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Guest Card, la rabbia degli albergatori: "Dallapiccola arriviamo". Lui: "Nessuno ancora mi ha parlato"

Gli albergatori si riuniranno domani per discutere del 30% a carico degli esercizi ricettivi e dell'introduzione della Card a pagamento per l'ospite. Maestranzi: "Due errori alla base della gestione. Modalità di erogazione e tempi di comunicazione"

Di Luca Andreazza - 23 novembre 2016 - 13:11

TRENTO. La questione Guest Card tiene ancora banco nel settore del turismo cittadino e i titolari delle imprese di ospitalità sono pronti a riunirsi domani per entrare nel dettaglio delle decisioni e quindi bussare alla porta dell'assessore Dallapiccola, che nel frattempo, avvicinato a margine della conferenza stampa di presentazione dell'inverno di mercoledì 22 novembre, si trincera dietro un "Nessuno mi ha ancora parlato di questo argomento. Non ne sono a conoscenza. Risponderò". Un'affermazione evasiva dal regista del turismo provinciale che dovrebbe coordinare il settore.

 

Un indirizzo dato proprio dall'assessorato a Trentino Marketing di coordinamento e raccolta della reportistica delle dinamiche in atto nel comparto per un sistema turismo che scivola sulla buccia di banana del proprio fiore all'occhiello. Stando infatti alle linee guida redatte appena l'anno scorso la Provincia "assicurerà un ruolo di coordinamento per realizzare, con tutti i territori e secondo le loro diverse specificità aggiuntive, la piattaforma progettuale Guest Card. Oltre ad essere uno strumento d’integrazione e d’offerta, Guest Card costituisce un percorso metodologico, che punta al coinvolgimento diretto dei partner dei diversi settori (cultura, trasporti, produzioni, servizi, ospitalità, ecc.) per realizzare, attraverso scelte innovative, strategie d’ospitalità capaci di concretizzare obiettivi sfidanti di marketing territoriale".

 

"Invece - conferma Natale Rigottipresidente dell'associazione albergatori e delle imprese turistiche Asat - siamo rimasti ai margini e ci hanno presentato i conti già fatti a giochi avvenuti, senza dialogo, chiarezza e trasparenza. Qualche avvisaglia che qualcosa non tornava l'avevamo avuta, in particolare quando gli albergatori rivolgendosi all'Apt faticavano a ricevere le Card. Prima ci invitano a cena dicendo di promuovere questo strumento e consegnarlo a tutti e poi ci lasciano pagare la fattura in molti casi fra i 5 e 6 mila euro. Il monitoraggio di uso e consumi è in tempo reale, possibile che nessuno si sia accorto che il budget di previsione era stato ampiamente superato? Senza dimenticare che queste nuove direttive arrivano a ridosso delle vacanze natalizie quando ormai promozioni e promesse verso l'ospite sono già state spese, e che la tassa di soggiorno sarebbe dovuta servire a pagare la Card".   

 

Tassa di soggiorno che per l'estate ha fruttato circa 14 milioni di euro, un tocca sana per le casse pubbliche e delle Apt: "Nonostante il timore iniziale delle categorie - diceva il governatore Ugo Rossi lo scorso 2 novembre - l'introduzione della tassa di soggiorno non ha influito sul movimento turistico, che è aumentato per l'estate 2016 del +7,4% negli arrivi e del +5,5% delle presenze: ci aspettavamo un gettito di 12 milioni di euro e invece siamo arrivati a circa 14 milioni di euro. Il Trentino rappresenta inoltre l'unico caso in Italia, dove il turista percepisce il valore dell'imposta grazie alla Guest Card che comprende gli accessi alle principali attrazioni in provincia come musei e castelli, oltre alla libera circolazione sul servizio pubblico provinciale".

 

L'antefatto è la decisione in seno al Consiglio d'amministrazione dell'Apt Trento, Monte Bondone, Valle dei Laghi di giovedì 10 novembre che sancito importanti novità in merito al futuro della Trentino Guest Card. Il passepartout turistico che comprende l'accesso a musei e ai principali punti d'attrazione del Trentino, oltre alla libera circolazione sui mezzi pubblici all'interno del territorio provinciale. La morale della favola è che il 30% dell'importo per coprire i costi ricade sulle strutture ricettive e in cambio i titolari degli esercizi potranno proporre la Card al costo (consigliato) di 5 euro. "Intervento che già era stato chiesto nel recente passato - spiega Rigotti - proprio per non svalutare il nostro patrimonio. Ora il rischio è il decadimento della Card per mancanza di fiducia da parte degli operatori". 

 

Nel 2016 sono state emesse circa 20 mila card con circa 50 mila turisti utilizzatori, per un totale di circa 150 mila presenze nell'ambito. La Trentino Guest Card ha un valore nominale di 40 euro e il fatto che fino al 31 ottobre fosse offerta gratuitamente e per tutta la durata del soggiorno all'ospite delle strutture ricettive, lasciava aperta la porta del 'pagherò'. I consumi, leggasi accessi a Muse, Castello del Buonconsiglio e Museo Diocesano per citarne alcuni, oppure l'utilizzo di bus, corriere e treni, vengono poi ripartiti e coperti attraverso la tassa di soggiorno da Trentino Marketing e dalle Apt.

 

E all'interno del consiglio d'amministrazione dell'Apt siede, fresco di delega al Bondone, Dario Maestranzi, filtro fra turismo e amministrazione comunale: "Sono arrivato da poco - premette il consigliere - ma credo che ci troviamo davanti a due sbagli alla base della gestione della Guest Card. Non si mette in dubbio l'importanza dello strumento, forse unico nel suo genere per la vastità dell'offerta che comprende, ma proprio per questo è errato il messaggio di consegnare all'ospite le chiavi del Trentino gratis. Un concetto quello della gratuità che non riesco proprio a comprendere. In altre località come Londra, Parigi oppure Innsbruck queste card si pagano. Inoltre il turista rappresenta una fonte importante di indotto per il Trentino, che in questo caso viene poi svenduto, anzi regalato".

 

Il secondo peccato sarebbe invece "Una tardiva comunicazione dell'andamento della Card - spiega Maestranzi - arrivata fuori tempo massimo. Non ho una ricetta per uscire da questo impasse, ma credo che alla fine sarà il pubblico a intervenire e dal prossimo anno i soldi rientreranno grazie alla Card a pagamento: una tariffa minima di 5 euro. Le prime analisi dicono che il consumo medio è di poco inferiore ai 4 euro, e dalle altre parti Card di questo genere partono da 10 euro. Certo poi ci vorrebbe una gestione di strategia e sinergia del turismo, come un prezzo unitario della Card in tutti gli ambiti e la tassa di soggiorno uguale per tutti". 

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