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Riforma delle pensioni, ok dai sindacati trentini. Ianeselli: “Già dall'alternanza scuola lavoro una pensione per i giovani”

L'estensione della quattordicesima potrebbe riguardare il 50% dei pensionati trentini. Pomini: "Ottimo risultato, abbiamo dimostrato che l'Italia non si governa da soli", Alotti: "Una bocca d'aria"

Di Giuseppe Fin - 29 settembre 2016 - 15:21

TRENTO. Un accordo importante che potrebbe aprire nuove strade alle intese nazionali, una boccata d'aria per chi ha redditi bassi con l'estensione della quattordicesima. Occorre fare attenzione, però,  sia alle risorse messe in campo, che potrebbero essere troppo poche, che agli interventi per i giovani.

 

I sindacati trentini giudicano in maniera positiva il raggiungimento della prima intesa tra sindacati e Governo su l'Ape (l'anticipo pensionistico, volontario o agevolato), l'aumento dei trattamenti pensionistici bassi attraverso la quattordicesima, l'equiparazione della no tax area tra dipendenti e pensionati e l'uscita con 41 anni di contributi per alcuni categorie di lavoratori precoci. L'accordo raggiunto, è bene chiarirlo, non modifica la legge Fornero ma rappresenta comunque un primo passo importante.

 

“In questa prima intesa – ha affermato il segretario della Cgil del Trentino, Franco Ianeselli – mi sembra ci siano punti importanti a partire dall'estensione della quattordicesima. Per quanto riguarda l'Ape, invece, c'è ancora da parte nostro un po' di scetticismo perché è chiaro che serve vedere come sarà costruita alla fine”. Per il segretario della Cgil, però, è di fondamentale importanza che non si parli solo e unicamente di pensionati ma occorre non perdere d'occhio i giovani. Ed è proprio su questo punto che da Ianeselli arriva una proposta che potrebbe trasformare il Trentino in un laboratorio importante.

 

“In questa fase – ha spiegato - la proposta che io faccio per il Trentino è quella di sfruttare le competenze che abbiamo in materia di previdenza complementare e pensare ai giovani. Sarebbe bello che per i nostri ragazzi che iniziano l'alternanza scuola – lavoro attraverso i tirocini, fosse avviato un sostegno alla previdenza complementare in modo da far crescere in loro la cultura previdenziale fin da subito”. La proposta, ha chiarito Ianeselli, potrebbe consistere nel versamento di 100 euro o più dalla Regione o da Pensplan a favore dei ragazzi che fanno i tirocini. “Il punto non sarebbe il rendimento di questi 100 euro – ha spiegato il segretario della Cgil - ma il fatto che si aprirebbe una posizione e crescerebbe, come già detto, la cultura della previdenza. Questo ci permetterebbe anche di anticipare la 'fase 2' che ci sarà a livello nazionale: la pensione per i giovani”.

 

In merito all'accordo sulle pensioni a dirsi “soddisfatto” è il segretario della Cisl del Lorenzo Pomini. “Io sono soddisfatto perché c'è il lavoro che va avanti da più di un anno delle organizzazioni sindacali con i tavoli tecnici. Un ottimo risultato considerando che il governo Renzi fino a ieri schifava i sindacati. Abbiamo dimostrato che da soli non si governa l'Italia ma lo si deve fare assieme”. Bene, per il segretario della Cisl, anche la messa a disposizione delle risorse economiche. “Sono importanti perché – spiega - fino all'altro giorno il governo non voleva parlare di queste cose. I sei miliardi, anche se spalmati su tre anni, sono sicuramente un buon inizio per discutere delle pensioni e per iniziare a rivedere la riforma Fornero. Aspettiamo ora di rivedere le prossime riunioni”.

 

A vedere l'intesa raggiunta ieri come “un'occasione possibile di ripartenza degli accordi a livello nazionale” è invece il segretario della Uil del Trentino Walter Alotti. “Dal punto di vista politico – ha spiegato - potrebbe essere un'occasione per far ripartire il rapporto tra il Governo e i rappresentanti dei corpi intermedi. E' interessante se si realizza poi un vero e proprio accordo”.

 

Dal punto di vista del merito, continua Alotti “è un primo scalino di ritocco della Fornero e di tutto il ciclo che riguarda il comporto pensionistico”. Importante, ha spiegato il segretario della Uil è “il ricongiungimento dei contributi, soprattutto in prospettiva per i giovani”.

 

Bene anche l'estensione della quattordicesima. “E' una boccata d'aria” ha affermato Alotti. “Il Governo Prodi – ha continuato - qualche anno fa aveva previsto per i pensionati che non raggiungevano un determinato importo di prendere una quattordicesima. Adesso verrebbe prevista per tutti i pensionati che non raggiungono i 1000 euro”. Per la Uil, però, esiste un problema di risorse. “Per i nostri tecnici nazionali – ha spiegato il segretario della Uil del Trentino – c'è ancora il problema di trovare i soldi per tutto questo. I sei miliardi messi a disposizione non sono sufficienti”.

 

Ad intervenire su questo punto anche il segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo, che ha seguito il confronto con il Governo sulla previdenza. “Non vi è dubbio che sarebbero state necessarie più risorse – ha precisato – per dare tutte le risposte ai problemi posti sul tavolo: per questo motivo, noi continueremo a rivendicarle. Vogliamo, però, valorizzare il lavoro svolto sinora, perché grazie all'azione unitaria dal sindacato, è stata invertita una tendenza in uso nel nostro Paese che ha sempre visto fare cassa sui pensionandi e sui pensionati, con conseguenze negative anche per i giovani in cerca di lavoro”.

 

In Trentino l'estensione della quattordicesima riguarderebbe un buon numero di pensionati. A confermato è Claudio Luchini della Uilp. “Possiamo dire che ad essere coinvolti potrebbero essere il 50% dei pensionati, soprattutto nell'area dei lavoratori autonomi”. Per Luchini nella prima intesa raggiunta tra sindacati e Governo, “ci sono sicuramente delle cose positive a partire dall'equiparazione della no tax area tra dipendenti e pensionati. E' un primo accordo sicuramente con intenti positivi ma speriamo che non si rivelino solo come promesse elettorali”. 

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