gardesana risale al 2013, mentre nel 2015 era stato sottoscritto un contratto integrativo, entrambi con scadenza al 31 dicembre 2016. "La Coop Alto Garda ci sottopose dei dati in sofferenza per via del mercato e della forte concorrenza - ricorda Carotta - ci venne chiesto di poter rivedere alcuni aspetti e istituti contrattuali, soprattutto nella prospettiva di aprire un nuovo punto a Riva del Garda. Disponibilità che abbiamo accordato".

 

Il nodo del contendere si trova nel premio mensile di circa 180 euro concordato ai dipendenti e accordato per modalità organizzative, orario, presenze e disponibilità. "La richiesta è stata quella di legare il premio mensile alla redditività della Coop Alto Garda. Dopo una trattativa siamo riusciti a salvaguardare questo punto saliente: 54 euro venivano garantiti come nell'accordo precedente, 54 euro erano erogati sotto forma di buono spesa, nell'ottica di fidelizzare i dipendenti, e i restanti 70 euro erano legati al bilancio e all'andamento positivo dell'azienda. Senza dimenticare l'apertura del nuovo supermercato in viale Rovereto a Riva del Garda, un'area altamente strategica che avrebbe comportato fra nuove assunzioni e ricollocamento la presenza di 40 lavoratori, 13 a regime di full time e 27 part-time".

 

Quindi la disdetta del contratto: "Una scelta che non ci aspettavamo - conclude il segretario di Filcams Cgil - chiediamo il ritiro della disdetta e di riprendere le trattative nel pieno rispetto reciproco, valutando il bilancio e il fatturato di Coop Alto Garda. L'importante è non ripartire da zero, ma affrontare le criticità. Intanto giovedì 13 ottobre alle 20.30 ci riuniremo con i lavoratori in via Mimosa a Riva del Garda per discutere insieme e valutare eventuali azioni".

 

"Una scelta figlia dei tempi e che prepara una nuova fase di dialogo coi collaboratori - risponde il direttore di Coop Alto Garda Arianna Comencini - sebbene rivisitato in tempi recenti, in sintonia coi rappresentanti dei lavoratori, il nostro contratto integrativo appariva ormai irrimediabilmente obsoleto. Quanto stabilito ci mette nelle condizioni di faticare a confrontarci con la concorrenza, sempre più agguerrita, con marchi della grande distribuzione che applicano condizioni di lavoro molto diverse e certo non migliori delle nostre. Alcuni degli istituti previsti vengono dagli anni del boom economico: condizioni ormai lontane. Da parte nostra, la disponibilità al confronto coi sindacati non è mai venuta meno. ".

 

Nel 2015 i ricavi della cooperativa hanno raggiunto 29.238.481 Euro, segnando una flessione di -1,25% rispetto all'anno precedente e un bilancio negativo di 383.515 euro. "In questa grande partita - spiega Comencini - entra in gioco pure la contrattazione di livello nazionale, anch'essa in corso. È comunque probabile che, nella fase negoziale, sapremo introdurre nel nuovo integrativo diversi elementi di beneficio per i lavoratori. Era però fondamentale ripartire da capo per creare uno strumento che sappia interpretare questa precisa fase storica ed economica, altrimenti ci saremmo trovati a dover negoziare puntualmente anche elementi che solo noi concediamo e che, da parte dei lavoratori di altre sigle della grande distribuzione, vengono visti come veri e propri privilegi. Certo questo non è un passaggio facile. Altrettanto certo è che è un passaggio doveroso per la salute della cooperativa, per garantirle efficienza e capacità di stare sul mercato".

 

 

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