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Olivi e il ministro Calenda firmano a Roma un protocollo con Fiat Chrysler: "A Rovereto l'auto del futuro"

Il vicepresidente della Provincia: "Siamo una delle quattro regioni italiane leader nel settore che partecipano a questo programma la presenza del Trentino è dovuta innanzitutto al fatto che nel nostro territorio esiste da tempo un Centro ricerche Fiat e quindi una 'tradizione' di innovazione nel campo dell'automotive, in rete con gli altri centri di competenza nazionali"

Pubblicato il - 26 May 2017 - 16:31

TRENTO. "Una firma importante quella apposta oggi a Roma dal vicepresidente della Provincia Alessandro Olivi, accanto a quella del ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda". Scrive così il comunicato della Provincia di trento a proposito dell'intesa sul protocollo con Fiat Chrysler, Crf-Centro ricerche Fiat e le regioni Piemonte, Campania e Abruzzo.

 

"L'obiettivo del programma, finanziato anche con risorse del Fondo per la crescita sostenibile del Ministero dello sviluppo economico, è "l'auto del futuro" - si legge nel comunicato - intelligente, sicura, digitale, a basso impatto ambientale. In Trentino, nel Polo della Meccatronica di Rovereto, verrà sviluppata la parte informatica, riguardante i sistemi di comunicazione e georeferenziazione , ovvero l'auto connessa".

 

La parte trentina dell'ambizioso programma, ribattezzata "VeGa", prevede una spesa di 5,3 milioni di euro, di cui al massimo il 20% di parte provinciale. Il progetto prevede un importante coinvolgimento dei centri di ricerca e delle imprese trentine. 

"Siamo una delle quattro regioni italiane leader nel settore che partecipano a questo programma - sottolinea con soddisfazione il vicepresidente Olivi - la presenza del Trentino è dovuta innanzitutto al fatto che nel nostro territorio esiste da tempo un Centro ricerche Fiat e quindi una 'tradizione' di innovazione nel campo dell'automotive, in rete con gli altri centri di competenza nazionali".

 

Ma non solo: "Il Trentino - spiega Olivi - ha chiesto e ottenuto che le attività di ricerca e prototipazione di questa parte del programma venissero realizzate nel Polo della Meccatronica di Rovereto, che sta diventando sempre di più un punto di riferimento a livello nazionale per l'innovazione tecnologica. Il progetto 'VeGa', fortemente voluto da FCA Italy e Centro Ricerche CRF, lo rafforza ulteriormente. Infine - continua -  il Trentino consolida il suo ruolo di territorio pilota nel campo della mobilità sostenibile, sicura, intelligente". 

 

Sono quattro le linee di progetto indipendenti che verranno sviluppate nei siti piemontesi di Orbassano e Torino, di Pomigliano d’Arco (Napoli) e del Trentino  (Polo Meccatronica di Rovereto): la prima è finalizzata allo sviluppo di tecnologie mirate al miglioramento dell’efficienza dei motori, la seconda è relativa alle nuove tecnologie per lo sviluppo delle architetture ibride, la terza è rivolta alle tecnologie di comunicazione per il veicolo connesso geo-localizzato e la quarta fa riferimento ad un processo di sviluppo prodotto e tecnologico totalmente digitalizzato. 

 

Il protocollo d’intesa prevede un investimento complessivo in R&S pari a oltre 150 milioni di euro ed è teso a sostenere la competitività del settore automotive italiano che nel 2016 ha visto proseguire il trend positivo avviato nel 2015 per quanto riguarda la produzione di autoveicoli in Italia, cresciuto del 9%, per un totale di 1.103.000 unità. I volumi delle autovetture destinati all’estero rappresentano il 56% della produzione domestica.

 

L’export, con oltre 716.000 autoveicoli, ha registrato una crescita del 5% nel 2016, agendo da traino sulla produzione italiana, insieme alla domanda interna: nel 2016,  sono stati immatricolati nel nostro Paese 2,05 milioni di autoveicoli (+18,9% sul 2015). Per le autovetture, il mercato ha superato 1,82 milioni di unità vendute (+16%) mentre i veicoli commerciali hanno registrato un incremento del 51%.

 

In questo contesto si inseriscono le attività del Gruppo FCA che ha 162 stabilimenti in tutto il mondo, un fatturato di 111 miliardi di euro e impiega circa 231 mila dipendenti di cui oltre 65 mila in Italia. Circa 20 mila addetti sono impegnati in attività di ricerca e sviluppo, con un investimento, nel 2016, di 4,2 miliardi euro. I Centri di ricerca in tutto il mondo sono 87.

 

L’iniziativa annunciata oggi è coerente con le linee di politica industriale del Piano Nazionale Industria 4.0 varato dal Governo italiano,  grazie al quale s’intende accompagnare e supportare gli investimenti a maggior contenuto tecnologico ed innovativo del  sistema produttivo del Paese per cogliere le opportunità della cosiddetta “quarta rivoluzione industriale”, ovvero la trasformazione digitale del manifatturiero, intesa come l’insieme dei cambiamenti associati all’utilizzo delle tecnologie digitali in tutti i comparti industriali.

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